Omaggio ai medici in trincea 2 – Stella Cillario

(Stella Cillario con crocerossine e militari. 25 agosto 1917. Collezione privata. ©Museo del Risorgimento di Bologna |Certosa. Tutti i diritti riservati.) Di Paola Redemagni La prof. Stella Cillario Insegnante benemerita Crocerossina decorata nella guerra 15 – 18 Ha raggiunto i suoi cari 29 dicembre 1877 – 10 novembre 1951 Mio padre Luigi possedeva a Bologna due negozi di vini, liquori e birra: Le colonnine al Mercato di Mezzo e la rivendita Alle Glorie, in via Calzolerie 1. Attività tradizionale per la mia famiglia paterna, originaria del Piemonte. Nella bottiglieria di mio padre trascorreva le sue serate Giosuè Carducci, giocando a … Continua a leggere Omaggio ai medici in trincea 2 – Stella Cillario

L’ultimo viaggio di Luis Sepùlveda

(Luis Sepùlveda – Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa. 2018, Guanda, Milano ). Di Paola Redemagni “In una notte di luna piena e alta marea sentii i lamenti, la tristezza dei lafkenche, e vidi un gruppo che trasportava il corpo di un morto verso la riva. Lo lasciarono là col viso rivolto al cielo, le braccia aperte, e in ogni mano cinque pietre che riflettevano il bagliore della luna e delle stelle. <<Trempulkawe!>> chiamarono rivolti alle ombre del vicino bosco e poi si ritirarono. Quando anche l’ultimo fu scomparso dentro la sua casa, dal fitto degli alberi … Continua a leggere L’ultimo viaggio di Luis Sepùlveda

Pietro Chitò, soldato della Grande Guerra

(Milano, Cimitero Monumentale – Sacrario Caduti della Grande Guerra. Foto di Marco Ragaini) Di Paola Redemagni Non ho mai amato particolarmente i monumenti ai caduti della Grande Guerra: patriottici, certo, ma troppo retorici, incapaci di guardare oltre la voce ufficiale per raccontare una tragedia da otto milioni di morti e venti milioni di feriti. Non solo eroici soldati ma uomini sfibrati dal fronte, dalle ferite, dalle condizioni igieniche precarie. Cosa sia stata la guerra lo leggiamo nei loro diari, nelle lettere e anche nelle lapidi. Non sono i manuali strategici, le versioni ufficiali, i discorsi di circostanza a raccontarlo ma … Continua a leggere Pietro Chitò, soldato della Grande Guerra

Regina senza corona. La Bella Rosina.

(Autore sconosciuto, Rosa Vercellana con Vittorio Emanuele di Savoia e i figli. Public domain by Wikimedia Commons) Mi chiamo Rosa Vercellana ma tutti mi chiamano “la Bela Rosin”. Alcuni con affetto, altri con disprezzo perché per trenta anni io sono stata la compagna del Re. Veramente quando ci siamo conosciuti lui non era ancora re: era semplicemente il Duca di Savoia. Io avevo 15 anni ed ero figlia della guardia del corpo di suo padre Carlo Alberto. Tutto mi era contro: troppi gli anni di differenza, troppa la distanza sociale, una moglie troppo nobile – Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena – troppi figli, … Continua a leggere Regina senza corona. La Bella Rosina.

La vera storia della Vedova Allegra. Emma Vecla.

  (Emma Vecla nell’interpretazione di Lola. Cartolina d’epoca) Di Paola Redemagni Alle dive si addice il mistero. Forse per questo ho lasciato così poche tracce dietro di me, forse per questo resta il dubbio sul luogo che mi ha vista nascere – Marnia o Orano – ed ho nascosto così bene la mia vera data di nascita. Diva lo sono stata davvero quando calcavo le scene e il pubblico mi osannava e mi riempiva di fiori e i giovanotti si sostituivano ai cavalli della mia carrozza per portarmi a casa e i principi mi invitavano nei loro salotti. Il mio … Continua a leggere La vera storia della Vedova Allegra. Emma Vecla.

