Renato Brozzi e la Vittoria di Casarano. Un monumento tribolato da Parma al Salento – 2

Di Giancarlo Gonizzi, progetto “Città della memoria”, ADE SpA Cimiteri di Parma La sepoltura di Mario Grossi nel Campo dei Caduti del Cimitero della Villetta di Parma in uno scatto databile intorno al 1924 (Courtesy Museo Brozzi, Traversetolo – PR) “Prove” per un monumento Già nel 1915, ad un mese dall’entrata in guerra dell’Italia, presso il Cimitero monumentale della Villetta a Parma (La Villetta di Parma), veniva allestito il Campo dei Caduti. In questo spazio austero e colmo di memorie si trova ancor oggi la tomba di Mario Grossi (1894-1918), tenente del 268° Reggimento Fanteria caduto nella guerra 1915-1918 durante la battaglia … Continua a leggere Renato Brozzi e la Vittoria di Casarano. Un monumento tribolato da Parma al Salento – 2

Renato Brozzi e la Vittoria di Casarano. Un monumento tribolato da Parma al Salento – 1

Di Giancarlo Gonizzi, progetto “Città della memoria”, ADE SpA Cimiteri di Parma          Il Monumento ai Caduti di Casarano (Foto G. Gonizzi). Mille monumenti per una guerra La Prima Guerra Mondiale, oltre al carico di sangue e miserie che si portò appresso, segnò in modo deciso il passaggio di un’epoca, lasciandosi alle spalle lo spirito positivistico che aveva animato gli ultimi decenni dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. L’immane lotta incise fortemente nella costruzione di un immaginario popolare collettivo, sia attraverso la celebrazione degli atti di eroismo, sia attraverso la rappresentazione dei Caduti voluta da una “campagna monumentale … Continua a leggere Renato Brozzi e la Vittoria di Casarano. Un monumento tribolato da Parma al Salento – 1

Carlo Pescia, cuoco mazziniano (Genova, Cimitero di Staglieno)

(Genova vista dal porto. Andrea Figari (1858 – 1945) Attribution ShareAlike 3.0, via Wikimedia Commons) Di Paola Redemagni E saltellando tomba dopo tomba, ci si imbatte in personaggi interessanti come Carlo Pescia, nella cui vita si intrecciano politica, patriottismo e gastronomia. Con un cognome così non poteva che dedicarsi alla ristorazione. Me lo immagino all’assalto dell’ordine costituito, armato di moschetto e di padelle. Agli inizi del Novecento, fu il re indiscusso della mensa e della cantina genovese. Nella sua Trattoria del teatro Carlo Felice, caffè ristorante ligure erano soliti riunirsi giornalisti, intellettuali e artisti del  teatro lirico. Spesso era chiamato … Continua a leggere Carlo Pescia, cuoco mazziniano (Genova, Cimitero di Staglieno)

Aldo Zilioli prigioniero di guerra (Parma, Cimitero della Villetta)

(Parma, Cimitero monumentale della Villetta) Di Paola Redemagni La Grande Guerra coinvolge milioni di soldati: sono milioni anche i prigionieri, che spesso arrivano a ondate, soprattutto a seguito delle battaglie più importanti. Vengono così approntati in fretta i campi di prigionia: gruppi di baracche recintati , talvolta costruite dagli stessi detenuti. I principali sono organizzati a Mauthausen, Celle, Rastatt. Per poter controllare una simile folla, diventa necessaria un’organizzazione inflessibile, in grado di regolamentare la vita quotidiana di migliaia di persone. Tutto è registrato e numerato. Così, anche gli uomini si riducono a numeri. La concentrazione improvvisata di grandi masse, le condizioni … Continua a leggere Aldo Zilioli prigioniero di guerra (Parma, Cimitero della Villetta)

Generale Pietro Fumel (Milano, Cimitero Monumentale)

