Catrìna, la dama della Morte

(Diego Rivera, Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central (1947), Museo Mural Diego Rivera, Città del Messico) Di Paola Redemagni Cammina impettita, elegante nel suo abito bianco, col suo boa di piume di struzzo e il sombrero ad ala grande tutto impiumato. Sfila accompagnata dai suoi amici: l’artista messicano Diego Rivera, la pittrice Frida Kahlo e il caricaturista José Guadalupe Posada. Intorno eleganti signore della ricca borghesia, militari, reduci carichi di medaglie, campesinos, si accalcano in un parco colorato, fra fontane e musicisti, dove la festa si mescola alla violenza. La parte sinistra del dipinto illustra la conquista … Continua a leggere Catrìna, la dama della Morte

Teschi di zucchero per El Dìa de Muertos

(Messico. Offerte per El Dìa de Muertos. Paolaricaurte [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)%5D Di Paola Redemagni Era il 1992. Il docente di Storia dell’Arte medioevale e moderna, quello di Storia del Cristianesimo ed io ci stavamo inventando una tesi di laurea in Storia dei cimiteri.  Mi consigliarono caldamente di prendere un appuntamento con il Comune di Torino dove il settore Servizi funebri era all’avanguardia. Qui mi accolsero a braccia aperte perché non gli sembrava vero che qualcuno si interessasse al loro lavoro. Solitamente venivano evitati perfino dai colleghi e alle riunioni delle amministrazioni comunali li relegavano sempre in salette separate, in compagnia … Continua a leggere Teschi di zucchero per El Dìa de Muertos

Roma, Cimitero del Verano

(Roma, Cimitero del Verano, Pincetto Vecchio. Foto dell’autore.) Di Paola Redemagni Arrivando a Roma col treno, lo si intravede per qualche attimo prima di entrare alla stazione Termini: un lungo muro di mattoni rossi da cui svettano i cipressi. Visto così ricorda tanto L’isola dei Morti, che il pittore svizzero Arnold Böcklin, realizza in più copie fra il 1880 e il 1886. Era fra i dipinti preferiti di Hitler, ma su questo non posso farci niente… E in effetti il Cimitero di Campo Verano – o più semplicemente il Verano – si presenta come una sorta di città nella città, un … Continua a leggere Roma, Cimitero del Verano

La regina della casa

(Milano, Cimitero Monumentale. Tomba Omodeo, particolare. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Il sostantivo donna deriva dal latino domina, che condivide la radice etimologica con il termine domus, casa, quasi ad indicare una perfetta identificazione delle due. E infatti il Codice napoleonico segna un passo indietro nei confronti delle aspirazioni femminili. Se negli anni rivoluzionari le donne avevano partecipato attivamente agli eventi politici, ora vedono restringersi il campo d’azione alla sola famiglia, all’interno della quale assumono un ruolo decisamente subalterno. Passano infatti la maggior parte della loro esistenza sotto tutela maschile: paterna prima, coniugale poi. Se sono mogli, sono obbligate ad obbedire … Continua a leggere La regina della casa

Mistero etrusco

Di Paola Redemagni Lasciati alle spalle i tumuli etruschi che guardano il mare di Baratti (Ferro e vino a Populonia), ci si incammina lungo la via delle Cave: la necropoli delle Grotte bisogna conquistarsela con scarpe comode (Andare per cimiteri… con l’equipaggiamento adatto), determinazione e soprattutto un’ottima capacità di lettura della cartina. Occorrono circa due ore: superato il primo tratto all’aperto, ci si inoltra in un bosco. Raggiunto il punto più fitto, ormai sicuri di avere smarrito qualunque punto di riferimento, noterete tagli netti e profondi che fendono il terreno: sono gli accessi alle “tombe limitrofe”, piccole camere sepolcrali scavate … Continua a leggere Mistero etrusco

