
Di Paola Redemagni
Alessandro Manzoni si spegne nel pomeriggio del 22 maggio 1873 nella sua casa milanese di via del Morone 1, per i postumi di una caduta: forse a causa del ghiaccio, il 6 gennaio l’anziano scrittore era scivolato sui gradini della chiesa di San Fedele, battendo violentemente la testa. Aveva 88 anni.
Anche se non inattesa, la sua morte produce enorme sgomento in tutta Italia.
Il sindaco Giulio Bellinzaghi convoca per il giorno seguente una seduta straordinaria del Consiglio comunale durante la quale si decidono le onoranze da tributare allo scrittore: esposizione pubblica della salma presso il Municipio nei due giorni precedenti il funerale; solenni esequie in Duomo a spese della municipalità; assegnazione di un posto distinto nel Famedio del Cimitero Monumentale (Il Monumentale di Milano 3 – Famedio); acquisto dei manoscritti delle sue opere – da allora conservati presso la Sala manzoniana della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano – e della sua abitazione. Infine si decide l’intitolazione all’autore dei Promessi Sposi di quella che era all’epoca via Giardino e si lancia una sottoscrizione pubblica per la realizzazione di un monumento, da porre presso la stessa piazza San Fedele. Il Consiglio approva all’unanimità.

Come accade spesso per le personalità illustri dell’Ottocento, anche Manzoni viene sottoposto a processo di imbalsamazione, che viene eseguito da sette medici presso la camera da letto della sua abitazione. Vi risparmio i dettagli e vi dico solo che venne utilizzata una soluzione idro-alcolica di cloruro di zinco detta anche liquido di Burnett, fornita dall’officina farmaceutica di Brera.
I funerali si svolgono il 29 maggio.
L’ordine di accompagnamento per il corteo che scorta Manzoni dal Comune al Duomo rispetta una regìa ferrea. Precedono il carro funebre: la Cavalleria, una prima banda militare, soldati, la Guardia Nazionale con relativa banda, gli ufficiali sanitari, le Stelline – le orfanelle milanesi – ed esponenti del clero. Lo seguono la famiglia e i parenti, il sindaco con la giunta municipale; esponenti della presidenza del Senato e della Camera dei Deputati, ministri, rappresentanti della casa reale, prefetti, sindaci, magistrati, consoli, direttori di giornale e i rappresentanti dei principali istituti di culturali italiani e dei principali istituti di beneficenza.

Il corteo funebre si snoda poi lungo il percorso che da piazza Duomo, lungo corso Vittorio Emanuele, via Monte Napoleone, via Alessandro Manzoni, via S.Giuseppe, via dell’Orso e corso Garibaldi, conduce al Cimitero Monumentale (Il Cimitero Monumentale di Milano). Ai “posti d’onore ai fiocchi del feretro” troviamo anche il principe di Piemonte e il principe Amedeo Duca d’Aosta, il Ministro degli Affari Esteri, il Primo Presidente della Corte d’Appello il presidente del Regio Istituto Lombardo di scienze, lettere ed arti prof. Francesco Brioschi.
Alessandro Manzoni viene posto in una sepoltura provvisoria: i lavori per la realizzazione del Famedio, infatti, verranno iniziati solo due anni più tardi.
Giuseppe Verdi, che lo ammirava, compone per lui la propria Messa da Requiem che dirige personalmente nella chiesa di San Marco (sempre a Milano), in occasione del primo anniversario della morte dello scrittore, il 22 maggio 1874.
(Dear friends speaking English, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
Alessandro Manzoni died in his own home on 1973, 22th May. Although not unexpected, his death caused great dismay throughout Italy.
The mayor decides on the public viewing of his body at the Town Hall; solemn funeral in the Duomo; assignment of a separate place in the Famedio of the Monumental Cemetery in Milan; the purchase of the manuscripts of his works – since then conserved in the Sala Manzoniana of the Braidense National Library in Milan – and his home.
As was often the case for illustrious 19th century personalities, Manzoni was also subjected to a process of embalming, which was carried out by seven doctors in the bedroom of his home. A hydro-alcoholic solution of zinc chloride – also known as Burnett’s liquid – supplied by the Brera pharmaceutical workshop, is used.
The procession escorting Manzoni from the town hall to the cathedral respects an iron rule. Present are: the Cavalry, some military bands, the National Guard, the Milanese orphans, the clergy, the family, the mayor, the municipal council; ministers, representatives of the royal house, prefects, mayors, magistrates, consuls, newspaper editors and representatives of the main Italian cultural and charitable institutions.
Alessandro Manzoni is placed in a temporary burial ground: work on the Famedio, in fact, will not begin until two years later.
Giuseppe Verdi, who admired him greatly, composed his own Requiem Mass for him, which he personally conducted in the church of San Marco (also in Milan) on the first anniversary of the writer’s death, 22 May 1874.