Disastro alla Bovisa. Ada Ranzini

(Milano, Cimitero Monumentale. Tomba di Ada Ranzini. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Nel 1916 Ada ha diciotto anni. È una ragazza fortunata: ha un fidanzato e un lavoro. È impiegata presso la sede milanese di una ditta americana: la Boston Blaching Company, che fabbrica colle speciali per le calzature. Lo stabilimento occupa una vasta area accanto ai binari delle Ferrovie Nord alla Bovisa, un quartiere che agli inizi del Novecento vede crescere la propria vocazione industriale, con lo sviluppo di grandi imprese come la Breda e la Pirelli, e in cui si concentra l’industria chimica, con gli stabilimenti Carlo Erba (vedi Carlo … Continua a leggere Disastro alla Bovisa. Ada Ranzini

Francesco Tamagno, il Maestro e Margherita

(Torino, Cimitero Monumentale. Raineri Arcaini, mausoleo Francesco Tamagno. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Talvolta esistono coincidenze che non si osano sperare. Io fui il più grande: di nome e di fatto. Francesco Tamagno è il mio nome e “tamagno” – come una conferma – indica il più grande: io sono stato il protagonista indiscusso dell’ultima stagione dell’opera romantica italiana. Me la sono conquistata la mia fama: studio, passione, impegno e talento, tanto talento! Pochi tenori hanno posseduto una voce così robusta, così vibrante, così estesa… Dalle origini oscure, a Torino dove sono nato nel 1851, attraverso il Liceo musicale prima, … Continua a leggere Francesco Tamagno, il Maestro e Margherita

Little Gaby, aviatrice

(Milano, Cimitero Monumentale. Tomba di Gabriella “Gaby” Angelini. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Lo so. Alla mia età le signorine di buona famiglia studiano pianoforte e danza classica, fanno la calza e cercano un fidanzato. Anche io quando è necessario so fare i golfini e i berrettini civettuoli e tutte le altre cose che una fanciulla per bene deve conoscere in ambito domestico. Ma voglio qualcosa di più. Voglio il cielo. Ce ne ho messo di tempo a convincere papà ma adesso eccomi qui, iscritta al corso della Scuola Breda, col capo istruttore Monti. Che ridere alla prima lezione, a … Continua a leggere Little Gaby, aviatrice

Edicola Campari

(Cimitero Monumentale di Milano. Giannino Castiglioni, Edicola Campari. Foto dell’autore.) Di Paola Redemagni Il signor Campari ha fiuto per gli affari e buon gusto in arte. Trasforma l’attività di famiglia in un impero economico all’avanguardia per scelte produttive e gestionali. Il padre Gaspare, ha imparato il mestiere a Torino, presso il caffè e liquoreria Bass. Ha poi aperto a Novara un proprio negozio, dove produce i principali liquori e bevande allora in uso, tanto apprezzato da essere segnalato in una guida della città del 1861. Intorno al 1865 si trasferisce a Milano, aprendo bottega al Coperto del Figini: l’edificio a sinistra … Continua a leggere Edicola Campari

Anna Bonazinga chiaroveggente sonnambula

(Bologna, Cimitero della Certosa. Anna Bonazinga e Pietro D’Amico. Si ringraziano i Musei Civici di Bologna per la concessione delle immagini) Di Paola Redemagni L’amore è fatto anche di affinità elettive. Lui è Pietro D’Amico, mesmerista, fondatore della Società Magnetica d’Italia. Lei è sua moglie Anna Bonazinga, chiaroveggente sonnambula. Insieme formano una coppia solidale e un sodalizio professionale di sicuro successo. Pietro D’ Amico, nato a Napoli nel 1831 e morto a Bologna il 17 luglio 1920, era un seguace del medico tedesco Franz Anton Mesmer. Mesmer ipotizzava l’esistenza di un fluido vitale che si sprigiona da ogni essere e che crea profondi influssi … Continua a leggere Anna Bonazinga chiaroveggente sonnambula