L’angelo delle rose. Tomba Prada Corielli

(Milano, Cimitero Monumentale. Enrico Pancera, Tomba Prada Corielli. Figura d’angelo che nasce da un cespo di rose (1920). Foto dell’Autore) Di Paola Redemagni Leggera, aerea a dispetto dei materiali di cui è fatta – pietra serpentina e bronzo – la scultura pare sfidare le leggi della gravità. Impossibile non notarla passeggiando fra i viali dell’area centrale del Monumentale, alle spalle della Necropoli. Lieve, l’anima lascia la terra, librandosi nell’aria da un cespuglio di rose, su cui pare scivolare appena nel suo volo. L’anima ha l’aspetto di una fanciulla, còlta nel momento della sua trasformazione in angelo, il bel volto sereno … Continua a leggere L’angelo delle rose. Tomba Prada Corielli

Catrìna, la dama della Morte

(Diego Rivera, Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central (1947), Museo Mural Diego Rivera, Città del Messico) Di Paola Redemagni Cammina impettita, elegante nel suo abito bianco, col suo boa di piume di struzzo e il sombrero ad ala grande tutto impiumato. Sfila accompagnata dai suoi amici: l’artista messicano Diego Rivera, la pittrice Frida Kahlo e il caricaturista José Guadalupe Posada. Intorno eleganti signore della ricca borghesia, militari, reduci carichi di medaglie, campesinos, si accalcano in un parco colorato, fra fontane e musicisti, dove la festa si mescola alla violenza. La parte sinistra del dipinto illustra la conquista … Continua a leggere Catrìna, la dama della Morte

Teschi di zucchero per El Dìa de Muertos

(Messico. Offerte per El Dìa de Muertos. Paolaricaurte [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)%5D Di Paola Redemagni Era il 1992. Il docente di Storia dell’Arte medioevale e moderna, quello di Storia del Cristianesimo ed io ci stavamo inventando una tesi di laurea in Storia dei cimiteri.  Mi consigliarono caldamente di prendere un appuntamento con il Comune di Torino dove il settore Servizi funebri era all’avanguardia. Qui mi accolsero a braccia aperte perché non gli sembrava vero che qualcuno si interessasse al loro lavoro. Solitamente venivano evitati perfino dai colleghi e alle riunioni delle amministrazioni comunali li relegavano sempre in salette separate, in compagnia … Continua a leggere Teschi di zucchero per El Dìa de Muertos

La vera storia della Vedova Allegra. Emma Vecla.

  (Emma Vecla nell’interpretazione di Lola. Cartolina d’epoca) Di Paola Redemagni Alle dive si addice il mistero. Forse per questo ho lasciato così poche tracce dietro di me, forse per questo resta il dubbio sul luogo che mi ha vista nascere – Marnia o Orano – ed ho nascosto così bene la mia vera data di nascita. Diva lo sono stata davvero quando calcavo le scene e il pubblico mi osannava e mi riempiva di fiori e i giovanotti si sostituivano ai cavalli della mia carrozza per portarmi a casa e i principi mi invitavano nei loro salotti. Il mio … Continua a leggere La vera storia della Vedova Allegra. Emma Vecla.

Roma, Cimitero del Verano

(Roma, Cimitero del Verano, Pincetto Vecchio. Foto dell’autore.) Di Paola Redemagni Arrivando a Roma col treno, lo si intravede per qualche attimo prima di entrare alla stazione Termini: un lungo muro di mattoni rossi da cui svettano i cipressi. Visto così ricorda tanto L’isola dei Morti, che il pittore svizzero Arnold Böcklin, realizza in più copie fra il 1880 e il 1886. Era fra i dipinti preferiti di Hitler, ma su questo non posso farci niente… E in effetti il Cimitero di Campo Verano – o più semplicemente il Verano – si presenta come una sorta di città nella città, un … Continua a leggere Roma, Cimitero del Verano

