Per Grazia Ricevuta

Di Paola Redemagni

La Morte, sotto forma di scheletro, spaventa i cavalli di una carrozza fino a farli imbizzarrire: la sua preda è l’uomo che giace a terra, sotto le ruote della vettura: solo l’intervento miracoloso della Madonna della Ceriola ne evita la fine.

Un’elegante signora in abito secentesco e con un rosario in mano invoca la Vergine; ha bisogno del suo aiuto: un antipatico demonio – a metà strada fra un gatto, un piccolo drago e il cane del logo dell’Agip – la tormenta ma, ora che l’intervento miracoloso è avvenuto, il demone si allontana dalla sua vittima, chiaramente indispettito nei confronti dell’apparizione celeste. Forse è il simbolo di una tentazione proibita o di un malessere psicologico.

(Monte Isola (BS), Santuario della Madonna della Ceriola. Ex voto. Foto dell’autrice)

Gli ex voto dipinti al Santuario della Madonna della Ceriola, a Monte Isola, aprono uno scorcio sulle condizioni di vita del passato: la scena più frequente rappresenta il donatore o un parente che giace a letto gravemente ammalato, spesso con il sacerdote accanto già intento a recitare il conforto al moribondo. Vediamo letti a baldacchino ricoperti di ricche stoffe oppure stanze misere. Un operaio cade da una scala, un altro si ferisce in una cava. Un contadino prega perché la sua mucca – probabilmente il suo unico avere – sopravviva ad un travaglio difficile. Sulla bella terrazza di un palazzo signorile una bambina scampa alla caduta dell’anta di una finestra.

Le tavolette in legno dipinte da artisti locali e in modi popolareschi sono 82: le più antiche risalgono al 1620 ma la maggior parte sono databili all’Ottocento e al Novecento e testimoniano la gratitudine per grazia ricevuta (spesso abbreviata nella sigla PGR) nei confronti della Madonna a cui è dedicato il Santuario che sorge sul punto più alto di Monte Isola, la bella isola che emerge dal lago d’Iseo.

(Monte Isola (BS), Santuario della Madonna della Ceriola. Ex voto. Foto dell’autrice)

San Vigilio, vescovo di Brescia, aveva fatto erigere lassù una piccola cappella alla metà del 5° secolo, per contrastare con la fede mariana il culto antico per la dea Iside. La dedica alla Vergine Maria, come simbolo della purificazione dalle superstizioni pagane.

La piccola chiesa fu anche la prima parrocchia dell’isola. Chiamata in origine “Santa Maria de curis”, diventa poi “Madonna della Ceriola”, probabilmente perché l’effigie della Madonna che sovrasta l’altare fu scolpita in legno di cerro.

La chiesa viene poi restaurata nel corso del 16° secolo: si sostituisce il vecchio tetto a capanna con una volta a botte e si aggiungono alla navata un nuovo presbiterio e due cappelle laterali dedicate a S.Fermo e a S.Giuseppe. Infine nel 1750 viene costruito il campanile.

(Monte Isola. Il panorama sul lago d’Iseo dal Santuario della Madonna della Ceriola. Foto dell’autrice)

Il Santuario oggi è lungo 23 metri, largo 7,5 metri e alto 10. Presenta un’unica navata decorata con lesene, capitelli barocchi, cornici modanate, fregi e ornamenti ed è coperta da una volta a botte riccamente affrescata con motivi architettonici e medaglioni a tema religioso. Una cupola dipinta con la raffigurazione della “Purificazione di Maria Vergine” copre il presbiterio.

La ricca cornice del 15° secolo che sovrasta l’altare maggiore in legno intagliato e dorato fu completata nel 1620 con l’aggiunta di due colonne in stile corinzio, della trabeazione e del timpano. Ospita il trittico formato dalle statue lignee della Madonna e dei Santi Faustino e Giovita.

La Madonna è particolarmente venerata dagli abitanti di Monte Isola, che dal 1836 le dedicano una processione per ringraziarla della protezione accordata contro l’epidemia di colera che aveva colpito la Lombardia.