Simbolo – Clessidre alate

(Vanitas, cimitero di Novara. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni La clessidra che vola è un classico. Se è luminescente e siete ufologi si tratta chiaramente di un oggetto volante non identificato con cui intelligenze aliene tentano di mettersi in contatto con i terrestri… Non so voi, ma io mi accontenterei già di riuscire a mettermi in contatto con l’adolescenza dei miei figli… Ma è un classico anche per noi che ci occupiamo di questioni più terra terra, o meglio “sottoterra”. La trovate in tutti i cimiteri, in scultura o a bassorilievo ma va forte anche nelle chiese, nei dipinti e … Continua a leggere Simbolo – Clessidre alate

Brescia – Cimitero Vantiniano

(Rodolfo Vantini, Cimitero Monumentale di Brescia, chiesa di S. Michele Arcangelo. Foto dell’autrice) Di Paola Redemagni Al liceo non te lo raccontano ma quando Ugo Foscolo dà alle stampe I Sepolcri, nell’aprile 1807 per i tipi di Nicolò Bettoni, si trova a Brescia. Non so se sia solo un caso e mi sono ripromessa di indagare perché credo poco alle coincidenze. Fatto sta che l’anno precedente le autorità cittadine avevano avviato le pratiche per la costruzione del primo cimitero neoclassico in Italia: un modello esemplare, ispirato alle forme del Pantheon e dei templi greci, che rimarrà a lungo il prototipo … Continua a leggere Brescia – Cimitero Vantiniano

Al cimitero dei Santi Innocenti, Parigi

(Theodor Hoffbauer – Il cimitero dei Santi Innocenti intorno al 1550. 19° sec. Public domain by Wikipedia) “Angelica non era mai andata agli Innocenti per quanto quel macabro posto fosse uno dei più popolari luoghi di appuntamento di Parigi. E vi si incontravano persino gran dame venute a fare acquisto di libri o di biancheria nelle botteghe sistemate sotto gli ossari. Era uno spettacolo solito vedere, durante il giorno, signori eleganti andare con le loro amanti di portico in portico, allontanando indifferenti con la punta del bastone crani e ossa sparse, mentre incrociavano funerali salmodianti (…) Qua e là v’erano … Continua a leggere Al cimitero dei Santi Innocenti, Parigi

Le case delle fate (domus de janas)

(Necropoli di Anghelu Ruju, Alghero. Tomba ipogeica. Foto dell’autrice) Di Paola Redemagni Le fate abitano in Sardegna, vegliano sul sonno dei bimbi e filano fili d’oro alla luce della luna. Abitano case piccole piccole, scavate nella roccia migliaia di anni fa, in un periodo compreso fra il Neolitico e l’età del Bronzo. Domus de janas, appunto. (Necropoli di Anghelu Ruju, Alghero. Tomba ipogeica con ingresso a pozzetto. Foto dell’autore) Nelle più antiche l’ingresso avviene calandosi in un pozzo poco profondo, mentre nelle più recenti si percorrono pochi gradini e il dromos, un breve corridoio a cielo aperto che porta a un … Continua a leggere Le case delle fate (domus de janas)

Brion’s cemetery, by Carlo Scarpa

(Please, first read: Dear friends speaking English, in the menu on left side on main page: it can explain to you my funny level in English language ) (Carlo Scarpa, Brion’s Cemetery, water pool. Photo by myself) When Giuseppe Brion, founder of Brionvega firm, died in 1968, his wife Onorina asked the architect Carlo Scarpa for a tomb in the cemetery of Brion’s birthplace in Veneto: S.Vito di Altivole. Scarpa didn’t project a simple chapel but a very special place: a garden where the nature melts with the architectures. There are a willow tree and three stairs at the main … Continua a leggere Brion’s cemetery, by Carlo Scarpa

