Ogni uomo seppellito / è il cane del suo nulla. Il cimitero dei cani al Vittoriale

  (Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera. Ingresso del Cimitero dei cani. Foto dell’autrice) Di Paola Redemagni Gabriele D’Annunzio amava i cani, soprattutto levrieri e in tutte le sue ville attrezzava un comodo canile. Non fa eccezione il Vittoriale, che il poeta sa essere la sua ultima dimora (Laudi del cielo, della terra, del mare e degli eroi: Gabriele D’Annunzio), e dove realizza non solo un canile ma anche un cimitero per i suoi amati animali. Lo si incontra scendendo dalla Prioria oltre il frutteto e la limonaia, lungo il muro di cinta che delimita la proprietà. Un arco in pietra … Continua a leggere Ogni uomo seppellito / è il cane del suo nulla. Il cimitero dei cani al Vittoriale

Gabriele D’Annunzio. Laudi del cielo, della terra, del mare e degli eroi.

(Mausoleo di Gabriele D’Annunzio, Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera. Foto dell’autrice) Di Paola Redemagni Da lassù la vista è meravigliosa: si vede il parco che digrada verso il lago, i resti della nave Puglia, con la prua ornata dalla Vittoria di Renato Brozzi (Renato Brozzi e la Vittoria di Casarano. Un monumento tribolato da Parma al Salento – 1), i cipressi e gli ulivi, le colline intorno, qualche paese, l’acqua che si confonde con il cielo… Niente di meno, per un esteta come lui: D’Annunzio amava il bello in tutte le sue forme e voleva che la sua casa, così … Continua a leggere Gabriele D’Annunzio. Laudi del cielo, della terra, del mare e degli eroi.

L’equivoco Palladio

(Cimitero di Vicenza, Cappella Andrea Palladio. 1845. Brutta foto dell’autrice) Di Paola Redemagni Nel 1830 fervono i lavori per la costruzione del nuovo camposanto di Vicenza. Il nobile vicentino Girolamo Egidio di Velo, archeologo, che a Roma ha da poco riportato alla luce le terme di Caracalla, dispone nel proprio testamento di lasciare centomila lire venete per la costruzione di una degna sepoltura al più illustre dei suoi concittadini: l’architetto Andrea Palladio. La commissione viene affidata all’architetto Bartolomeo Malacarne, già impegnato nella costruzione del nuovo camposanto. Il progetto per il sepolcro palladiano viene approvato dall’Accademia Veneziana in data 17 giugno 1837, … Continua a leggere L’equivoco Palladio

In Paradiso in tram

(Milano, Cimitero Monumentale. Stazione dei tram per Musocco. Prima metà del XX sec. Autore non identificato. Positivo, gelatina ai sali d’argento / carta. Civico Archivio Fotografico – Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche, Milano. Inv. FM C 36) Di Paola Redemagni Non tutti possono permettersi una carrozza a cavalli o la bellissima autofunebre elettrica Rognini & Balbo del 1927, di cui abbiamo già parlato (Auto funebre elettrica Rognini e Balbo, 1927 ). Ma ci sono viaggi che vanno fatti comunque. E allora ben vengano i mezzi pubblici e, più nello specifico, il tram. Nel 1895 Milano completa la riorganizzazione dei propri … Continua a leggere In Paradiso in tram

Urbino: il caso Pomodoro. Considerazioni.

Si ringrazia la Fondazione Arnaldo Pomodoro per la collaborazione. (Arnaldo Pomodoro, Progetto per il nuovo cimitero di Urbino, 1973. Bronzo patinato, 20×152×177 cm. Fotografia di Antonia Mulas). Di Paola Redemagni Il progetto per il nuovo cimitero di Urbino ideato dallo scultore Arnaldo Pomodoro e dagli architetti C. Trevisi, L. Cremonini, M. Rossi, T. Zini e dallo psicologo P. Bonaiuto non vedrà mai la luce. Gli si rimprovera innanzitutto il taglio della collina, una ferita che, secondo i detrattori, avrebbe irrimediabilmente deturpato il paesaggio; si deplora l’intervento moderno in un’area storica; si condannano la “laicità” e “l’ateismo” di un complesso che … Continua a leggere Urbino: il caso Pomodoro. Considerazioni.

Urbino: il caso Pomodoro. Il progetto.

