Danza macabra a Clusone

di Paola Redemagni Una cornice sottile separa il grande affresco del Trionfo della Morte che decora l’Oratorio dei Disciplini, a Clusone (Sono io la Morte e porto corona (Clusone)) dalla sottostante Danza macabra, anch’essa dipinta nel 1485 dal pittore Giacomo Busca, detto il Borlone. Vi si legge: “O che ti serve a Dio del bon core, Non havere pagura a questo ballo venire. Ma alegramente viene e non temere, poi chi nase (nasce) e li conviene morire”, per sottolineare la mancanza di ogni crudeltà da parte della Morte nella sua azione e, contemporaneamente, della sua ineluttabilità, implicita già al momento … Continua a leggere Danza macabra a Clusone

Sono io la Morte e porto corona (Clusone)

di Paola Redemagni “Eo sonto per nome chamata morte, ferischo a chi / tocharà la sorte. Non è homo chosì forte che da / mi non po schampare. / Ognia omo more e questo mondo lassa / chi ofende a Dio amaramente passa. 1485”.  “Eo sonto la morte piena di equaleza; sole voi / ve volio e non vostra richeza, e digna sonto / de portar corona per che segnorezi ognia persona”. (Io sono per nome chiamata morte, ferisco a chi tocca in sorte. Non esiste un uomo così forte che possa scampare dalla mia opera. Ogni uomo muore e … Continua a leggere Sono io la Morte e porto corona (Clusone)

Cimitero militare di Bordighera

di Paola Redemagni Per arrivare al British Cemetery di Bordighera – inteso questa volta come cimitero di guerra – dovete ignorare la segnaletica: proseguite diritto lungo il muro di cinta su via Camposanto ed entrate al campo D del cimitero comunale. Lo vedrete subito, adagiato su un terrazzamento chiuso da un basso muro di pietra e circondato da palme, cipressi e conifere. Come sempre, emana un senso di quiete. Il British Cemetery di Bordighera è opera dell’architetto sir Robert Lorimer, dal 1918 nominato dalla War Graves Commission responsabile per l’Italia, la Germania, l’Egitto e la Macedonia, e dal 1921 architetto … Continua a leggere Cimitero militare di Bordighera

Cimitero inglese di Bordighera

di Paola Redemagni Bordighera è una ridente località di villeggiatura in provincia di Imperia, nella Riviera ligure di ponente. A partire dal 18° secolo attira l’attenzione dei viaggiatori stranieri per il suo clima mite e salubre, così diverso dal freddo clima del nord Europa, tanto che uno dei primi libri di viaggio – Travels trough France and Italy pubblicato nel 1776 del medico inglese Tobias Georges Smollet – ne decanta i pregi. Grazie alla pubblicazione nel 1855 del romanzo Il Dr. Antonio, pubblicato in lingua inglese dell’esule mazziniano Giovanni Ruffini, la reputazione di Bordighera presso il pubblico inglese decolla. La … Continua a leggere Cimitero inglese di Bordighera

Autobiografia di un cimitero (Fopponino di Porta Vercellina 2)

di Paola Redemagni Avete già conosciuto la piccola cappella barocca che a Milano veglia su piazza Aquileia (“Chi si scorda di noi, scorda se stesso” – Il Fopponino di Porta Vercellina, a Milano). Pochi metri prima, il muro di cinta si apre in un cancello monumentale, sovrastato dalle statue di San Giovanni Battista (a sinistra) e di S. Carlo Borromeo (a destra). Oltrepassato il cancello, si entra nel giardino che precede la chiesa: un angolo di quiete in una zona molto trafficata della città. Fino al 1885 qui sorgeva l’antico cimitero di San Giovannino alla Paglia, a Porta Vercellina, detto … Continua a leggere Autobiografia di un cimitero (Fopponino di Porta Vercellina 2)

