Di Paola Redemagni
Dormi sepolto in un campo di grano
Non è la rosa non è il tulipano
Che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
Ma sono mille papaveri rossi…
(F. De Andrè – La guerra di Piero)
Ignoro se Fabrizio De Andrè conoscesse la storia che lega i papaveri alla Grande Guerra ma era un uomo còlto e intelligente e non lo posso escludere.
Camminando nei cimiteri di guerra appartenenti ai paesi del Commonwealth (Cimitero di guerra di Coriano), può capitare di imbattersi in corone di papaveri artificiali, lasciate come omaggio sulle tombe dei soldati caduti.
Tra il 1915 e il 1918 i campi di battaglia europei furono interessati da una fioritura massiccia e anomala di papaveri i cui semi, particolarmente resistenti, erano sopravvissuti agli sconvolgimenti del terreno provocati dai bombardamenti e la cui crescita era favorita dai nitrati presenti negli esplosivi, che fungevano da fertilizzante.

L’immagine dei “papaveri di guerra” fu immortalata nella poesia In Flanders Fields (“Nei Campi Delle Fiandre”), scritta da John McCrae, un ufficiale canadese di stanza in Belgio, morto in servizio.
Il componimento, pubblicato in una rivista, venne letto da una professoressa americana impegnata in attività umanitarie: Moina Belle Michael, che ne rimase così colpita da pensare di adottare il papavero come simbolo per ricordare il sacrificio dei caduti. L’iniziativa ebbe tanto successo che i papaveri cominciarono ad essere venduti per usare il ricavato a favore dei reduci e delle loro famiglie.
L’usanza si diffuse poi negli Stati Uniti, in Canada, in Gran Bretagna e nei paesi del Commonwealth e si estese anche ai caduti della Seconda Guerra Mondiale.
I papaveri sono così diventati i protagonisti del Remembrance Day, che si tiene il giorno 11 novembre, in ricordo dell’11 novembre 1918, in cui cessarono le ostilità della Grande Guerra sul Fronte Occidentale, e che per questo prende anche il nome di Poppy Day, Giorno dei Papaveri.
(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
Visiting the Commonwealth War Cemeteries, sometime you can see artificial poppy wreaths, left as a tribute on the graves of fallen soldiers.
The bombings that had upset the battlefields and the nitrate from the bombs presented in the ground as a fertilizer, caused a massive and anomalous flowering of poppies on the European battlefields between 1915 and 1918.
A Canadian officer stationed in Belgium, where died on duty, wrote the poem “In Flanders Fields”.
The poem was published in a magazine and red by an American professor engaged in humanitarian activities: Moina Belle Michael, who thought of adopting the poppy as a symbol to commemorate the sacrifice of the fallen soldiers. The initiative was so successful that the poppies began to be sold for the benefit of veterans and their families. Then the custom spread to the United States, Canada, Great Britain and the other Commonwealth countries and also extended to the fallen of the Second World War.
So poppies became the protagonists of Remembrance Day, held on November 11th, in memory of November 11th, 1918, when the hostilities of the Great War on the Western Front ceased.
So the Remembrance Day also takes the name of Poppy Day.

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