Il Monumentale di Milano 3 – Famedio

(Carlo Maciachini, Cimitero Monumentale di Milano. Il Famedio. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Il cuore architettonico e ideale del Cimitero Monumentale (Il Cimitero Monumentale di Milano) è rappresentato dal Famedio, che si impone da lontano, traguardo prospettico del lungo viale di accesso. Un tempo si sarebbe chiamato Pantheon ma la storia avanza, i gusti evolvono e lasciano tracce significative anche nei nomi. Sull’importanza del rapporto nome-cosa rimando alle “Postille al Nome della Rosa” di Umberto Eco, che lo spiega meglio di me. Quanto a noi, rifacendosi al latino Fame aedes – Tempio della Fama – l’edificio venne chiamato Famedio, per sottolineare il … Continua a leggere Il Monumentale di Milano 3 – Famedio

Una storia infinita. Il Monumentale di Milano 2.

Carlo Maciachini, planimetria generale del Cimitero Monumentale, 1863. Archivio Storico Civico Biblioteca Trivulziana, copyright © Comune di Milano – tutti i diritti di legge riservati Di Paola Redemagni Nel 1837 il Podestà conte Gabrio Casati delibera un concorso per un nuovo cimitero “degno del lustro di Milano”. (L. Beltrami “I cimiteri di Milano” in: Monitore tecnico, ottobre 1895). L’importanza assunta come capitale del Regno d’Italia napoleonico prima e del Lombardo-Veneto austriaco poi, determinano la necessità di un riassetto urbanistico della città. Occorrono palazzi di rappresentanza, edifici per la nuova classe imprenditoriale, viali, case, infrastrutture e un nuovo cimitero all’altezza della situazione. Il … Continua a leggere Una storia infinita. Il Monumentale di Milano 2.

Il Cimitero Monumentale di Milano

(Milano, Cimitero Monumentale. Foto dell’autrice) Di Paola Redemagni Auguri architetto! Il 2 aprile 1818 nasceva a Induno Olona, in provincia di Varese, Carlo Maciachini, il progettista del Cimitero Monumentale di Milano. Per festeggiare i suoi 100 anni lo ricordiamo con una serie di post dedicati al Monumentale, che ci terranno compagnia per alcune settimane. “Un banco in Duomo, un palco alla Scala, una tomba al Monumentale” sono i segni distintivi del successo sociale ed economico nella città di fine Ottocento. Ma almeno fino al 1895 quando – dopo l’apertura del Cimitero di Musocco, viene riservato alla sepolture perpetue – il Monumentale … Continua a leggere Il Cimitero Monumentale di Milano

Anna Bonazinga chiaroveggente sonnambula

(Bologna, Cimitero della Certosa. Anna Bonazinga e Pietro D’Amico. Si ringraziano i Musei Civici di Bologna per la concessione delle immagini) Di Paola Redemagni L’amore è fatto anche di affinità elettive. Lui è Pietro D’Amico, mesmerista, fondatore della Società Magnetica d’Italia. Lei è sua moglie Anna Bonazinga, chiaroveggente sonnambula. Insieme formano una coppia solidale e un sodalizio professionale di sicuro successo. Pietro D’ Amico, nato a Napoli nel 1831 e morto a Bologna il 17 luglio 1920, era un seguace del medico tedesco Franz Anton Mesmer. Mesmer ipotizzava l’esistenza di un fluido vitale che si sprigiona da ogni essere e che crea profondi influssi … Continua a leggere Anna Bonazinga chiaroveggente sonnambula

La mano sinistra del diavolo. Niccolò Paganini alla Villetta di Parma – 2

(Parma, Cimitero della Villetta. Tomba Paganini. Foto dell’autore) di Giancarlo Gonizzi Lunghe e complesse furono le vicende legate alla sepoltura di Paganini, bene rievocate da Ferruccio Botti nel suo Paganini e Parma. Il Vescovo di Nizza aveva negato funerali religiosi al musicista per empietà, sulla testimonianza del canonico che si era recato da lui prima del decesso, essendo egli morto senza volere o potere confessare i suoi peccati. Una situazione oggi attribuita verosimilmente ad una paralisi delle corde vocali causata dalla malattia che lo tormentava negli ultimi anni. A causa del divieto di sepoltura in terra consacrata, il corpo fu … Continua a leggere La mano sinistra del diavolo. Niccolò Paganini alla Villetta di Parma – 2

