La vera storia della Vedova Allegra. Emma Vecla.

  (Emma Vecla nell’interpretazione di Lola. Cartolina d’epoca) Di Paola Redemagni Alle dive si addice il mistero. Forse per questo ho lasciato così poche tracce dietro di me, forse per questo resta il dubbio sul luogo che mi ha vista nascere – Marnia o Orano – ed ho nascosto così bene la mia vera data di nascita. Diva lo sono stata davvero quando calcavo le scene e il pubblico mi osannava e mi riempiva di fiori e i giovanotti si sostituivano ai cavalli della mia carrozza per portarmi a casa e i principi mi invitavano nei loro salotti. Il mio … Continua a leggere La vera storia della Vedova Allegra. Emma Vecla.

Roma, Cimitero del Verano

(Roma, Cimitero del Verano, Pincetto Vecchio. Foto dell’autore.) Di Paola Redemagni Arrivando a Roma col treno, lo si intravede per qualche attimo prima di entrare alla stazione Termini: un lungo muro di mattoni rossi da cui svettano i cipressi. Visto così ricorda tanto L’isola dei Morti, che il pittore svizzero Arnold Böcklin, realizza in più copie fra il 1880 e il 1886. Era fra i dipinti preferiti di Hitler, ma su questo non posso farci niente… E in effetti il Cimitero di Campo Verano – o più semplicemente il Verano – si presenta come una sorta di città nella città, un … Continua a leggere Roma, Cimitero del Verano

Non servi ma famigli

Di Paola Redemagni Nell’Ottocento la società borghese è un meccanismo ben oliato, con ruoli, tempi e modi ben identificati e ripartiti. Uno spartito ben orchestrato che si regge su un nucleo di valori universalmente riconosciuti e condivisi. Alla complessa rete di rapporti che lega fra loro i membri di una casa, partecipa anche la servitù, che condivide la vita e la sorte dei datori di lavoro, dal momento che la sua reputazione si riflette su quella dei padroni. Il personale di servizio deve rispecchiare la rispettabilità della casa attraverso una condotta impeccabile, cui viene educato dagli stessi padroni. In casa, … Continua a leggere Non servi ma famigli

La regina della casa

(Milano, Cimitero Monumentale. Tomba Omodeo, particolare. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Il sostantivo donna deriva dal latino domina, che condivide la radice etimologica con il termine domus, casa, quasi ad indicare una perfetta identificazione delle due. E infatti il Codice napoleonico segna un passo indietro nei confronti delle aspirazioni femminili. Se negli anni rivoluzionari le donne avevano partecipato attivamente agli eventi politici, ora vedono restringersi il campo d’azione alla sola famiglia, all’interno della quale assumono un ruolo decisamente subalterno. Passano infatti la maggior parte della loro esistenza sotto tutela maschile: paterna prima, coniugale poi. Se sono mogli, sono obbligate ad obbedire … Continua a leggere La regina della casa

Mistero etrusco

Di Paola Redemagni Lasciati alle spalle i tumuli etruschi che guardano il mare di Baratti (Ferro e vino a Populonia), ci si incammina lungo la via delle Cave: la necropoli delle Grotte bisogna conquistarsela con scarpe comode (Andare per cimiteri… con l’equipaggiamento adatto), determinazione e soprattutto un’ottima capacità di lettura della cartina. Occorrono circa due ore: superato il primo tratto all’aperto, ci si inoltra in un bosco. Raggiunto il punto più fitto, ormai sicuri di avere smarrito qualunque punto di riferimento, noterete tagli netti e profondi che fendono il terreno: sono gli accessi alle “tombe limitrofe”, piccole camere sepolcrali scavate … Continua a leggere Mistero etrusco

