Cimitero ebraico di Ostiano

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(Cimitero ebraico di Ostiano. Foto dell’autore)

Di Paola Redemagni

Ostiano è un piccolo paese oggi in provincia di Cremona ma che per secoli si è trovato all’incrocio fra il territorio cremonese e quello bresciano, fra lo stato di Milano e la Repubblica di Venezia.

I primi israeliti si stabiliscono in paese intorno al 1461 e già nel 1488 vi risiedono in pianta stabile, occupando per prime, a detta degli anziani, le case di via Gabriele Rosa, i cui orti terminano accanto al vecchio cimitero. (A proposito di cimiteri ebraici…)

Probabilmente una vera e propria comunità si costituisce nel corso del Cinquecento, con la venuta di banchieri ebrei che hanno la forza di dettare le loro condizioni al signore locale. Molti di loro per proteggere i banchi dei pegni preferiscono risiedere all’interno del castello gonzaghesco, dove costituiscono di fatto un piccolo ghetto che li fa sentire più sicuri. All’interno del castello, fra il 1731 e il 1774, istituiscono anche la sinagoga, all’ultimo piano del Palazzo del Governatore, in sostituzione di una precedente “scola”.

La comunità ostianese segue il rito tedesco aschenazita, come  quelle di Busseto e Monticelli d’Ongina: tutte le altre comunità mantovane seguono invece il rito romano o italiano.

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(Ostiano, Palazzo del Governatore. La Sinagoga. Foto dell’autore)

Il vecchio cimitero si trova in località Sabbione, a nord ovest del paese: un prato di 2 pertiche e 6 tavole milanesi vicino al fiume Galbuggine.

Nel 1786, tuttavia, nell’ambito dei provvedimenti voluti dall’imperatore Giuseppe II per il miglioramento igienico-sanitario della condizioni di vita nell’ex ducato di Mantova, viene emanata una circolare che impone agli ebrei di spostare i cimiteri fuori dai centri abitati. Il 12 maggio 1788 la Regia Intendenza Politica di Casalmaggiore scrive dunque all’Università degli Ebrei di Ostiano prescrivendo di “eleggere un luogo fuori dell’abitato per l’inumazione di loro cadaveri”. Il cimitero dovrà essere proporzionato alla popolazione; distare almeno 100 braccia milanesi dall’ultimo caseggiato, se il terreno è asciutto, 200 se eccessivamente umido; avere un muro di cinta alto 3 braccia e chiuso da un cancello. La scelta del sito deve essere approvata dagli uffici di governo e la costruzione deve avvenire entro un anno.

A questa data  la popolazione ebraica di Ostiano conta 65 persone appartenenti a 9 famiglie che dichiarano di non avere i mezzi economici per l’acquisto di un terreno adatto e la sua recinzione. Inutilmente cercheranno di opporsi alla disposizione: il vecchio cimitero verrà abbandonato pur lasciando riposare qui i defunti, come prescritto dalla religione ebraica.

Il nuovo cimitero viene costituito sul versante opposto del paese, in località Montagnetta, all’interno della proprietà di Israele Finzi. Misura 416 mq e si trova incastonato in una corte rurale. A nord un muro di recinzione lo separa dalla strada comunale, su cui si apre il piccolo portone d’ingresso.

Ingresso

(Ingresso del cimitero ebraico di Ostiano, in località Montagnetta. Foto dell’autore)

Gli affittuari del fondo agricolo sono tenuti a mantenere in ordine il camposanto, tagliare l’erba, custodire le chiavi, consentire l’accesso ai visitatori e, in caso di necessità, scavare la fossa per le inumazioni.

Dal 1816 al 1865 si contano 119 tumulazioni, tra cui 54 bambini al di sotto dei 5 anni e 1 ragazzo di 12. Qui  sono sepolti non soltanto i defunti di Ostiano ma anche quelli provenienti da Brescia e Cremona, che erano prive di un proprio luogo di inumazione. Oggi vi si trovano 41 lapidi marmoree ed una, anonima, in ferro battuto, che coprono un arco temporale di 131 anni: dal 1812 al 1943. La lapide più antica reperita nel cimitero appartiene proprio al suo proprietario: Israele Finzi, deceduto il 23 aprile 1812. L’ultima sepoltura risale invece al 22 giugno 1943 ed appartiene a Emilia Treves. La maggior parte delle lapidi presenta una doppia iscrizione in ebraico e in italiano e molte sono decorate con simboli, ebraici e non: le mani benedicenti, l’anfora, l’uroburo (Serpenti e falene), le fiaccole, la corona di alloro, la sfera alata.

Diminuita la presenza ebraica in paese fino quasi a scomparire, a partire dagli anni 1925-’30 i pochi rimasti vengono accorpati alla Comunità ebraica di Mantova, che eredita il cimitero – di cui è tuttora legittima intestataria  – e le proprietà della comunità.

Giuseppe_Minera

(Il sig. Giuseppe Minera)

Col tempo il cimitero cade in disuso e scivola nell’abbandono, le tombe vengono profanate alla ricerca di tesori. Tuttavia, a partire dal 1986 circa, il piccolo cimitero di Ostiano trova il suo angelo custode nel sig. Giuseppe Minera, che ripulisce il terreno, ripristina le lapidi e le cataloga, restaura le scritte, in accordo con la comunità ebraica di Mantova. Grazie all’opera del signor Minera e alle sue ricerche storiche, sopravvive la memoria non soltanto della piccola comunità di Ostiano ma anche di quelle di Viadana, Bozzolo, Sabbioneta, Pomponesco.

(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

The Israelites arrived in Ostiano – a little village not far from Cremona town – between 1461 and 1488. Probably, a real community was established during the 16th century, with the arrival of Jewish bankers. To protect their pawn shops, many of them preferred to reside inside the Gonzaga castle, where they constituted a small ghetto. Here they also established the synagogue, on the top floor of the Governor’s Palace, between 1731 and 1774.

The old cemetery was located in an area at north west of the village named Sabbione, near Galbuggine river. In defense of public health, in 1786 an Emperor’s law forced the Jews to move the cemetery outside Ostiano. At that time, the Jewish population of Ostiano had 65 people belonging to 9 families. The old cemetery will be abandoned while leaving the dead to rest here, as prescribed by the Jewish religion.

The new cemetery was built on the opposite side of the village, in an area named Montagnetta (Little mountain), owned by Mr. Israele Finzi. The cemetery hosts the deceaseds  from Ostiano and ones from Brescia and Cremona towns, which didn’t have their own burial place. Today there are 41 marble tombstones covering a period of 131 years: from 1812 to 1943. The oldest tombstone belongs to Israele Finzi, who died on April 23, 1812. The earlest one belongs to Emilia Treves, who died on June 22, 1943.

Many tombstones are written both in Italian and Jewish langiages and are carved with traditional symbols: the blessing hands, the amphora, the uroburo, the torches, the laurel wreath, the winged sphere.

During the 20th century, the number of Jews present in the village decreases and almost disappears; the cemetery falls into disuse. Since about 1986, the small cemetery of Ostiano has been finding its guardian angel: Mr. Giuseppe Minera, who cleans the ground, restores the tombstones and the writings, in agreement with the Jewish community of Mantua. Thanks to the work of Mr. Minera and his historical researches, survives the memoryof the small community of Ostiano and also of Viadana, Bozzolo, Sabbioneta, Pomponesco ones.