Cimitero Monumentale di Mantova 3 – Fronte Nuova e Nuovissima

di Paola Redemagni

A partire dal 1886 il problema di fornire al cimitero di Mantova un fronte adeguato diventa impellente, ma occorre aspettare il 1902 per veder bandire il primo concorso in proposito. Come già sappiamo, verrà annullato e sarà il progetto di Ernesto Pirovano (1866-1934) a vincere il secondo concorso: quello del 1904 (leggi anche: Cimitero Monumentale di Mantova – Primo progetto).

L’architetto presenta un progetto monumentale, che si articola a partire dall’edificio centrale del Famedio: ben visibile e riconoscibile a distanza, si pone come una soglia fra la città dei vivi e quella dei morti; un’architettura scenografica e massiccia, che nelle forme riecheggia i mausolei esotici assiri, babilonesi, maya.

L’imponenza delle masse viene ingentilita dalle linee oblique e da una profusione di angeli e putti liberty, che sfumano i volumi nell’atmosfera circostante.

L’impegno economico si aggira intorno al milione di lire.

(E. Pirovano, secondo progetto per il fronte del Cimitero Monumentale di Mantova. 1915. In: “Mantus”, settembre-ottobre 1938)

Passano dieci anni prima che il comune decida di dar seguito alla realizzazione del progetto, ed è solo nel 1914 che viene chiesto a Pirovano di presentare un prospetto di spesa preciso.

Pirovano ne approfitta per semplificare il progetto, sperando così di favorirne la realizzazione: asciuga i volumi, sopprime le cappelle di testata e i due ingressi laterali al corpo centrale, riduce le decorazioni, accentua la geometrizzazione delle forme, superando così l’impronta liberty in favore di un gusto più moderno e lineare.

Malgrado gli interventi, i costi per la realizzazione della “Fronte Nuova” raddoppiano, raggiungendo i 2 milioni di lire.

Passano altri 5 anni e nel 1919 vengono acquistati i terreni necessari all’ampliamento del cimitero: vengono avviati i lavori, che però procedono molto a rilento.

A partire dal 1926, si torna a fare pressione su Pirovano perché riduca i costi per la realizzazione del progetto, abbandonando le linee sinuose proprie dello stile liberty e adattando edifici e forme ai gusti più vicini allo Stile Novecento.

(E. Pirovano. Cimitero di Mantova. Progetto di nuova facciata. Variante. 1933. Mantova, Archivio storico comunale)

Malgrado le resistenze personali, Pirovano avanza l’ennesima proposta: sopprime l’edificio del Famedio con le sue torrette, a favore di un più semplice ingresso monumentale, che sovrasta con una grande croce; elimina le linee sinuose proprie dell’art-noveau e tutti i dettagli decorativi; riduce le strutture all’essenziale e conferisce alla fronte un aspetto regolare e omogeneo. Viene mantenuto un unico accenno di decorazione nelle due figure angeliche inginocchiate ai lati dell’ingresso – che scompariranno nella realizzazione – e nei setti traforati che aprono parzialmente le ali laterali. A scanso di equivoci, nell’intestazione al nuovo disegno l’architetto chiarisce: “Nuovo ingresso in sostituzione forzata del progetto 1904”.

(E.Pirovano – Dettaglio del motivo decorativo sulla fronte del cimitero. Foto dell’autrice)

La “Fronte Nuovissima” ha finalmente raggiunto il suo aspetto definitivo. Pirovano, però, non ne vedrà la realizzazione: muore infatti nel 1934, a lavori in corso.

I lavori si concludono nel 1938 e il 2 novembre 1939 i mantovani possono finalmente inaugurare ufficialmente l’ingresso monumentale del loro camposanto.