(Milano, Cimitero Monumentale, Giardini Cinerari) Generale Pietro Fumel Cittadino integro Prode soldato Redense le Calabrie Dal brigantaggio. Nacque in Ivrea il 1821 Morì in Milano il 1886. La lapide sorvola, però, sui metodi con cui redense le Calabrie dal brigantaggio… Pietro Fumel apparteneva a una famiglia aristocratica ebraica originaria della città di Fumel, in Francia, da cui aveva dovuto fuggire a seguito della Rivoluzione francese: si era quindi stabilita a Ivrea. Qui Pietro frequenta le scuole, per poi entrare nella Guardia Nazionale. Fumel si distingue nella I Guerra d’indipendenza nel 1848 – 1849 col grado di tenente d’artiglieria. Successivamente viene … Continua a leggere Generale Pietro Fumel (Milano, Cimitero Monumentale)

La fabbrica Promethée (Genova, Cimitero di Staglieno)

(Gustave Moreau, Prometeo, 1868 – Public Domain via Wikipedia Commons) Di Paola Redemagni Nei miti classici, Prometeo ruba il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini. Per questo Zeus lo condanna ad essere incatenato a una roccia del Caucaso, mandandogli in più un’antipaticissima aquila che ha il compito di mangiargli in eterno il fegato. Non si scherza col fuoco. Nel 1909 la fabbrica Promethée sorge poco lontana da Genova, in Val Bisagno, anche se la sede si trova in città, in piazza De Ferrari 38. Produce cartucce esplosive particolarmente sicure dal momento che, devono essere attivate solo alcune ore prima dell’utilizzo. … Continua a leggere La fabbrica Promethée (Genova, Cimitero di Staglieno)

Tomba Brion 6 – Architettura e poesia

(S.Vito d’Altivole, Treviso. Carlo Scarpa, Tomba Brion, La Cappella. Foto dell’autrice) Di Paola Redemagni La Tomba Brion costituisce il culmine di tutta l’attività di Carlo Scarpa, quella che riassume il suo pensiero e la sua storia di uomo e di architetto. Tutta l’attività di Scarpa esprime due esigenze profonde: il desiderio di perfezione formale, che si esprime in edifici perfetti, studiati meticolosamente nei dettagli, e l’irruzione in questa maglia di razionalità di un mondo incontrollato, poetico e fiabesco, perfino ludico, fatto di materiali luccicanti, luminosi, orientaleggianti, che producono risultati sempre nuovi e diversi, affascinanti e mai scontati. Ritroviamo qui la … Continua a leggere Tomba Brion 6 – Architettura e poesia

Tomba Brion 5 – La caverna

(S.Vito d’Altivole, Treviso. Carlo Scarpa, Tomba Brion, Sepolcro dei familiari. Foto dell’autrice) Di Paola Redemagni Proseguendo il cammino oltre le arche dei committenti, si arriva alla parte più articolata del complesso e al sepolcro riservato ai famigliari. Una struttura curiosa, in parte grotta e in parte casa: dall’esterno la sua forma squadrata ricorda il tetto domestico ma all’interno si incurva protettiva. Sono molti i significati simbolici legati alla caverna, che è stata insieme la prima abitazione per l’uomo primitivo e il primo rifugio per i suoi morti: luogo di passaggio fra la vita e la morte, sede della Fonte della … Continua a leggere Tomba Brion 5 – La caverna

Tomba Brion 4 – Avalon

(S.Vito d’Altivole, Treviso. Carlo Scarpa, Tomba Brion, Padiglione della Meditazione. Foto dell’autrice) Di Paola Redemagni Se, usciti dai Propilei, invece di svoltare a sinistra si svolta a destra, si raggiunge il bacino ornato da piante acquatiche da cui emerge come un’isola il Padiglione della Meditazione, raggiungibile attraverso un sentiero di pietre appena affioranti dall’acqua. Quando ho letto per la prima volta Il Signore degli Anelli, ho trovato triste ma consolatoria la partenza di Frodo dai Porti Grigi per le Isole occidentali degli Elfi, dove avrebbe potuto finalmente curare il suo cuore stanco. Quindi ci sono rimasta malissimo quando ho scoperto … Continua a leggere Tomba Brion 4 – Avalon