Little Gaby, aviatrice

(Milano, Cimitero Monumentale. Tomba di Gabriella “Gaby” Angelini. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Lo so. Alla mia età le signorine di buona famiglia studiano pianoforte e danza classica, fanno la calza e cercano un fidanzato. Anche io quando è necessario so fare i golfini e i berrettini civettuoli e tutte le altre cose che una fanciulla per bene deve conoscere in ambito domestico. Ma voglio qualcosa di più. Voglio il cielo. Ce ne ho messo di tempo a convincere papà ma adesso eccomi qui, iscritta al corso della Scuola Breda, col capo istruttore Monti. Che ridere alla prima lezione, a … Continua a leggere Little Gaby, aviatrice

Cinque Giornate a Milano

(Milano, Monumento alle Cinque Giornate. Foto dell’autore)  Di Paola Redemagni 23 metri di obelisco in bronzo non sfuggono nemmeno al passante più distratto. Difficile non notare anche le cinque fanciulle – che farebbero la gioia di ogni taglia 46, splendide e discinte – che alla sua base piangono, gridano, fremono. Sono le Cinque Giornate, dal 18 al 22 marzo 1848, durante le quali la popolazione milanese si ribella al governo austriaco. Cinque modelle si impegnano nella rappresentazione simbolica: Maria Torrani chiama a raccolta suonando la campana; Giovannina Porro piange disperata i morti della prima giornata; Luigia Prati incita a gran … Continua a leggere Cinque Giornate a Milano

Inciampando qua e là. Pietre della memoria.

(Milano, via De Togni 10. Pietre d’inciampo famiglia De Benedetti-Reinach. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Oggi sono andata in giro per Milano a inciampare un po’. In viale Corsica 43 ho inciampato in Ezio Setti, classe 1897: controllore meccanico alla fabbrica di aeroplani Caproni di Taliedo, socialista, attivo nella Resistenza dopo l’8 settembre. Con i colleghi partecipa allo sciopero generale del 1° marzo 1944, che si protrae per una settimana. L’11 marzo 1944 viene arrestato dagli uomini dell’RSI con altri operai della Caproni e deportato prima a Mathausen, poi in altri campi, infine nuovamente a Mathausen, dove muore l’11 settembre … Continua a leggere Inciampando qua e là. Pietre della memoria.

Edicola Campari

(Cimitero Monumentale di Milano. Giannino Castiglioni, Edicola Campari. Foto dell’autore.) Di Paola Redemagni Il signor Campari ha fiuto per gli affari e buon gusto in arte. Trasforma l’attività di famiglia in un impero economico all’avanguardia per scelte produttive e gestionali. Il padre Gaspare, ha imparato il mestiere a Torino, presso il caffè e liquoreria Bass. Ha poi aperto a Novara un proprio negozio, dove produce i principali liquori e bevande allora in uso, tanto apprezzato da essere segnalato in una guida della città del 1861. Intorno al 1865 si trasferisce a Milano, aprendo bottega al Coperto del Figini: l’edificio a sinistra … Continua a leggere Edicola Campari

Cittadino affettuoso benefico cerca moglie ottima incomparabile

(Milano, Cimitero Monumentale. Tomba Omodeo, particolare. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Superato il Famedio si scende all’Emiciclo e ci si incammina fra i viali alberati, le cappelle, gli alberi secolari. Le grandi edicole della nobiltà e della borghesia milanese (Monumento Bocconi (Milano, Cimitero Monumentale) si alternano a tombe più modeste. Ovunque, una folla di sculture segue ogni nostro passo. Nell’Ottocento l’arte funeraria si arricchisce di elementi inediti, nella figura come nella scrittura: dettagli minuziosi, precisi, concreti, che inducono gli scultori a riprodurre con puntigliosità il ritratto del defunto e dei suoi congiunti; a replicarne le vesti, l’acconciatura, i dettagli, con risultati tali … Continua a leggere Cittadino affettuoso benefico cerca moglie ottima incomparabile

