Danza macabra a Clusone

di Paola Redemagni Una cornice sottile separa il grande affresco del Trionfo della Morte che decora l’Oratorio dei Disciplini, a Clusone (Sono io la Morte e porto corona (Clusone)) dalla sottostante Danza macabra, anch’essa dipinta nel 1485 dal pittore Giacomo Busca, detto il Borlone. Vi si legge: “O che ti serve a Dio del bon core, Non havere pagura a questo ballo venire. Ma alegramente viene e non temere, poi chi nase (nasce) e li conviene morire”, per sottolineare la mancanza di ogni crudeltà da parte della Morte nella sua azione e, contemporaneamente, della sua ineluttabilità, implicita già al momento … Continua a leggere Danza macabra a Clusone

Sono io la Morte e porto corona (Clusone)

di Paola Redemagni “Eo sonto per nome chamata morte, ferischo a chi / tocharà la sorte. Non è homo chosì forte che da / mi non po schampare. / Ognia omo more e questo mondo lassa / chi ofende a Dio amaramente passa. 1485”.  “Eo sonto la morte piena di equaleza; sole voi / ve volio e non vostra richeza, e digna sonto / de portar corona per che segnorezi ognia persona”. (Io sono per nome chiamata morte, ferisco a chi tocca in sorte. Non esiste un uomo così forte che possa scampare dalla mia opera. Ogni uomo muore e … Continua a leggere Sono io la Morte e porto corona (Clusone)

Autobiografia di un cimitero (Fopponino di Porta Vercellina 2)

di Paola Redemagni Avete già conosciuto la piccola cappella barocca che a Milano veglia su piazza Aquileia (“Chi si scorda di noi, scorda se stesso” – Il Fopponino di Porta Vercellina, a Milano). Pochi metri prima, il muro di cinta si apre in un cancello monumentale, sovrastato dalle statue di San Giovanni Battista (a sinistra) e di S. Carlo Borromeo (a destra). Oltrepassato il cancello, si entra nel giardino che precede la chiesa: un angolo di quiete in una zona molto trafficata della città. Fino al 1885 qui sorgeva l’antico cimitero di San Giovannino alla Paglia, a Porta Vercellina, detto … Continua a leggere Autobiografia di un cimitero (Fopponino di Porta Vercellina 2)

Cimitero Monumentale di Mantova 3 – Fronte Nuova e Nuovissima

di Paola Redemagni A partire dal 1886 il problema di fornire al cimitero di Mantova un fronte adeguato diventa impellente, ma occorre aspettare il 1902 per veder bandire il primo concorso in proposito. Come già sappiamo, verrà annullato e sarà il progetto di Ernesto Pirovano (1866-1934) a vincere il secondo concorso: quello del 1904 (leggi anche: Cimitero Monumentale di Mantova – Primo progetto). L’architetto presenta un progetto monumentale, che si articola a partire dall’edificio centrale del Famedio: ben visibile e riconoscibile a distanza, si pone come una soglia fra la città dei vivi e quella dei morti; un’architettura scenografica e … Continua a leggere Cimitero Monumentale di Mantova 3 – Fronte Nuova e Nuovissima

Cimitero monumentale di Mantova 2 – Borgo Angeli

di Paola Redemagni Fino alla fine del Settecento, a Mantova le sepolture avvengono all’interno delle chiese o nei cimiteri cittadini presenti presso le parrocchie di S.Apollonia, S.Gervasio, S.Giacomo, S.Leonardo, Ognissanti e S.Caterina: presso quest’ultima si trovano il cimitero militare e quello ebraico. A questi si aggiungevano un foppone presso il Monastero di S.Paola e il cimitero di proprietà dell’Ospedale, detto “il Busone”, che immagino sia l’equivalente del milanese “foppa” (fossa) e alle cui condizioni preferisco non pensare. Nel 1790 viene aperto il primo cimitero pubblico extraurbano, fuori porta S.Giorgio presso il Monastero di S.Vito: non riscuote grande successo e i … Continua a leggere Cimitero monumentale di Mantova 2 – Borgo Angeli

