Michelangelo dei morti: Giuseppe Maria Sartorio

(Giuseppe M. Sartorio – Tomba Maria Ugo Ortu, particolare (1891). Cagliari, cimitero di Bonaria. Foto dell’autore) Di Giovanni Acciaro, fondatore del gruppo Facebook “Il cimitero di Bonaria: un patrimonio da salvare!” Volle tenacemente diventare scultore, Giuseppe Maria Sartorio, nato in Valsesia, a Boccioleto, il 2 dicembre 1854. Questa sua aspirazione, manifestatasi sin dall’infanzia e in contrasto con i genitori, lo portò inizialmente a Varallo, per apprendere i rudimenti dell’arte alla scuola d’intaglio di Giuseppe Antonini. In seguito, a Torino, dove giunse nel 1875, fu allievo di Odoardo Tabacchi all’Accademia Albertina e a Roma, nel 1880, perfezionò la sua formazione all’Accademia … Continua a leggere Michelangelo dei morti: Giuseppe Maria Sartorio

Cimitero Maggiore di Milano. Musocco.

(Milano, edificio d’ingresso del Cimitero Maggiore. Da: Carlo Tedeschi – “Origini e vicende dei cimiteri di Milano e del servizio mortuario”. 1899, Milano)  Di Paola Redemagni Il Cimitero Monumentale di Milano (Il Cimitero Monumentale di Milano), aperto alle sepolture nel 1866, si dimostra ben presto inadeguato alle esigenze della città in continua espansione. Si rende quindi necessaria la temporanea riapertura dei cimiteri suburbani chiusi in precedenza (I Fopponi di Milano) e, soprattutto, la progettazione di un nuovo cimitero. L’Ufficio Municipale degli Ingegneri viene incaricato di compiere le verifiche necessarie all’individuazione di un luogo adatto. Le indagini stratigrafiche sui terreni vengono … Continua a leggere Cimitero Maggiore di Milano. Musocco.

Mani che benedicono fra tradizione e fantascienza

(Ostiano, Cimitero ebraico. Tomba di Lazzaro Coen Frizzi. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Mani che benedicono. Mani che invocano benedizione e pace, che trasmettono gioia. Le mani che benedicono, con i pollici appaiati e le dita aperte a due a due, rappresentano la prosecuzione di un gesto antichissimo riservato al gruppo sacerdotale dei Kohanim. Per questo le troviamo sulle tombe di famiglie dal cognome Cohen o, in italiano, anche Sacerdoti, oppure su tombe di famiglie che, pur vantando una discendenza dai Cohen, hanno col tempo cambiato il cognome. Nella tradizione ebraica il Cohen (sacerdote del Tempio) è il tramite attraverso cui … Continua a leggere Mani che benedicono fra tradizione e fantascienza

Il cimitero degli appestati – S. Gregorio

(G.B. Rastellini – Il Lazzaretto di Milano nel 1630. Particolare con il cimitero di S.Gregorio. 1890, Museo di Milano. Public domain via Wikimedia Commons) Di Paola Redemagni Lasciata alle spalle Porta Venezia – un tempo Porta Orientale – e incamminatevi lungo corso Buenos Aires: più di un chilometro di shopping e negozi. Gli spazi sono quasi gli stessi ma pochi sanno che, proprio all’angolo con piazza Oberdan, iniziava il vecchio Lazzaretto di Milano. Sì, proprio quello descritto dal Manzoni nei Promessi sposi. Eretto a partire dal 1488, divenne operativo nei primi anni del Cinquecento. La forma riprendeva quella di un chiostro: … Continua a leggere Il cimitero degli appestati – S. Gregorio

Dormono sulla collina

(Ostiano, Cimitero Ebraico. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Sulla collina di Ostiano dorme la piccola comunità ebraica (Cimitero ebraico di Ostiano). Dorme Israele Finzi, uomo retto timorato di Dio, che volle dare ai suoi confratelli un luogo dove dormire l’ultimo sonno, acquistando un terreno e destinandolo a cimitero. Dorme Moisè Angelo Finzi, che fu il primo sindaco ebreo dopo l’unificazione dell’Italia. Dorme Bonaventura Foà, l’anziana modesta onorevole signora Mazal Tov Foah, giunta da Verona a visitare la figlia e spenta in poche ore dal colera. Sia la sua anima unita nel vincolo della vita… Dorme Malkah della famiglia Franchetti, vedova … Continua a leggere Dormono sulla collina