I Fopponi di Milano

(C.Arienti, G.Castagneto. Tumulazione dell’insigne coreografo Salvatore Viganò. Civica Raccolta di Stampe “A. Bertarelli”, Milano. A.S.m.19-32) Di Paola Redemagni La prima impressione arrivando al Monumentale di Milano è sicuramente di imponenza: un edificio enorme, sobrio e suntuoso a un tempo, custode di una silenziosa necropoli: vera città dei morti, viste le dimensioni. Quando entra in funzione nel 1866, i milanesi si trovano di fronte per la prima volta a qualcosa di completamente nuovo. Non si coglie appieno l’effetto che il Monumentale doveva fare sui visitatori dell’epoca se non si conosce la realtà di cui prendeva il posto: quella dei cosiddetti fopponi. Una realtà … Continua a leggere I Fopponi di Milano

Pietro Francesco Crotti, Cavaliere della Corona Ferrea

(Pavia, Cimitero Monumentale. Particolare della lapide di Pietro Francesco Crotti)  Di Paola Redemagni Abbiamo già conosciuto la collezione di lapidi in maiolica dipinta presenti al Cimitero di Pavia: una collezione rara, databile in prevalenza agli anni ’20 del 1800 (1817-1834). (Lapidi dipinte al cimitero di Pavia). Fra queste spicca, per dimensioni e qualità, la lapide di Pietro Francesco Crotti, Cavaliere della Corona Ferrea. Composta da due formelle, si segnala immediatamente per il maggior prestigio rispetto alle lapidi composte da un unico modulo. La parte superiore è riservata alla rappresentazione dipinta. Un ampio panneggio giallo inquadra la parte alta della scena, quasi … Continua a leggere Pietro Francesco Crotti, Cavaliere della Corona Ferrea

Lapidi dipinte al cimitero di Pavia

(Cimitero di Pavia – Lapide Cazzani. 1822. Foto dell’autrice) Di Paola Redemagni E poi qualcosa ti sorprende, qualcosa che non ti aspetti. Come la collezione di maioliche al Cimitero di Pavia: una collezione rara, databile in prevalenza agli anni ’20 dell’800 (1817-1834). 105 piastrelle in ceramica dipinta: 88 murate sul prospetto est del Famedio, lungo il lato interno del cimitero, altre 14 sulla facciata, in corrispondenza dei due avancorpi posti ai lati dell’ingresso principale. (Cimitero di Pavia – lapidi in maiolica. Foto dell’autore) Pavia possiede una tradizione plurisecolare nella produzione di maioliche, in cui si collocano anche queste formelle, attribuite alla … Continua a leggere Lapidi dipinte al cimitero di Pavia

Isabella Airoldi Casati

(Enrico Butti. Cimitero Monumentale di Milano, Edicola Casati, 1890. Foto dell’autrice) Di Paola Redemagni Passeggiando per i viali del Monumentale di Milano in questi giorni di autunno di un ottobre insolitamente tiepido, con le foglie che iniziano a virare colore e hanno appena iniziato a cadere, colorando la ghiaia del viale, non si può non notare la tomba della bella Isabella Airoldi Casati, realizzata dallo scultore Enrico Butti nel 1890 (Riparto V, sp. 86). Nella vita reale l’amore è eterno finché dura. Ma è l’arte a eternare l’amore, meglio ancora se un amore sfortunato. Isabella Airoldi Casati era giovane e … Continua a leggere Isabella Airoldi Casati

Pisa, il Campo Santo 5 – Inferno

(Pisa. Bonamico Buffalmacco, Inferno. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni La nostra storia è giunta al capolinea (Pisa, il Campo Santo 4 – Giudizio Universale. Pisa, il Campo Santo 3 – il Trionfo della Morte. Il Campo Santo di Pisa: un modello a cui guardare). I peccatori anche. Spinti dagli angeli, arpionati dai diavoli, i dannati hanno ormai oltrepassato l’arco rovente che immette all’Inferno e la scena che si presenta al di là è un vero incubo. L’impostazione riflette da vicino quella immaginata da Dante e suddivisa in bolgie, seppure con alcune differenze nelle pene: un’antologia delle torture comunemente praticate all’epoca. Purtroppo l’affresco è … Continua a leggere Pisa, il Campo Santo 5 – Inferno