Simbolo – fuoco. Splenda ad essi luce perpetua

Di Paola Redemagni Presso le popolazioni antiche il fuoco è sacro. Rischiara le tenebre, cuoce i cibi, riscalda, allontana gli animali migliorando di molto le possibilità di sopravvivenza. Presso gli antichi Romani, le sacerdotesse della dea Vesta mantenevano acceso nel tempio un fuoco perpetuo, la cui estinzione avrebbe attirato sventure sullo Stato. Come patrona del focolare dello Stato, Vesta veniva invocata in caso di calamità e si attribuiva grande efficacia alle preghiere delle sue sacerdotesse. Al fuoco, alla luce, sono associati da sempre significati simbolici positivi, collegati alla vita e alla protezione. Proprio per rischiarare il cammino del defunto nell’aldilà … Continua a leggere Simbolo – fuoco. Splenda ad essi luce perpetua

Roma, Cimitero del Verano

(Roma, Cimitero del Verano, Pincetto Vecchio. Foto dell’autore.) Di Paola Redemagni Arrivando a Roma col treno, lo si intravede per qualche attimo prima di entrare alla stazione Termini: un lungo muro di mattoni rossi da cui svettano i cipressi. Visto così ricorda tanto L’isola dei Morti, che il pittore svizzero Arnold Böcklin, realizza in più copie fra il 1880 e il 1886. Era fra i dipinti preferiti di Hitler, ma su questo non posso farci niente… E in effetti il Cimitero di Campo Verano – o più semplicemente il Verano – si presenta come una sorta di città nella città, un … Continua a leggere Roma, Cimitero del Verano

La regina della casa

(Milano, Cimitero Monumentale. Tomba Omodeo, particolare. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Il sostantivo donna deriva dal latino domina, che condivide la radice etimologica con il termine domus, casa, quasi ad indicare una perfetta identificazione delle due. E infatti il Codice napoleonico segna un passo indietro nei confronti delle aspirazioni femminili. Se negli anni rivoluzionari le donne avevano partecipato attivamente agli eventi politici, ora vedono restringersi il campo d’azione alla sola famiglia, all’interno della quale assumono un ruolo decisamente subalterno. Passano infatti la maggior parte della loro esistenza sotto tutela maschile: paterna prima, coniugale poi. Se sono mogli, sono obbligate ad obbedire … Continua a leggere La regina della casa

Mistero etrusco

Di Paola Redemagni Lasciati alle spalle i tumuli etruschi che guardano il mare di Baratti (Ferro e vino a Populonia), ci si incammina lungo la via delle Cave: la necropoli delle Grotte bisogna conquistarsela con scarpe comode (Andare per cimiteri… con l’equipaggiamento adatto), determinazione e soprattutto un’ottima capacità di lettura della cartina. Occorrono circa due ore: superato il primo tratto all’aperto, ci si inoltra in un bosco. Raggiunto il punto più fitto, ormai sicuri di avere smarrito qualunque punto di riferimento, noterete tagli netti e profondi che fendono il terreno: sono gli accessi alle “tombe limitrofe”, piccole camere sepolcrali scavate … Continua a leggere Mistero etrusco

Gioielleria da lutto

F.X. Winterhalter – Family of Queen Victoria. By Caldesi and Montecchi (fl.1857-67) – Alexander Palace Forums; original in the Royal Collection RCIN 2106422.  Public Domain, by Wikimedia Commons) Di Paola Redemagni Essere una regina ha i suoi privilegi. Se il tuo regno, poi, si estende per oltre 60 anni, diventi naturalmente un punto di riferimento per la politica, la cultura, la società, la moda, le abitudini. La Regina Vittoria fu una professionista del lutto: quando nel 1861 perse l’amatissimo marito, il Principe Alberto, vestì il lutto e lo portò ininterrottamente per i successivi 40 anni, fino alla morte avvenuta nel … Continua a leggere Gioielleria da lutto

Mettiamoci una pietra sopra. Giuseppe Garibaldi.