Il Monumentale di Milano 4 -Tempio Crematorio e Giardini Cinerari

Carlo Maciachini – Cimitero Monumentale di Milano, Tempio Crematorio. Foto dell’autore. Di Paola Redemagni Quella che si conclude nel 1876 è una strada tutta in salita, con alleanze inedite fra medici, politici, positivisti, laici, illuministi, massoni e anticlericali e la partecipazione di esponenti diplomatici stranieri. Da quando la pratica dell’incinerazione era stata sostituita da quella dell’inumazione, la cremazione veniva vissuta come una scelta di aperta ostilità nei confronti della Chiesa, in particolare contro il dogma della resurrezione dei corpi. E poiché il concetto di resurrezione è centrale nella religione cattolica, veniva interpretata come una critica aperta al concetto stesso di … Continua a leggere Il Monumentale di Milano 4 -Tempio Crematorio e Giardini Cinerari

Il Monumentale di Milano 3 – Famedio

(Carlo Maciachini, Cimitero Monumentale di Milano. Il Famedio. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Il cuore architettonico e ideale del Cimitero Monumentale (Il Cimitero Monumentale di Milano) è rappresentato dal Famedio, che si impone da lontano, traguardo prospettico del lungo viale di accesso. Un tempo si sarebbe chiamato Pantheon ma la storia avanza, i gusti evolvono e lasciano tracce significative anche nei nomi. Sull’importanza del rapporto nome-cosa rimando alle “Postille al Nome della Rosa” di Umberto Eco, che lo spiega meglio di me. Quanto a noi, rifacendosi al latino Fame aedes – Tempio della Fama – l’edificio venne chiamato Famedio, per sottolineare il … Continua a leggere Il Monumentale di Milano 3 – Famedio

Una storia infinita. Il Monumentale di Milano 2.

Carlo Maciachini, planimetria generale del Cimitero Monumentale, 1863. Archivio Storico Civico Biblioteca Trivulziana, copyright © Comune di Milano – tutti i diritti di legge riservati Di Paola Redemagni Nel 1837 il Podestà conte Gabrio Casati delibera un concorso per un nuovo cimitero “degno del lustro di Milano”. (L. Beltrami “I cimiteri di Milano” in: Monitore tecnico, ottobre 1895). L’importanza assunta come capitale del Regno d’Italia napoleonico prima e del Lombardo-Veneto austriaco poi, determinano la necessità di un riassetto urbanistico della città. Occorrono palazzi di rappresentanza, edifici per la nuova classe imprenditoriale, viali, case, infrastrutture e un nuovo cimitero all’altezza della situazione. Il … Continua a leggere Una storia infinita. Il Monumentale di Milano 2.

La mano sinistra del diavolo. Niccolò Paganini alla Villetta di Parma – 2

(Parma, Cimitero della Villetta. Tomba Paganini. Foto dell’autore) di Giancarlo Gonizzi Lunghe e complesse furono le vicende legate alla sepoltura di Paganini, bene rievocate da Ferruccio Botti nel suo Paganini e Parma. Il Vescovo di Nizza aveva negato funerali religiosi al musicista per empietà, sulla testimonianza del canonico che si era recato da lui prima del decesso, essendo egli morto senza volere o potere confessare i suoi peccati. Una situazione oggi attribuita verosimilmente ad una paralisi delle corde vocali causata dalla malattia che lo tormentava negli ultimi anni. A causa del divieto di sepoltura in terra consacrata, il corpo fu … Continua a leggere La mano sinistra del diavolo. Niccolò Paganini alla Villetta di Parma – 2

La tomba di Niccolò Paganini (1782-1840) al Cimitero monumentale della Villetta a Parma

 (Parma, Cimitero della Villetta. Tomba di Nicolò Paganini. Cartolina di fine ’800) Niccolò Paganini (Genova 1782 – Nizza 1840), considerato il padre della moderna tecnica violinistica, ebbe vita avventurosa, talento ineguagliabile, fama leggendaria. Le sue esecuzioni e le sue invenzioni compositive stupivano per difficoltà e novità. Armonie celesti e un alone di mistero: ancora in vita, attorno alla sua figura fiorivano aneddoti che lo legavano al diavolo nella stipula di un patto che gli concedeva un’abilità quasi soprannaturale. Oggi riposa al Cimitero della Villetta a Parma (La Villetta di Parma) ma, forse anche per la fama che lo aveva accompagnato in vita, le … Continua a leggere La tomba di Niccolò Paganini (1782-1840) al Cimitero monumentale della Villetta a Parma