Il segreto sotto il Museo dei Bambini (Rotonda della Besana)

di Paola Redemagni “I miei figli non sanno di giocare su un cimitero… Ma esistono giochi molto peggiori a cui giocare” dice la protagonista al termine della trilogia di Hunger games. Conosci il segreto che si cela sotto il Museo dei Bambini? Le mamme milanesi si sono molto spese perché quella che tutti in città chiamano la Rotonda di via Besana – o più semplicemente la Besana – diventasse uno spazio pubblico riservato ai bambini: ampio, ben recintato, con un unico accesso facilmente controllabile e bei porticati che consentono di giocare anche in caso di maltempo. Così la Rotonda della … Continua a leggere Il segreto sotto il Museo dei Bambini (Rotonda della Besana)

Antico cimitero della Gamba (Romano di Lombardia)

di Paola Redemagni Romano di Lombardia è una bella cittadina nella pianura bergamasca, in passato contesa a lungo fra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano. (Spoiler: la spuntò Venezia). Possiede un centro storico con palazzi nobiliari, chiese e un castello e, lungo la strada che costeggia l’antico borgo meridionale, un raro e bellissimo esempio di cimitero antecedente l’Editto di S.Cloud: il cimitero della Gamba, vero gioiello architettonico. Fu istituito nel 1715 quando, a causa dell’incremento demografico che stava interessando la cittadina, la vecchia chiesa parrocchiale venne demolita e sostituita da un nuovo edificio. Divenne così necessario individuare … Continua a leggere Antico cimitero della Gamba (Romano di Lombardia)

Danza macabra a Clusone

di Paola Redemagni Una cornice sottile separa il grande affresco del Trionfo della Morte che decora l’Oratorio dei Disciplini, a Clusone (Sono io la Morte e porto corona (Clusone)) dalla sottostante Danza macabra, anch’essa dipinta nel 1485 dal pittore Giacomo Busca, detto il Borlone. Vi si legge: “O che ti serve a Dio del bon core, Non havere pagura a questo ballo venire. Ma alegramente viene e non temere, poi chi nase (nasce) e li conviene morire”, per sottolineare la mancanza di ogni crudeltà da parte della Morte nella sua azione e, contemporaneamente, della sua ineluttabilità, implicita già al momento … Continua a leggere Danza macabra a Clusone

Sono io la Morte e porto corona (Clusone)

di Paola Redemagni “Eo sonto per nome chamata morte, ferischo a chi / tocharà la sorte. Non è homo chosì forte che da / mi non po schampare. / Ognia omo more e questo mondo lassa / chi ofende a Dio amaramente passa. 1485”.  “Eo sonto la morte piena di equaleza; sole voi / ve volio e non vostra richeza, e digna sonto / de portar corona per che segnorezi ognia persona”. (Io sono per nome chiamata morte, ferisco a chi tocca in sorte. Non esiste un uomo così forte che possa scampare dalla mia opera. Ogni uomo muore e … Continua a leggere Sono io la Morte e porto corona (Clusone)

Autobiografia di un cimitero (Fopponino di Porta Vercellina 2)

di Paola Redemagni Avete già conosciuto la piccola cappella barocca che a Milano veglia su piazza Aquileia (“Chi si scorda di noi, scorda se stesso” – Il Fopponino di Porta Vercellina, a Milano). Pochi metri prima, il muro di cinta si apre in un cancello monumentale, sovrastato dalle statue di San Giovanni Battista (a sinistra) e di S. Carlo Borromeo (a destra). Oltrepassato il cancello, si entra nel giardino che precede la chiesa: un angolo di quiete in una zona molto trafficata della città. Fino al 1885 qui sorgeva l’antico cimitero di San Giovannino alla Paglia, a Porta Vercellina, detto … Continua a leggere Autobiografia di un cimitero (Fopponino di Porta Vercellina 2)

Accabadora

Di Paola Redemagni Maria ha sei anni quando sua madre la cede come figlia alla sarta del paese, che forse non a caso si chiama come il cimitero di Cagliari: Bonaria (Cagliari – Il cimitero monumentale di Bonaria). Forse vuole compagnia negli anni che la condurranno alla vecchiaia o forse cerca un’allieva. Bonaria, infatti, è un’accabadora temuta e rispettata. Una presenza inquietante ma necessaria con un ruolo ben riconosciuto all’interno della piccola comunità, complementare a quello della levatrice: così come questa favorisce l’ingresso nella vita, l’accabadora ha il potere di sciogliere l’anima dal corpo e di favorire il passaggio alla … Continua a leggere Accabadora

L’ultimo volo di Maddalena

Di Paola Redemagni I pescatori al largo di Tirrenia dissero di aver sentito un gran boato, come di tuono, e visto cadere i frammenti dal cielo. Forse era esploso in volo: forse i vapori del combustibile si erano accumulati nella cabina di guida e il comandante, si sa, era un accanito fumatore. O forse era stata la coda a rompersi o l’albero motore… Come che sia, la mattina del 19 marzo 1931 il Savoia 64 si era disintegrato nel cielo di Marina di Pisa portando con sé il Tenente colonnello Umberto Maddalena, il Capitano Fausto Cecconi e il Sottotenente motorista Giuseppe … Continua a leggere L’ultimo volo di Maddalena

Per Grazia Ricevuta

Di Paola Redemagni La Morte, sotto forma di scheletro, spaventa i cavalli di una carrozza fino a farli imbizzarrire: la sua preda è l’uomo che giace a terra, sotto le ruote della vettura: solo l’intervento miracoloso della Madonna della Ceriola ne evita la fine. Un’elegante signora in abito secentesco e con un rosario in mano invoca la Vergine; ha bisogno del suo aiuto: un antipatico demonio – a metà strada fra un gatto, un piccolo drago e il cane del logo dell’Agip – la tormenta ma, ora che l’intervento miracoloso è avvenuto, il demone si allontana dalla sua vittima, chiaramente … Continua a leggere Per Grazia Ricevuta

Cimitero scomparso della Mojazza

Di Paola Redemagni La Mojazza è il più piccolo dei cimiteri milanesi istituiti dopo il decreto con cui l’imperatore d’Austria Giuseppe II vieta la sepoltura all’interno delle mura cittadine, nel 1782. (I Fopponi di Milano). Sorge fuori porta Comasina, nel quartiere chiamato Isola, oggi piuttosto alla moda. Il nome dice già tutto dei terreni dove ristagnava l’acqua piovana e quella proveniente dai fontanili. Un terreno moisc, bagnato, zuppo. In meneghino: una mojascia. Benché il terreno fosse inadatto allo scopo, sul terreno della Cascina Moiazza di sopra era stata eretta nel 1686 la chiesetta di S.Giuseppe degli Agonizzanti, con annesso cimitero. … Continua a leggere Cimitero scomparso della Mojazza

Il gigante incompiuto. Cimitero di Malgrate.

di Paola Redemagni Su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri Benito Mussolini, il 27 dicembre 1923 viene pubblicato il Regio Decreto n. 3121, che sancisce la soppressione dei paesi di Acquate, Castello, Germanedo, Laorca, Rancio, San Giovanni alla Castagna e la loro aggregazione al comune di Lecco. L’accorpamento di uffici e servizi appartenenti a comuni diversi permetterebbe uno sviluppo più organico della gestione pubblica, eliminando i contrasti fra le diverse amministrazioni e liberando al contempo aree edificabili. Fra i diversi servizi destinati alla soppressione rientrano anche i cimiteri locali, destinati ad essere sostituiti da un Nuovo Cimitero Urbano Unico … Continua a leggere Il gigante incompiuto. Cimitero di Malgrate.