
Carlo Maciachini, planimetria generale del Cimitero Monumentale, 1863. Archivio Storico Civico Biblioteca Trivulziana, copyright © Comune di Milano – tutti i diritti di legge riservati
Di Paola Redemagni
Nel 1837 il Podestà conte Gabrio Casati delibera un concorso per un nuovo cimitero “degno del lustro di Milano”. (L. Beltrami “I cimiteri di Milano” in: Monitore tecnico, ottobre 1895). L’importanza assunta come capitale del Regno d’Italia napoleonico prima e del Lombardo-Veneto austriaco poi, determinano la necessità di un riassetto urbanistico della città. Occorrono palazzi di rappresentanza, edifici per la nuova classe imprenditoriale, viali, case, infrastrutture e un nuovo cimitero all’altezza della situazione.
Il concorso mette a disposizione l’area denominata cascine Abbadesse fuori Porta Comasina, e fissa il limite di spesa a 1.300.000 lire austriache. Vengono presentati 25 progetti. L’attenzione si appunta su quelli degli architetti Alessandro Sidoli e Giulio Aluisetti. Il parere dell’Accademia di Belle Arti risulta decisivo nella scelta del progetto di Sidoli. Nel 1843 il Consiglio comunale annulla il concorso senza dare giustificazioni e assegna l’incarico per un nuovo disegno all’Aluisetti, il cui progetto viene approvato nel 1846. Nel 1847 i lavori di esecuzione vengono sospesi in via definitiva.
Il programma si trascina per le lunghe e, fra annullamenti, nuovi concorsi e modifiche al progetto, si arriva al 1860, quando la nuova Amministrazione, sorta dalle prime elezioni della città liberata, sospende ogni iniziativa. Il desiderio è quello di abbandonare ogni progetto legato alla dominazione precedente. E il cimitero che doveva ancora nascere portava il peso di vent’anni di vicende legate all’amministrazione austriaca.
Si bandisce quindi l’ennesimo concorso, che vede la partecipazione di 28 progetti ma nessun vincitore. La Commissione si limita ad assegnare un’indennità ai migliori otto partecipanti e incarica i cinque migliori autori di presentare nuovi disegni. I cinque antagonisti erano: gli architetti Carlo Maciachini, Alessandro Arienti, Luigi Agliati, Cesare Osnago e gli ingegneri Agostino Nazari e Carlo Zappa, che concorrevano insieme.
Il 10 luglio 1863 (finalmente!) vince il disegno del Maciachini, che avrebbe consentito fasi costruttive dilazionate nel tempo e adeguabili alle possibilità finanziarie e alle esigenze pratiche del momento.

Cimitero Monumentale di Milano, prospetto centrale esterno e interno della facciata.
Il 22 dicembre 1863 viene approvato definitivamente il progetto del Maciachini, che aveva dovuto apportarvi alcune modifiche.
Del primo progetto presentato da Maciachini nel 1860 manca purtroppo qualsiasi documentazione grafica: sappiamo soltanto che adottava lo stile bizantino, uno stile ritenuto poco adatto alla città. Nel presentare il secondo progetto, l’architetto tiene conto delle critiche e progetta un’opera profondamente originale, che fornisce alla città che si rinnova dopo l’Unità un luogo rappresentativo delle nuova società civile.
Il Cimitero Monumentale di Milano unisce infatti la tradizione cimiteriale italiana, di impianto claustrale e prevalenza architettonica, e la nuova tipologia a parco, sviluppata a partire dall’istituzione a Parigi del cimitero del Pére-Lachaise nel 1804.
La planimetria generale mostra tre zone distinte, coordinate fra di loro. Innanzitutto la zona monumentale, con le logge, le gallerie, le edicole e i terrazzamenti; poi i campi riservati all’inumazione degli adulti, d’impianto regolare. Infine la terza zona, più direttamente influenzata dall’impianto a giardino. Alle spalle dell’ossario i percorsi si fanno irregolari, la linea spezzata del muro di cinta amplia e rimpicciolisce i campi mentre dallo spiazzo circolare alle spalle dell’ossario si dipartono percorsi curvilinei, come onde concentriche. Un lungo viale divide a metà nel senso della lunghezza il Cimitero, spartendolo in due zone simmetriche che reintroducono un certo ordine in un impianto pur così vario.

Planimetria del Cimitero Monumentale di Milano
Le modificazioni introdotte dallo stesso Maciachini ed i successivi sviluppi determinatisi nel corso dei decenni hanno poi variato tale impianto verso una soluzione più regolare. Oggi il Cimitero Monumentale si presenta imperniato su lunghi viali alberati muniti di piazze di raccordo attorno a cui si sviluppano i campi d’inumazione; una vera e propria città dei morti che, a più di 150 anni dalla sua creazione, mantiene intatto tutto il suo fascino.
(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
In 1837, the Mayor of Milan Gabrio Casati held a competition for a new cemetery. The importance of Milan as the capital of the Napoleonic Kingdom of Italy first and then of the Austrian Lombardy-Venetia needs for an urban reorganization of the city: representative palaces, buildings for the new entrepreneurial class, avenues, houses, infrastructures and a new cemetery in the area known as the Abbadesse Farmstead outside Porta Comasina.
25 projects were submitted. The Academy chose those by architects Alessandro Sidoli and Giulio Aluisetti but in 1843 the City Council cancelled the competition without any justification and assigned a new design to Aluisetti.
His project was approved in 1846 but in 1847 work was definitively suspended.
In 1860 the new administration emerged after the Austrian occupation, suspended all initiatives. The desire was to abandon any project linked to the previous domination.
The umpteenth competition was then launched, with 28 projects entered but no winner. The Commission simply asked the five best authors to present new designs.
The five antagonists were the architects Carlo Maciachini, Alessandro Arienti, Luigi Agliati, Cesare Osnago and the engineers Agostino Nazari and Carlo Zappa, who competed together.
On 10 July 1863 (at last!) Maciachini’s design won out. On 22 December 1863 Maciachini’s project was finally approved, with some modifications.
The Monumental Cemetery in Milan combines the Italian cemetery tradition, with its cloistered layout and architectural prevalence, and the new park type, developed from the establishment of the Pére-Lachaise cemetery in Paris in 1804.
The general plan shows three distinct but coordinated zones. First of all, the monumental area, with its loggias, galleries, aedicules and terraces. Then the fields reserved for the burial of adults, with a regular layout. Finally, the third area, behind the ossuary, directly influenced by the garden system.
The modifications introduced by Maciachini himself and subsequent developments over the decades have changed the layout towards a more regular solution.