Non servi ma famigli

Di Paola Redemagni Nell’Ottocento la società borghese è un meccanismo ben oliato, con ruoli, tempi e modi ben identificati e ripartiti. Uno spartito ben orchestrato che si regge su un nucleo di valori universalmente riconosciuti e condivisi. Alla complessa rete di rapporti che lega fra loro i membri di una casa, partecipa anche la servitù, che condivide la vita e la sorte dei datori di lavoro, dal momento che la sua reputazione si riflette su quella dei padroni. Il personale di servizio deve rispecchiare la rispettabilità della casa attraverso una condotta impeccabile, cui viene educato dagli stessi padroni. In casa, … Continua a leggere Non servi ma famigli

La regina della casa

(Milano, Cimitero Monumentale. Tomba Omodeo, particolare. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Il sostantivo donna deriva dal latino domina, che condivide la radice etimologica con il termine domus, casa, quasi ad indicare una perfetta identificazione delle due. E infatti il Codice napoleonico segna un passo indietro nei confronti delle aspirazioni femminili. Se negli anni rivoluzionari le donne avevano partecipato attivamente agli eventi politici, ora vedono restringersi il campo d’azione alla sola famiglia, all’interno della quale assumono un ruolo decisamente subalterno. Passano infatti la maggior parte della loro esistenza sotto tutela maschile: paterna prima, coniugale poi. Se sono mogli, sono obbligate ad obbedire … Continua a leggere La regina della casa

Mistero etrusco

Di Paola Redemagni Lasciati alle spalle i tumuli etruschi che guardano il mare di Baratti (Ferro e vino a Populonia), ci si incammina lungo la via delle Cave: la necropoli delle Grotte bisogna conquistarsela con scarpe comode (Andare per cimiteri… con l’equipaggiamento adatto), determinazione e soprattutto un’ottima capacità di lettura della cartina. Occorrono circa due ore: superato il primo tratto all’aperto, ci si inoltra in un bosco. Raggiunto il punto più fitto, ormai sicuri di avere smarrito qualunque punto di riferimento, noterete tagli netti e profondi che fendono il terreno: sono gli accessi alle “tombe limitrofe”, piccole camere sepolcrali scavate … Continua a leggere Mistero etrusco

Ferro e vino a Populonia

(Populonia, necropoli di S.Cerbone, tomba dei Carri. Sullo sfondo il golfo di Baratti. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Alta sul suo promontorio, la città di Populonia domina il golfo di Baratti. Il suo nome antico Pupluna-Fufluna deriva da Fufluns, dio etrusco del vino, vino che nei banchetti veniva consumato in gran quantità, aromatizzato con miele e spezie. Importante porto, centro commerciale e siderurgico, nel suo periodo di massimo splendore – a partire dal nono secolo a.C  – vivevano qui diecimila persone. Nel golfo attraccavano le navi provenienti dall’isola d’Elba cariche di minerale ferroso, che sarebbe poi stato lavorato nei forni … Continua a leggere Ferro e vino a Populonia

Un massone al Monumentale di Milano – Fedele Sala 2

(Milano, Cimitero Monumentale. Monumento a Fedele Sala. Particolare dei simboli massonici. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Se fosse rimasto qualche dubbio sull’appartenenza del signor Fedele Sala (Un massone al Monumentale di Milano: Fedele Sala -1) ai Liberi Muratori, a fugarlo ci pensano altri due elementi, i più riconoscibili, posti sull’architrave al di sopra della scultura: squadra e compasso. La squadra rappresenta la rettitudine, la giustizia, l’equità, l’equilibrio, l’azione dell’uomo sulla materia e su di sé. Il compasso la sfera spirituale, l’apertura del pensiero umano, la misura della ricerca. Insieme simboleggiano l’importanza di esplorare e dominare le proprie passioni. Poiché il … Continua a leggere Un massone al Monumentale di Milano – Fedele Sala 2