(Di E. D., ca. 1882. Pubblico dominio, by wikimedia commons) Di Paola Redemagni Le vicende legate alla morte di Mazzini (1872) e alla sua imbalsamazione (Cercasi mummia disperatamente – il caso Mazzini) terrorizzano Garibaldi al punto da spingerlo a redigere, fra il 1872 e il 1881, ben otto testamenti, in cui definisce le disposizioni legate alla propria morte. L’idea di diventare un feticcio politico da utilizzare a fini propagandistici e magari da esporre alle folle in precise occasioni – come si era cominciato a fare con Mazzini – lo riempie di ripugnanza. Un pensiero già presente nel 1870 e che si … Continua a leggere Mettiamoci una pietra sopra. Giuseppe Garibaldi.

Little Gaby, aviatrice

(Milano, Cimitero Monumentale. Tomba di Gabriella “Gaby” Angelini. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Lo so. Alla mia età le signorine di buona famiglia studiano pianoforte e danza classica, fanno la calza e cercano un fidanzato. Anche io quando è necessario so fare i golfini e i berrettini civettuoli e tutte le altre cose che una fanciulla per bene deve conoscere in ambito domestico. Ma voglio qualcosa di più. Voglio il cielo. Ce ne ho messo di tempo a convincere papà ma adesso eccomi qui, iscritta al corso della Scuola Breda, col capo istruttore Monti. Che ridere alla prima lezione, a … Continua a leggere Little Gaby, aviatrice

Cinque Giornate a Milano

(Milano, Monumento alle Cinque Giornate. Foto dell’autore)  Di Paola Redemagni 23 metri di obelisco in bronzo non sfuggono nemmeno al passante più distratto. Difficile non notare anche le cinque fanciulle – che farebbero la gioia di ogni taglia 46, splendide e discinte – che alla sua base piangono, gridano, fremono. Sono le Cinque Giornate, dal 18 al 22 marzo 1848, durante le quali la popolazione milanese si ribella al governo austriaco. Cinque modelle si impegnano nella rappresentazione simbolica: Maria Torrani chiama a raccolta suonando la campana; Giovannina Porro piange disperata i morti della prima giornata; Luigia Prati incita a gran … Continua a leggere Cinque Giornate a Milano

Inciampando qua e là. Pietre della memoria.

(Milano, via De Togni 10. Pietre d’inciampo famiglia De Benedetti-Reinach. Foto dell’autore) Di Paola Redemagni Oggi sono andata in giro per Milano a inciampare un po’. In viale Corsica 43 ho inciampato in Ezio Setti, classe 1897: controllore meccanico alla fabbrica di aeroplani Caproni di Taliedo, socialista, attivo nella Resistenza dopo l’8 settembre. Con i colleghi partecipa allo sciopero generale del 1° marzo 1944, che si protrae per una settimana. L’11 marzo 1944 viene arrestato dagli uomini dell’RSI con altri operai della Caproni e deportato prima a Mathausen, poi in altri campi, infine nuovamente a Mathausen, dove muore l’11 settembre … Continua a leggere Inciampando qua e là. Pietre della memoria.

Edicola Campari

(Cimitero Monumentale di Milano. Giannino Castiglioni, Edicola Campari. Foto dell’autore.) Di Paola Redemagni Il signor Campari ha fiuto per gli affari e buon gusto in arte. Trasforma l’attività di famiglia in un impero economico all’avanguardia per scelte produttive e gestionali. Il padre Gaspare, ha imparato il mestiere a Torino, presso il caffè e liquoreria Bass. Ha poi aperto a Novara un proprio negozio, dove produce i principali liquori e bevande allora in uso, tanto apprezzato da essere segnalato in una guida della città del 1861. Intorno al 1865 si trasferisce a Milano, aprendo bottega al Coperto del Figini: l’edificio a sinistra … Continua a leggere Edicola Campari