Il danzatore folle – Vaslav Nijinski

di Paola Redemagni Il giullare siede a terra nel suo costume di scena, lo sguardo perso nel vuoto, gli occhi inquieti. Sembra contemplare la platea vuota, le luci che si spengono, il sipario che cala. Qualcuno ha posato una rosa rossa accanto al nome: Vaslav Nijinski. Nijinski, il danzatore folle. Scandaloso: per le sue interpretazioni, per le sue invenzioni sceniche, per la sua omosessualità, per la sua schizofrenia. Un nome che oggi, forse, dice poco a chi non appartiene al mondo della danza, ma che fra il 1909 e il 1919 ha acceso le platee internazionali. La sua è la … Continua a leggere Il danzatore folle – Vaslav Nijinski

Cimitero Ebraico di Genova (Monumentale di Staglieno)

di Paola Redemagni. A partire dal 1886 circa, il Cimitero Ebraico di Genova si trova presso il complesso monumentale di Staglieno ( vedi anche: Cimitero di Staglieno – Genova), lungo il lato sinistro rispetto all’ingresso. Un portale in pietra, inciso con i nomi degli israeliti genovesi deportati nei campi di sterminio durante la Seconda Guerra Mondiale, immette all’edificio di accesso, che ospita anche la Sala di Preghiera, dove si celebrano i riti funebri di commiato. Varcato l’ingresso, si entra in un campo protetto dal vecchio acquedotto cittadino e dalle mura ottocentesche, vasto e ombroso, in cui le tombe sono immerse … Continua a leggere Cimitero Ebraico di Genova (Monumentale di Staglieno)

Cimitero Monumentale di Mantova 5 – opere di Carlo Cerati

di Paola Redemagni Spesso i cimiteri hanno un nume tutelare che li distingue: a Roma è il pittore Filippo Severati (vedi anche: Filippo Severati, il pittore del Verano), con i suoi ritratti su pietra lavica; a Cagliari è lo scultore Giuseppe Maria Sartorio (leggi: Michelangelo dei morti: Giuseppe Maria Sartorio); a Milano è l’architetto Giannino Castiglioni. A Mantova (vedi: Cimitero monumentale di Mantova 2 – Borgo Angeli ) è lo scultore Carlo Cerati (1865 – 1948), artista attivo in area mantovana e cremonese, ebanista, ornatista, decoratore.   Nato nel 1865 a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, dopo aver compiuto i … Continua a leggere Cimitero Monumentale di Mantova 5 – opere di Carlo Cerati

Cimitero Monumentale di Mantova 4 – Passeggiando fra le tombe

di Paola Redemagni Contrariamente a quanto accade per la maggior parte dei cimiteri monumentali, quello di Mantova dà il meglio di sé nel Novecento. Il suo nume tutelare è lo scultore Carlo Cerati, di cui parlerò nel prossimo post. Nelle architetture delle cappelle e delle edicole ricorrono tutti gli stili: dal neoclassico al neogotico, dall’eclettico, al liberty, al decò, fino alla cappella Valentini (1914) che riproduce in scala ridotta l’architettura a mausoleo orientale che l’architetto Pirovano idea per gli edifici d’ingresso dello stesso cimitero di Mantova (leggi anche: Cimitero Monumentale di Mantova – Primo progetto e Cimitero Monumentale di Mantova … Continua a leggere Cimitero Monumentale di Mantova 4 – Passeggiando fra le tombe

Cimitero Monumentale di Mantova 3 – Fronte Nuova e Nuovissima

di Paola Redemagni A partire dal 1886 il problema di fornire al cimitero di Mantova un fronte adeguato diventa impellente, ma occorre aspettare il 1902 per veder bandire il primo concorso in proposito. Come già sappiamo, verrà annullato e sarà il progetto di Ernesto Pirovano (1866-1934) a vincere il secondo concorso: quello del 1904 (leggi anche: Cimitero Monumentale di Mantova – Primo progetto). L’architetto presenta un progetto monumentale, che si articola a partire dall’edificio centrale del Famedio: ben visibile e riconoscibile a distanza, si pone come una soglia fra la città dei vivi e quella dei morti; un’architettura scenografica e … Continua a leggere Cimitero Monumentale di Mantova 3 – Fronte Nuova e Nuovissima