Serpenti e falene

(Cimitero Monumentale di Novara, foto dell’autore) Di Paola Redemagni Facciamo un gioco: che cosa hanno in comune un serpente e una falena? In prima battuta verrebbe da dire: nulla. In realtà non è così e infatti qui li troviamo insieme: l’Uroboro e la farfalla notturna. Il simbolo dell’Uroboro, il serpente che si morde la coda e così disegna un cerchio perfetto, è una figura carica di significati: la sua rappresentazione più antica si trova in un testo funerario egizio. Ebbe poi un discreto successo non solo nell’antichità: attraverso il neoplatonismo e il Rinascimento arriva fino alla scultura funeraria del 19° … Continua a leggere Serpenti e falene

Verona, Cimitero Monumentale

(Veduta del cimitero di Verona, Civiche Raccolta delle Stampe A.Bertarelli, Milano) Di Paola Redemagni Per trovare la tomba di Giulietta bisogna raggiungere il Museo degli Affreschi, un tempo convento di San Francesco al Corso, entrare nel chiostro, scendere una stretta scala in pietra e raggiungere la cripta: qui si trova il sarcofago in marmo rosso che la tradizione attribuisce alla sfortunata fanciulla. Poco importa che i due giovani in realtà siano nati a Udine, che Romeo si chiamasse Luigi da Porto e Giulietta Lucina Savorgnan e che nessuno dei due abbia avuto l’insana idea di suicidarsi. Poco importa che, così … Continua a leggere Verona, Cimitero Monumentale

Alfa e Omega

Di Paola Redemagni I cimiteri sono “dispositivi di memoria”: custodiscono e tramandano il ricordo di chi ci ha preceduto. Per fare questo si affidano a una pluralità di linguaggi: iscrizioni, fotografie, sculture e simboli. Tutti insieme, fanno del cimitero un grande libro a cielo aperto, che parla dei valori in cui si riconoscono uomini e donne di oggi e del passato, e di quale immagine vogliono lasciare di sé dopo la propria scomparsa. Nella composizione di questo linguaggio nulla è lasciato al caso: chi ha dettato le parole, scelto le immagini, commissionato le sculture lo ha fatto scegliendole con grande cura, cosciente … Continua a leggere Alfa e Omega

Enrico Zani, maresciallo dei pompieri e muratore (Bologna, Cimitero della Certosa)

(Bologna, Cimitero della Certosa. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Sulle prime ho pensato a un errore. In seconda battuta, ho dato una possibilità sociale al signor Zani, ipotizzando un cambiamento professionale importante, l’assunzione nel corpo dei pompieri e l’avvio di una carriera. Infine – e finalmente – ho provato a connettere i quattro neuroni cerebrali che convivono ancora nella mia scatola cranica, arrivando alla conclusione che forse non si trattava di una professione edile… Guarda caso, infatti, nel corso dell’Ottocento la Massoneria italiana – i fratelli muratori – era impegnata nella promozione di un nuovo modello di cimitero laico a … Continua a leggere Enrico Zani, maresciallo dei pompieri e muratore (Bologna, Cimitero della Certosa)

Crespi d’Adda, un villaggio operaio e il suo cimitero

Il cotonificio. (Foto by adirricor (Own work) [CC BY 3.0], via Wikimedia Commons) Di Paola Redemagni Viaggiando da Milano a Bergamo, sotto il ponte di Trezzo vedrete scorrere l’Adda mentre a sinistra si ergono i resti della torre e del castello che ispirò a Giovanni Verga – sì, quello dei Malavoglia – una bella novella gotica a base di amanti murati vivi. Uscendo a Capriate San Gervasio potete fare due cose: intrupparvi in un noto parco divertimenti oppure seguire le indicazioni per Crespi d’Adda e fare un tuffo nell’Ottocento. Crespi è un luogo particolare: inventato dal nulla dall’imprenditore Cristoforo Benigno Crespi e … Continua a leggere Crespi d’Adda, un villaggio operaio e il suo cimitero