Si ringrazia la Fondazione Arnaldo Pomodoro per la collaborazione. (Urbino. Veduta prospettica del progetto per il nuovo cimitero di Urbino, 1973. Disegno realizzato da Dialmo Ferrari, matite colorate su carta, 50×70 cm. Fondazione Arnaldo Pomodoro, Archivio Arnaldo Pomodoro) Di Paola Redemagni Nel 2016 Milano ha festeggiato con una serie di iniziative i 90 anni dello scultore Arnaldo Pomodoro. Fra le mostre e i percorsi, uno era dedicato a 4 progetti visionari: il Simposio di Minoa a Marsala, la cantina Tenute Lunelli a Bevagna, il monumento di Pietrarubbia e il progetto per il nuovo Cimitero di Urbino. Dei quattro progetti, solo quello di Urbino è rimasto allo … Continua a leggere Urbino: il caso Pomodoro. Il progetto.

Auto funebre elettrica Rognini e Balbo, 1927

(Auto funebre elettrica Rognini & Balbo, 1927. Cimitero Monumentale di Milano. Foto dell’autrice) Di Paola Redemagni La classe non è acqua. Non si vede quindi perché le ragioni dell’estetica debbano cedere a quelle della  tecnologia. Durante la rivoluzione industriale, quando le pesanti pompe a vapore fecero la loro comparsa in fabbrica e negli opifici, all’inizio si cercò di mitigare l’impatto estetico di tanta tecnica – efficiente ma brutta – dandogli una veste classica: i grandi macchinari si arricchirono così di aggraziate colonne in ghisa, chiamate a dare una parvenza di bello alla funzionalità strutturale. Nella seconda metà degli anni ’20 … Continua a leggere Auto funebre elettrica Rognini e Balbo, 1927

Paolo Gorini scienziato e cremazionista (Pavia 1813- Lodi 1881)

(Tempio Crematorio. Milano, Cimitero Monumentale. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Il professor Gorini è un tipo che si impegna. Altroché se si impegna! Si impegna per trent’anni per mettere a punto il modo di conservare indefinitamente i corpi: la loro decadenza gli appare così ingiusta! (leggi anche: Paolo Gorini e la Casa dello spavento). Alla fine, però, rinuncia. Malgrado i risultati, testimoniati dall’incredibile collezione di preparati anatomici umani e animali che si può visitare presso il Museo Gorini di Lodi: troppo lungo il processo di pietrificazione, troppo costoso. E giunge ad una soluzione alternativa per salvare i corpi dalla corruzione: distruggerli col … Continua a leggere Paolo Gorini scienziato e cremazionista (Pavia 1813- Lodi 1881)

Paolo Gorini e la Casa dello spavento

(Monumento a Paolo Gorini, piazza Ospitale, Lodi. Foto di Rei Momo. GNU Free Documentation License, CC-by-SA by Wikimedia Commons) Di Paola Redemagni Il professor Gorini è un tipo particolare. È uno scienziato ma i suoi studi e gli interessi eclettici ne fanno un outsider nel panorama scientifico ottocentesco. E’ matematico, naturalista, vulcanologo e pietrificatore: in questa veste lo abbiamo già visto all’opera, impegnato nella conservazione delle spoglie di Mazzini (vedi: Cercasi mummia disperatamente – il caso Mazzini). Ed è un fervente patriota: il mio episodio preferito risale al 1848 quando, per impedire l’ingresso a Milano delle truppe austriache, Gorini propone al Comitato segreto … Continua a leggere Paolo Gorini e la Casa dello spavento

Non sapete che colpita / d’atro morbo è la mia vita?

(John Everett Millais, Ophelia. 1851 ca. Olio su tela. Tate Britain, Londra. [Public domain], via Wikimedia Commons) Di Paola Redemagni Fino al 1882 la tubercolosi gode di grande popolarità: non una minaccia ma, al contrario, una malattia affascinante associata a un ideale di bellezza femminile languido ed etereo e al concetto di sensibilità artistica. C’è da chiedersi come sia possibile. La malattia colpisce soprattutto i ceti più poveri, costretti a lavorare in fabbriche sovraffollate, con turni di lavoro massacranti e una dieta scarsa e povera che favorisce l’abbassamento delle difese immunitarie, e a vivere in condizioni igieniche precarie in abitazioni … Continua a leggere Non sapete che colpita / d’atro morbo è la mia vita?