Ferro e vino a Populonia

(Populonia, necropoli di S.Cerbone, tomba dei Carri. Sullo sfondo il golfo di Baratti. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Alta sul suo promontorio, la città di Populonia domina il golfo di Baratti. Il suo nome antico Pupluna-Fufluna deriva da Fufluns, dio etrusco del vino, vino che nei banchetti veniva consumato in gran quantità, aromatizzato con miele e spezie. Importante porto, centro commerciale e siderurgico, nel suo periodo di massimo splendore – a partire dal nono secolo a.C  – vivevano qui diecimila persone. Nel golfo attraccavano le navi provenienti dall’isola d’Elba cariche di minerale ferroso, che sarebbe poi stato lavorato nei forni … Continua a leggere Ferro e vino a Populonia

Un massone al Monumentale di Milano – Fedele Sala 2

(Milano, Cimitero Monumentale. Monumento a Fedele Sala. Particolare dei simboli massonici. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Se fosse rimasto qualche dubbio sull’appartenenza del signor Fedele Sala (Un massone al Monumentale di Milano: Fedele Sala -1) ai Liberi Muratori, a fugarlo ci pensano altri due elementi, i più riconoscibili, posti sull’architrave al di sopra della scultura: squadra e compasso. La squadra rappresenta la rettitudine, la giustizia, l’equità, l’equilibrio, l’azione dell’uomo sulla materia e su di sé. Il compasso la sfera spirituale, l’apertura del pensiero umano, la misura della ricerca. Insieme simboleggiano l’importanza di esplorare e dominare le proprie passioni. Poiché il … Continua a leggere Un massone al Monumentale di Milano – Fedele Sala 2

Un massone al Monumentale di Milano: Fedele Sala -1

(Milano, Cimitero Monumentale. Monumento funebre a Fedele Sala. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Il monumento funebre a Fedele Sala è uno dei più curiosi del Cimitero Monumentale di Milano, caratterizzato da una esplicita simbologia massonica. Una soluzione che, in termini così espliciti, non è frequente. Non che i massoni si nascondessero, anzi: il loro apporto alle lotte risorgimentali, all’unificazione dello stato, al progresso civile e sociale, all’affermazione della cremazione li rendeva orgogliosi della loro appartenenza e molti non esitavano a dichiararla apertamente nelle epigrafi (Enrico Zani, maresciallo dei pompieri e muratore (Bologna, Cimitero della Certosa, Enigma massonico al Monumentale di … Continua a leggere Un massone al Monumentale di Milano: Fedele Sala -1

Disastro alla Bovisa. Ada Ranzini

(Milano, Cimitero Monumentale. Tomba di Ada Ranzini. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Nel 1916 Ada ha diciotto anni. È una ragazza fortunata: ha un fidanzato e un lavoro. È impiegata presso la sede milanese di una ditta americana: la Boston Blaching Company, che fabbrica colle speciali per le calzature. Lo stabilimento occupa una vasta area accanto ai binari delle Ferrovie Nord alla Bovisa, un quartiere che agli inizi del Novecento vede crescere la propria vocazione industriale, con lo sviluppo di grandi imprese come la Breda e la Pirelli, e in cui si concentra l’industria chimica, con gli stabilimenti Carlo Erba (vedi Carlo … Continua a leggere Disastro alla Bovisa. Ada Ranzini

Gioielleria da lutto

F.X. Winterhalter – Family of Queen Victoria. By Caldesi and Montecchi (fl.1857-67) – Alexander Palace Forums; original in the Royal Collection RCIN 2106422.  Public Domain, by Wikimedia Commons) Di Paola Redemagni Essere una regina ha i suoi privilegi. Se il tuo regno, poi, si estende per oltre 60 anni, diventi naturalmente un punto di riferimento per la politica, la cultura, la società, la moda, le abitudini. La Regina Vittoria fu una professionista del lutto: quando nel 1861 perse l’amatissimo marito, il Principe Alberto, vestì il lutto e lo portò ininterrottamente per i successivi 40 anni, fino alla morte avvenuta nel … Continua a leggere Gioielleria da lutto