Ferro e vino a Populonia

(Populonia, necropoli di S.Cerbone, tomba dei Carri. Sullo sfondo il golfo di Baratti. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Alta sul suo promontorio, la città di Populonia domina il golfo di Baratti. Il suo nome antico Pupluna-Fufluna deriva da Fufluns, dio etrusco del vino, vino che nei banchetti veniva consumato in gran quantità, aromatizzato con miele e spezie. Importante porto, centro commerciale e siderurgico, nel suo periodo di massimo splendore – a partire dal nono secolo a.C  – vivevano qui diecimila persone. Nel golfo attraccavano le navi provenienti dall’isola d’Elba cariche di minerale ferroso, che sarebbe poi stato lavorato nei forni … Continua a leggere Ferro e vino a Populonia

Un massone al Monumentale di Milano – Fedele Sala 2

(Milano, Cimitero Monumentale. Monumento a Fedele Sala. Particolare dei simboli massonici. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Se fosse rimasto qualche dubbio sull’appartenenza del signor Fedele Sala (Un massone al Monumentale di Milano: Fedele Sala -1) ai Liberi Muratori, a fugarlo ci pensano altri due elementi, i più riconoscibili, posti sull’architrave al di sopra della scultura: squadra e compasso. La squadra rappresenta la rettitudine, la giustizia, l’equità, l’equilibrio, l’azione dell’uomo sulla materia e su di sé. Il compasso la sfera spirituale, l’apertura del pensiero umano, la misura della ricerca. Insieme simboleggiano l’importanza di esplorare e dominare le proprie passioni. Poiché il … Continua a leggere Un massone al Monumentale di Milano – Fedele Sala 2

Un massone al Monumentale di Milano: Fedele Sala -1

(Milano, Cimitero Monumentale. Monumento funebre a Fedele Sala. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Il monumento funebre a Fedele Sala è uno dei più curiosi del Cimitero Monumentale di Milano, caratterizzato da una esplicita simbologia massonica. Una soluzione che, in termini così espliciti, non è frequente. Non che i massoni si nascondessero, anzi: il loro apporto alle lotte risorgimentali, all’unificazione dello stato, al progresso civile e sociale, all’affermazione della cremazione li rendeva orgogliosi della loro appartenenza e molti non esitavano a dichiararla apertamente nelle epigrafi (Enrico Zani, maresciallo dei pompieri e muratore (Bologna, Cimitero della Certosa, Enigma massonico al Monumentale di … Continua a leggere Un massone al Monumentale di Milano: Fedele Sala -1

Disastro alla Bovisa. Ada Ranzini

(Milano, Cimitero Monumentale. Tomba di Ada Ranzini. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Nel 1916 Ada ha diciotto anni. È una ragazza fortunata: ha un fidanzato e un lavoro. È impiegata presso la sede milanese di una ditta americana: la Boston Blaching Company, che fabbrica colle speciali per le calzature. Lo stabilimento occupa una vasta area accanto ai binari delle Ferrovie Nord alla Bovisa, un quartiere che agli inizi del Novecento vede crescere la propria vocazione industriale, con lo sviluppo di grandi imprese come la Breda e la Pirelli, e in cui si concentra l’industria chimica, con gli stabilimenti Carlo Erba (vedi Carlo … Continua a leggere Disastro alla Bovisa. Ada Ranzini

Francesco Tamagno, il Maestro e Margherita

(Torino, Cimitero Monumentale. Raineri Arcaini, mausoleo Francesco Tamagno. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Talvolta esistono coincidenze che non si osano sperare. Io fui il più grande: di nome e di fatto. Francesco Tamagno è il mio nome e “tamagno” – come una conferma – indica il più grande: io sono stato il protagonista indiscusso dell’ultima stagione dell’opera romantica italiana. Me la sono conquistata la mia fama: studio, passione, impegno e talento, tanto talento! Pochi tenori hanno posseduto una voce così robusta, così vibrante, così estesa… Dalle origini oscure, a Torino dove sono nato nel 1851, attraverso il Liceo musicale prima, … Continua a leggere Francesco Tamagno, il Maestro e Margherita