Cimitero Ebraico di Genova (Monumentale di Staglieno)

di Paola Redemagni. A partire dal 1886 circa, il Cimitero Ebraico di Genova si trova presso il complesso monumentale di Staglieno ( vedi anche: Cimitero di Staglieno – Genova), lungo il lato sinistro rispetto all’ingresso. Un portale in pietra, inciso con i nomi degli israeliti genovesi deportati nei campi di sterminio durante la Seconda Guerra Mondiale, immette all’edificio di accesso, che ospita anche la Sala di Preghiera, dove si celebrano i riti funebri di commiato. Varcato l’ingresso, si entra in un campo protetto dal vecchio acquedotto cittadino e dalle mura ottocentesche, vasto e ombroso, in cui le tombe sono immerse … Continua a leggere Cimitero Ebraico di Genova (Monumentale di Staglieno)

Il giardino dei Finzi-Contini

Di Paola Redemagni Fra le famiglie più autorevoli della comunità ebraica di Ferrara, i Finzi-Contini vivono in splendido isolamento nel loro palazzo cittadino. Ma  le restrizioni razziali inducono i figli Alberto e Micòl ad avvicinarsi all’anonimo protagonista e agli altri giovani della Comunità, progressivamente estromessi dalla vita sociale. Fanno del loro giardino il luogo di ritrovo in cui passare giornate spensierate di amicizia e di chiacchiere, di letteratura, di musica, di arte, di politica, di tennis; vivendo l’amicizia con Alberto e Micòl e  sognando un amore non corrisposto. Una normalità caparbia per contrastare gli avvenimenti tragici che premono dall’esterno: le … Continua a leggere Il giardino dei Finzi-Contini

Mani che benedicono fra tradizione e fantascienza

(Ostiano, Cimitero ebraico. Tomba di Lazzaro Coen Frizzi. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Mani che benedicono. Mani che invocano benedizione e pace, che trasmettono gioia. Le mani che benedicono, con i pollici appaiati e le dita aperte a due a due, rappresentano la prosecuzione di un gesto antichissimo riservato al gruppo sacerdotale dei Kohanim. Per questo le troviamo sulle tombe di famiglie dal cognome Cohen o, in italiano, anche Sacerdoti, oppure su tombe di famiglie che, pur vantando una discendenza dai Cohen, hanno col tempo cambiato il cognome. Nella tradizione ebraica il Cohen (sacerdote del Tempio) è il tramite attraverso cui … Continua a leggere Mani che benedicono fra tradizione e fantascienza

Dormono sulla collina

(Ostiano, Cimitero Ebraico. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Sulla collina di Ostiano dorme la piccola comunità ebraica (Cimitero ebraico di Ostiano). Dorme Israele Finzi, uomo retto timorato di Dio, che volle dare ai suoi confratelli un luogo dove dormire l’ultimo sonno, acquistando un terreno e destinandolo a cimitero. Dorme Moisè Angelo Finzi, che fu il primo sindaco ebreo dopo l’unificazione dell’Italia. Dorme Bonaventura Foà, l’anziana modesta onorevole signora Mazal Tov Foah, giunta da Verona a visitare la figlia e spenta in poche ore dal colera. Sia la sua anima unita nel vincolo della vita… Dorme Malkah della famiglia Franchetti, vedova … Continua a leggere Dormono sulla collina

Menorah. E luce fu…

(Menorah. Cimitero Ebraico di Torino, foto dell’autore) Di Paola Redemagni Spunta fra gli alberi una Menorah, il candelabro a sette braccia che è uno dei simboli più antichi della religione ebraica, in cui i sette candelieri rappresentano i sette giorni della creazione e la luce una manifestazione divina. Nella Bibbia (Esodo 24, 31-38) è Dio stesso a fornire a Mosè precise indicazioni per la sua realizzazione: “Farai un candelabro d’oro puro. Il candelabro con la base e il fusto sarà fatto d’oro battuto e i suoi calici, corolle e fiori saranno un tutt’uno con il candelabro. Sei bracci si distaccheranno … Continua a leggere Menorah. E luce fu…