Cimitero Monumentale di Mantova – Primo progetto

di Paola Redemagni Nella sezione dedicata all’architettura dell’Esposizione Internazionale di Milano del 1906, viene presentato anche il modello vincitore del secondo concorso indetto per la costruzione degli edifici d’ingresso del cimitero di Mantova. La questione di una sistemazione decorosa per il camposanto si trascinava ormai daquando nel 1797 il generale Miollis, comandante delle truppe di occupazione francesi, aveva ordinato l’immediata cessazione delle sepolture urbane e la costruzione di un nuovo cimitero civile e militare, che viene costruito lungo la strada postale per Cremona, a un miglio fuori da Porta Pradella. Il semplice muro che cinge il cimitero è inadatto alla … Continua a leggere Cimitero Monumentale di Mantova – Primo progetto

Peggy Guggenheim e i suoi cani

Di Paola Redemagni Mi sono dedicata interamente alla mia collezione. Una collezione è impegnativa. Ma è quello che desideravo e ne ho fatto il lavoro di una vita. Io non sono una collezionista: sono un museo. E la mia vita, forse, un’opera d’arte. Il mio motto era “Comperare un quadro al giorno” e l’ho seguito alla lettera. Georges Braque, Salvador Dalí, Robert Delaunay, Piet Mondrian, Francis Picabia, Fernand Léger, Constantin Brancusi, Max Ernst, Jackson Pollock. Amici, artisti, qualche volta mariti e amanti. Sono cresciuta a New York, erede di un’immensa fortuna, ma ho amato l’Europa più dell’America: ho frequentato la Parigi bohémienne … Continua a leggere Peggy Guggenheim e i suoi cani

Cimitero Suburbano di Reggio Emilia 2 – la memoria

Di Paola Redemagni Il cimitero Suburbano di Reggio Emilia (Cimitero suburbano di Reggio Emilia 1 – la storia) oggi si estende su un’area di 48mila mq e comprende un ingresso monumentale, una chiesa, ampi edifici destinati ai colombari e 28 campi, otto dei quali costituivano il camposanto originale. Nel 1931 l’architetto Prospero Sorgato progetta e avvia la costruzione dell’ingresso monumentale, posizionato lungo il lato occidentale del recinto cimiteriale. L’ingresso viene completato nel 1837, in stile eclettico, caratterizzato dal cromatismo che alterna i caldi toni rossi del mattonato al colore chiaro della pietra. Presenta al centro un avancorpo monumentale aperto da … Continua a leggere Cimitero Suburbano di Reggio Emilia 2 – la memoria

Cimitero suburbano di Reggio Emilia 1 – la storia

Di Paola Redemagni La costruzione di un cimitero posto al di fuori dell’area urbana diventa una necessità a partire dal 1807, dopo il recepimento in Italia dell’Editto di S.Cloud. Il primo disegno per il nuovo cimitero della città viene presentato il 23 marzo 1807 da Domenico Marchelli, architetto del Pubblico (si chiama proprio così!), tenendo conto delle necessità di una popolazione stimata compresa fra le 15 e le 20mila anime. Marchelli si forma all’Accademia di Brera di Milano, con Giuseppe Piermarini e Giocondo Albertolli: i massimi esponenti del Neoclassicismo, lo stile architettonico che si impone sulla scena internazionale a partire … Continua a leggere Cimitero suburbano di Reggio Emilia 1 – la storia

Vajont – Le parole negate

Di Paola Redemagni e Alessandro Timpanaro “Barbaramente e vilmente trucidati per leggerezza e cupidigia umana attendono invano giustizia per l’infame colpa. Eccidio premeditato. Vajont 9-X-1963” Nella notte del 9 ottobre 1963 un’enorme frana si stacca dal monte Toc, in provincia di Belluno, e precipita nel lago sottostante formato dalla diga costruita sul fiume Vajont. Sono le 22.39. Un’enorme onda supera lo sbarramento e spazza tutto ciò che trova sul suo cammino: la gente che dorme nelle case, gli animali nelle loro stalle, i paesi di Erto e Casso, frazioni e paesi, l’intera città di Longarone. I morti sono quasi 2000. … Continua a leggere Vajont – Le parole negate