Fratelli d’Italia. Mameli e il suo Inno

di Paola Redemagni Il 2 giugno 1946, con le prime elezioni libere del dopoguerra, gli italiani e per la prima volta le italiane sono chiamati a scegliere la forma istituzionale da dare allo stato, al termine della guerra. Chiamati a scegliere tra Repubblica e monarchia, scelgono la Repubblica. Pochi mesi dopo, il 12 ottobre 1946 il Consiglio dei ministri presieduto dal nuovo Presidente della Repubblica Alcide de Gasperi adotta in via provvisoria come inno nazionale il Canto degli Italiani, adottato in via definitiva nel dicembre 2017. L’Inno, conosciuto anche come Fratelli d’Italia e Inno di Mameli, insieme con la figura … Continua a leggere Fratelli d’Italia. Mameli e il suo Inno

Silvio Pellico, patriota

di Paola Redemagni La sua tomba si trova al al campo Primitivo del Cimitero Monumentale di Torino (leggi anche: Campo Primitivo. Cimitero Monumentale di Torino 2), in corrispondenza del Nicchione 266: un semplice obelisco in pietra chiara, sormontato da una croce latina. Nella parte superiore è scolpito a bassorilievo il ritratto di profilo dello scrittore: all’interno di un tondo, secondo i modelli dell’arte classica, che riservava a dèi ed eroi il ritratto chiuso nella cornice curva del clipeo, lo scudo dei soldati. L’epigrafe sottostante recita: Silvio Pellico Nato in Saluzzo Il 24 giugno 1789 Morto in Torino Il 31 gennaio … Continua a leggere Silvio Pellico, patriota

Mettiamoci una pietra sopra. Giuseppe Garibaldi.

(Di E. D., ca. 1882. Pubblico dominio, by wikimedia commons) Di Paola Redemagni Le vicende legate alla morte di Mazzini (1872) e alla sua imbalsamazione (Cercasi mummia disperatamente – il caso Mazzini) terrorizzano Garibaldi al punto da spingerlo a redigere, fra il 1872 e il 1881, ben otto testamenti, in cui definisce le disposizioni legate alla propria morte. L’idea di diventare un feticcio politico da utilizzare a fini propagandistici e magari da esporre alle folle in precise occasioni – come si era cominciato a fare con Mazzini – lo riempie di ripugnanza. Un pensiero già presente nel 1870 e che si … Continua a leggere Mettiamoci una pietra sopra. Giuseppe Garibaldi.

Cinque Giornate a Milano

(Milano, Monumento alle Cinque Giornate. Foto dell’autore)  Di Paola Redemagni 23 metri di obelisco in bronzo non sfuggono nemmeno al passante più distratto. Difficile non notare anche le cinque fanciulle – che farebbero la gioia di ogni taglia 46, splendide e discinte – che alla sua base piangono, gridano, fremono. Sono le Cinque Giornate, dal 18 al 22 marzo 1848, durante le quali la popolazione milanese si ribella al governo austriaco. Cinque modelle si impegnano nella rappresentazione simbolica: Maria Torrani chiama a raccolta suonando la campana; Giovannina Porro piange disperata i morti della prima giornata; Luigia Prati incita a gran … Continua a leggere Cinque Giornate a Milano

Giuseppe Mazzini, mummia riluttante

(Ritratto di Giuseppe Mazzini, di autore anonimo. By Wikipedia. Public domain) di Paola Redemagni Giuseppe Mazzini muore a Pisa il 10 marzo 1872, circondato da pochi e fidati amici. Le sue ultime volontà sono quelle di riposare a Staglieno accanto alla madre, dopo onoranze funebri che siano le più discrete possibili. Ma i capi del partito Repubblicano hanno altri progetti, in particolare l’amico e medico personale Agostino Bertani. Dal momento che l’Unità del paese si è compiuta sotto la guida di casa Savoia e con il trionfo della monarchia, il Partito Repubblicano ha dovuto incassare una sconfitta politica. Anche se … Continua a leggere Giuseppe Mazzini, mummia riluttante