Gabriele D’Annunzio. Laudi del cielo, della terra, del mare e degli eroi.

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(Mausoleo di Gabriele D’Annunzio, Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera. Foto dell’autrice)

Di Paola Redemagni

Da lassù la vista è meravigliosa: si vede il parco che digrada verso il lago, i resti della nave Puglia, con la prua ornata dalla Vittoria di Renato Brozzi (Renato Brozzi e la Vittoria di Casarano. Un monumento tribolato da Parma al Salento – 1), i cipressi e gli ulivi, le colline intorno, qualche paese, l’acqua che si confonde con il cielo…

Niente di meno, per un esteta come lui: D’Annunzio amava il bello in tutte le sue forme e voleva che la sua casa, così come la sua vita, fosse un’opera d’arte.

Nel 1921 il poeta acquista la villa appartenuta al critico d’arte tedesco Henry Thode a Gardone Riviera, sulle rive del lago di Garda, insieme a nove ettari di terreno, e negli anni seguenti si impegna a trasformarli in un complesso unico nel suo genere, progettato fin nei minimi particolari, in cui natura, arte, edilizia si fondono per divenire il palcoscenico su cui rappresentare lo spettacolo della sua vita.

Fin da subito D’Annunzio crea una casa-museo che celebri il suo “vivere inimitabile”: con stanze ricolme di collezioni d’arte e di libri; impreziosite da animali esotici, stoffe lussuose, vetri istoriati. E motti e frasi enigmatiche che si inseguono su pareti e camini…

Ad accogliere i visitatori, una versione della Vittoria del Piave di Arrigo Minerbi, donatagli dallo stesso scultore, fra i suoi artisti preferiti. (Arrigo Minerbi, scultore)

Gli spazi esterni e il parco, immenso, ospitano opere d’arte e luoghi suggestivi, che trasfigurano la natura in un luogo magico: il Giardino delle Vittorie, l’Arengo, il frutteto e la limonaia, il Laghetto delle danze, la Valletta dell’Acqua Pazza e quella dell’Acqua Savia, il cimitero per gli amati cani.

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(Mausoleo di Gabriele D’Annunzio, Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera. Foto dell’autrice)

Sul Mastio o Colle santo, il punto più alto del Vittoriale degli Italiani, D’Annunzio progetta il suo mausoleo, ispirato ai tumuli funerari etruschi e romani: tre gironi concentrici in marmo botticino salgono a rappresentare le vittorie degli Umili, degli Artieri e degli Eroi. Al centro della spianata superiore, sospeso fra terra e cielo da un basamento altissimo, il sarcofago. E attorno a lui, in un abbraccio protettivo, quelli dei dieci più fedeli amici e compagni d’avventura.

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(Tomba di Gabriele D’Annunzio, Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera. Foto dell’autrice)

D’Annunzio muore il primo marzo 1938, esattamente 80 fa, stroncato al tavolo da lavoro da un’emorragia cerebrale. Riposa qui dal 1963: inizialmente infatti viene deposto nel Tempietto delle Memorie, poiché il Mausoleo viene realizzato solo dopo la sua morte dall’amico architetto Gian Carlo Maroni, che per lui aveva curato tutta la realizzazione del Vittoriale e che gli fa compagnia da una delle arche del Mausoleo.

(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

There is a wonderful overview from the top of the hill: you can see the whole park, the Puglia ship – whit the prow ornated with the statue named Casarano Victory made by Renato Brozzi (Renato Brozzi e la Vittoria di Casarano. Un monumento tribolato da Parma al Salento – 1) – the Garda lake, some hoods…

Gabriele D’Annunzio was an aesthete so he chose a wonderful place where to own a house that is a masterpiece. In 1921 D’Annunzio buy a country house and nine hectars of land near Gardone Riviera, by German art critic Henry Thode.

From the beginning, D’Annunzio turn the country house in his own museum-house named: Vittoriale degli Italiani. It is a special place where living, planned in every detail. He fill the rooms with a lot of pictures, statues, art collections, rare books, exotic animals, decorated glasses, sumptuous stuffs.

Also, he planned special places in the park: the Arengo; the Garden of the Victory, the little lake decated to the dance; the Valley of fool water; the Valley of wise water, the orchard; the little cemetery for his dogs beloved.

On the top of the hill, that he named Holy Hill, he and his friend the architect Gian Carlo Maroni projected his mausoleum, inspired to Etruscan ones. The hill contain a crypt; the top of the hill is covered by three giant marble step, rounding all around the top: they represent the victories reached by the Umble people, by the Artieri, by Heroes.    

In the middle of the superior flat, over a very high basement, the D’Annunzio’s sarcophagus stay between heart and sky.

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