Al cimitero dei Santi Innocenti, Parigi

1200px-Saints_Innocents_1550_Hoffbauer

(Theodor Hoffbauer – Il cimitero dei Santi Innocenti intorno al 1550. 19° sec. Public domain by Wikipedia)

“Angelica non era mai andata agli Innocenti per quanto quel macabro posto fosse uno dei più popolari luoghi di appuntamento di Parigi. E vi si incontravano persino gran dame venute a fare acquisto di libri o di biancheria nelle botteghe sistemate sotto gli ossari.

Era uno spettacolo solito vedere, durante il giorno, signori eleganti andare con le loro amanti di portico in portico, allontanando indifferenti con la punta del bastone crani e ossa sparse, mentre incrociavano funerali salmodianti (…)

Qua e là v’erano grandi fosse comuni aperte, già piene a metà di corpi cuciti nei loro lenzuoli (…) Qualche stele, qualche lastra, appoggiate al suolo, indicavano le tombe di famiglie più fortunate. Ma era, quello, il cimitero dei poveri. L’aristocrazia si faceva seppellire a San Paolo (…) La croce degli Uffici, ch’era un alto crocifisso in metallo, elevato presso il pulpito, al centro del terreno, riluceva dolcemente (…)

Quel che attirava lo sguardo di Angelica (…) erano le quattro gallerie che, partendo dalla chiesa, formavano il recinto del cimitero. Quelle costruzioni, risalenti al Medio Evo, erano composte nella parte basale di un chiostro ad archi ogivali dove, di giorno, i mercanti sistemavano le loro mostre.

Ma, al di sopra del chiostro, si trovavano delle soffitte coperte con tetti di tegole che, dalla parte del cimitero, poggiavano su pilastri di legno, lasciando così degli intervalli a giorno tra i tetti e le vòlte. Tutto quello spazio era colmo di ossa (…)

La vista degli ossari l’affascinava. Non sapeva che quella macabra costumanza di ammucchiare gli scheletri era particolare di Parigi. Tutte le grandi chiese della capitale cercavano di far concorrenza agli Innocenti”.

(Anne e Serge Golon – Angelica alla corte dei miracoli. 1965, Garzanti, Milano)