Mani che benedicono fra tradizione e fantascienza

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(Ostiano, Cimitero ebraico. Tomba di Lazzaro Coen Frizzi. Foto dell’autore)

Di Paola Redemagni

Mani che benedicono. Mani che invocano benedizione e pace, che trasmettono gioia.

Le mani che benedicono, con i pollici appaiati e le dita aperte a due a due, rappresentano la prosecuzione di un gesto antichissimo riservato al gruppo sacerdotale dei Kohanim.

Per questo le troviamo sulle tombe di famiglie dal cognome Cohen o, in italiano, anche Sacerdoti, oppure su tombe di famiglie che, pur vantando una discendenza dai Cohen, hanno col tempo cambiato il cognome.

Nella tradizione ebraica il Cohen (sacerdote del Tempio) è il tramite attraverso cui la benedizione divina si trasmette alla comunità. Un rito che prima della diaspora veniva svolto quotidianamente presso il Santuario di Gerusalemme e che ora è limitato a momenti speciali, alle feste.

Espressione di religiosità antica e solenne, la benedizione sacerdotale è regolata da gesti rituali che seguono un ordine preciso, scandito minuziosamente. Ad esempio il sacerdote deve essere scalzo, gesto di rispetto che ripete quello compiuto da Mosè nell’avvicinarsi al roseto ardente attraverso cui parla la voce di Dio in Esodo 3,5, perché la terra che calpesta  è “terra che appartiene al Santo”.

Inoltre prima della benedizione il sacerdote deve lavarsi le mani, norma elementare di pulizia ma soprattutto di sacralizzazione, di purificazione del corpo e dello spirito.

Il simbolo che presentiamo oggi proviene dalla lapide appartenente a Lazzaro Coen Frizzi e si trova nel cimitero ebraico di Ostiano (CR) (Cimitero ebraico di Ostiano). L’esecuzione è raffinata: le mani sono rappresentate con grande realismo e finezza di esecuzione, presentano eleganti polsini e racchiudono una corona, anch’essa simbolo del sacerdozio.

La lapide presenta una doppia iscrizione, in lingua ebraica e in italiano.

L’iscrizione ebraica recita: “Residenza del riposo / per Eli’ezer Frizzi / dei Kohanim di Ostiano. / E’ salito in cielo il decimo (mese di Tevet) / nel giorno 4 (?) di esso dell’anno 5591. / Uomo di cuore integro e dalle mani pure (Sal. 24, 4) / nei suoi affari/ è stato misericordioso con i poveri e con gli orfani. / Tutti lo piangono, / e Dawid e Simšon, suoi figli, eressero / e inaugurarono questa lapide / come prova e in memoria / della sua giustizia.

Nella versione italiana: 20 dicembre 1830. / Qui sta Lazzaro Coen Frizzi / leale ne traffici. / Tenero fratello e padre / cui sorviverà ne conoscenti e ne poverelli / per amabili qualità / per generosi soccorsi / Davide e Sansone / figli ahi quanto dolenti!.

Esiste un piccolo mistero legato alla datazione, dal momento che nel testo ebraico la data riportata indica il 19 e non il 20 dicembre. (vedi anche: Dormono sulla collina).

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(Il dr. Spock interpretato dall’attore Leonard Nimoy. NBC Television / Public domain by Wikimedia Commons)

Infine una curiosità: se vi sembra di avere già visto questo gesto, magari in televisione o al cinema, non vi siete sbagliati. E’ l’inconfondibile saluto che il vulcaniano dr. Spock utilizza nella serie Star Trek. L’attore Leonard Nimoy, che lo interpreta, apparteneva infatti a una famiglia ebraica e ha voluto esprimere la sua appartenenza attraverso un augurio di  pace e prosperità.

Per la trascrizione dall’ebraico vedi: Il ‘giardino’ degli ebrei. Cimiteri ebraici del Mantovano, a cura di Annamaria Mortari e Claudia Bonora Previdi, edito nel 2008 dall’Editrice La Giuntina di Firenze. L’edizione del testo ebraico e la versione italiana degli epitaffi sono a cura di Mauro Perani.

(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

The blessing hands, with paired thumbs and fingers spread two by two, represent an ancient gesture reserved for the Jewish priestly group of the Kohanim. This is why we can see this symbol on the graves of families with the surname Cohen or, in Italian, also Sacerdoti. In the Jewish tradition, the priest of the Temple – named Cohen – transfers the blessing of Jahwé to the community. Before the diaspora this rite was carried out daily at the Jerusalem Temple; today is limited to special moments and to the feasts.

You can see the symbol presented today on the tombstone belonging to Lazzaro Coen Frizzi, in the Jewish cemetery of Ostiano (CR). The hands are represented with great realism, have elegant cuffs and enclose a crown, a symbol of the priesthood too. The tombstone has a double inscription: in Jewish and in Italian languages. It says: “December 20, 1830. Here lies Lazzaro Coen Frizzi, he was honest in business and a tender father and brother. He will live in the relatives memories because he was good, and in the poor ones ‘cause his charity. David and Samson, his painful sons”.

Here a curiosity. In Star Trek films and serie, Mr. Spock the Vulcan used the hands with paired thumbs and fingers spread two by two, as greeting. Leonard Nimoy, the actor who plays Mr. Spock, expressed his  belonged to a Jewish family through a greeting of peace and prosperity.