Edicola Campari

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(Cimitero Monumentale di Milano. Giannino Castiglioni, Edicola Campari. Foto dell’autore.)

Di Paola Redemagni

Il signor Campari ha fiuto per gli affari e buon gusto in arte. Trasforma l’attività di famiglia in un impero economico all’avanguardia per scelte produttive e gestionali.

Il padre Gaspare, ha imparato il mestiere a Torino, presso il caffè e liquoreria Bass. Ha poi aperto a Novara un proprio negozio, dove produce i principali liquori e bevande allora in uso, tanto apprezzato da essere segnalato in una guida della città del 1861Intorno al 1865 si trasferisce a Milano, aprendo bottega al Coperto del Figini: l’edificio a sinistra del Duomo che ospita locali e piccoli negozi. Quando il Coperto viene demolito per far posto alla Galleria, riapre il negozio all’angolo del nuovo edificio, dove rimane ancora oggi un punto di ritrovo per i milanesi che lo chiamano affettuosamente Camparino.

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(Deroche & Heyland. Demolizione del Portico dei Figini. 1865/1867, albumina su carta. inv. FM Albo G 107/25. Civico Archivio Fotografico – Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche – Piazza Castello, 1 – Milano (MI))

A Milano Gaspare inizia la produzione del bitter. E a Milano nasce anche Davide, che col fratello Guido affianca il padre nell’attività di famiglia. Quando Gaspare muore, Davide subentra alla guida dell’azienda, imponendole un indirizzo estremamente moderno: separa attività industriale e attività commerciale, lasciando al fratello l’esercizio del negozio in Galleria e distaccando il laboratorio in via Galilei; trasforma l’attività in una industria chimica per bevande e liquori; specializza la produzione limitandola al bitter e al cordial; estende la rete commerciale in Italia e all’estero, con sedi a Roma, Napoli, Palermo, Bologna, Trieste, Torino, Nizza e Lugano. Perfino Buenos Aires.

Nel 1904 Davide concentra i vecchi laboratori in un unico, nuovo stabilimento a Sesto San Giovanni, che oggi ospita il museo. Affida le campagne pubblicitarie ad artisti come Dudovich, Depero, Munari, Nizzoli, Cappiello, Villa, che creano una comunicazione che influenza ampiamente la pubblicità italiana degli anni Venti e Trenta.

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(Leonetto Cappiello, 1921, litografia. Imp. Devambez – Les Nouvelles Affiches Cappiello S.A., Parigi-Torino)

Dai disegni in stile liberty che ritraggono eleganti signore con o senza cappello e distinti damerini coi baffi, si passa ai manifesti futuristi di Fortunato Depero (che disegna anche la bottiglia conica del campari soda) giocati su tratti geometrici e che affiancano ai colori tradizionali rosso e giallo, un deciso bianco e nero.

Per la sepoltura di famiglia al Monumentale di Milano, Davide Campari sceglie lo scultore Giannino Castiglioni, che realizza nel 1935 una delle edicole più famose del cimitero: una rielaborazione dell’Ultima Cena leonardesca.

Il basamento è ricavato da un raro masso erratico porfirico, su cui Castiglioni realizza il gruppo bronzeo in dimensioni maggiori del vero. La figura centrale del Cristo emerge grazie alla posizione eretta, perfettamente inquadrata dalle arcate del porticato retrostante. Intorno a lui sono seduti gli apostoli, che ripropongono l’ispirazione leonardesca nella divisione a gruppi di tre e nella scelta di porre Giuda insieme agli altri.

La disposizione del gruppo ripropone le due tradizioni artistiche più attestate nella rappresentazione dell’Ultima Cena. Dalla prima Castiglioni riprende la tavola rettangolare, che di solito separa Giuda dai confratelli; dalla seconda la disposizione circolare degli apostoli, che include Giuda ma si apre verso il visitatore, per salvaguardarne la visione centrale.

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(Andrea del Castagno, Ultima Cena. 1447, affresco. Firenze, cenacolo di S.Apollonia) 

L’opera ha grande successo e procura a Castiglioni la commissione per la porta del Duomo di Milano dedicata alla vita di S.Ambrogio. Come sia andata la commissione per la porta dedicata all’Editto di Costantino, invece, lo abbiamo già visto… (Edicola Antonio Bernocchi). Qualche volta, misteriosamente, compare sulla tavola una rossa bottiglia di Campari…

(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

Mr. Davide Campari is really able in business. He makes the family company a brand well known all around the world. He was born in Milan, on 14th November 1867. His father Gaspare produces liquors and beverage and owns a shop in piazza Duomo, in the building named Coperto dei Figini. When the Coperto dei Figini is disrupt to realise a new configuration of piazza Duomo, Gaspare opens a new shop into the Galleria: today you can see it at the corner between piazza Duomo and the main entrance of the Galleria. Milano citizens named it Camparino. In Milano, Gaspare becomes to produce the famous bitter. When Gaspare dies, Davide takes over the family company and turn it into a modern company. First, he separates industrial production from commercial activity, moving the farm in a new building in Sesto San Giovanni, near Milano. Then he specializes the company production to the bitter liqueur and the cordial liqueur. He appoints the company advertising to famous painters as Marcello Dudovich, Fortunato Depero, Bruno Munari, Marcello Nizzoli. The illustrations painted by these artists influence the Italian advertising style in 20’s and 30’s.

To erect the family tomb at Cimitero Monumentale, Davide Campari designates the sculptor Giannino Castiglioni. In 1935 Castiglioni erects one of the most important and famous memorial in the cemetery: the Last Supper. It is inspired by Leonardo da Vinci’s one. On the basement, Castiglioni puts a bronze group, composed by Jesus, his follower and the table. Every member is larger than a real person. The memorial has a great success. So the members of Veneranda Fabbrica del Duomo designate Giannino Castiglioni to design and to produce the monumental door dedicated to the life of S.Ambrogio, for the Duomo façade.