Cimitero ebraico di Ostiano

(Cimitero ebraico di Ostiano. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Ostiano è un piccolo paese oggi in provincia di Cremona ma che per secoli si è trovato all’incrocio fra il territorio cremonese e quello bresciano, fra lo stato di Milano e la Repubblica di Venezia. I primi israeliti si stabiliscono in paese intorno al 1461 e già nel 1488 vi risiedono in pianta stabile, occupando per prime, a detta degli anziani, le case di via Gabriele Rosa, i cui orti terminano accanto al vecchio cimitero. (A proposito di cimiteri ebraici…) Probabilmente una vera e propria comunità si costituisce nel corso del … Continua a leggere Cimitero ebraico di Ostiano

Roma, Cimitero del Verano

(Roma, Cimitero del Verano, Pincetto Vecchio. Foto dell’autore.) Di Paola Redemagni Arrivando a Roma col treno, lo si intravede per qualche attimo prima di entrare alla stazione Termini: un lungo muro di mattoni rossi da cui svettano i cipressi. Visto così ricorda tanto L’isola dei Morti, che il pittore svizzero Arnold Böcklin, realizza in più copie fra il 1880 e il 1886. Era fra i dipinti preferiti di Hitler, ma su questo non posso farci niente… E in effetti il Cimitero di Campo Verano – o più semplicemente il Verano – si presenta come una sorta di città nella città, un … Continua a leggere Roma, Cimitero del Verano

Mistero etrusco

Di Paola Redemagni Lasciati alle spalle i tumuli etruschi che guardano il mare di Baratti (Ferro e vino a Populonia), ci si incammina lungo la via delle Cave: la necropoli delle Grotte bisogna conquistarsela con scarpe comode (Andare per cimiteri… con l’equipaggiamento adatto), determinazione e soprattutto un’ottima capacità di lettura della cartina. Occorrono circa due ore: superato il primo tratto all’aperto, ci si inoltra in un bosco. Raggiunto il punto più fitto, ormai sicuri di avere smarrito qualunque punto di riferimento, noterete tagli netti e profondi che fendono il terreno: sono gli accessi alle “tombe limitrofe”, piccole camere sepolcrali scavate … Continua a leggere Mistero etrusco

Ferro e vino a Populonia

(Populonia, necropoli di S.Cerbone, tomba dei Carri. Sullo sfondo il golfo di Baratti. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Alta sul suo promontorio, la città di Populonia domina il golfo di Baratti. Il suo nome antico Pupluna-Fufluna deriva da Fufluns, dio etrusco del vino, vino che nei banchetti veniva consumato in gran quantità, aromatizzato con miele e spezie. Importante porto, centro commerciale e siderurgico, nel suo periodo di massimo splendore – a partire dal nono secolo a.C  – vivevano qui diecimila persone. Nel golfo attraccavano le navi provenienti dall’isola d’Elba cariche di minerale ferroso, che sarebbe poi stato lavorato nei forni … Continua a leggere Ferro e vino a Populonia

Campo Primitivo. Cimitero Monumentale di Torino 2

(Torino, prospetto d’ingresso del Cimitero Monumentale. Da: Il Parco delle Mezzelune. A cura dell’Assessorato ai servizi demografici della città di Torino, 1987, pg.9) Di Paola Redemagni A progettare il nuovo Camposanto Generale di Torino, ci pensa l’architetto Gaetano Lombardi, che disegna un prospetto formato al centro dalla Cappella collegata da due portici all’abitazione del cappellano e del sagrestano da un lato, dall’altro a quella dei Custodi, che ospitava anche un magazzino lapidario e la sala anatomica. La cappella, in stile neoclassico e pianta circolare, presenta una facciata lineare, movimentata da quattro semicolonne in stile dorico e da un cornice. Nelle … Continua a leggere Campo Primitivo. Cimitero Monumentale di Torino 2