
(Cimitero della Certosa – Sala delle Catacombe. Archivio Fotografico Museo civico del Risorgimento di Bologna)
Di Paola Redemagni
Il lavoro è di quelli sicuri e se sei fortunato puoi anche passarlo ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli. Ti danno la casa e anche la divisa: alta uniforme, con il cappello a lucerna, i guanti di camoscio e i bottoni lucenti. Certo, il concorso da superare è impegnativo: devi avere fra i 30 e i 50 anni e la cittadinanza bolognese; condotta specchiata; conoscenza e pratica di contabilità. Devi parlare correntemente il francese e anche una seconda lingua straniera e conoscere le belle arti e il latino.
C’è l’obbligo di residenza ma l’impiego è autorevole e di grande responsabilità.
In tutta Europa non ne esiste uno uguale: il Custode-dimostratore della Certosa di Bologna ha la responsabilità sulla conservazione dell’intero complesso. Custodisce i monumenti e gli oggetti d’arte; sovrintende ai ritrovamenti archeologici, conserva e cataloga i reperti, archivia i documenti, accompagna gli ospiti illustri…
Le autorità bolognesi sanno perfettamente di creare alla Certosa una realtà unica, di grande prestigio: una necropoli aperta alla città e, insieme, un museo di arte funeraria, con stanze antiquarie allestite con antichità, monumenti e lapidi sepolcrali provenienti dalle chiese e dai conventi soppressi della città.
In breve tempo la Certosa diventa uno dei luoghi più significativi di Bologna.
Per valorizzarla al meglio, la municipalità si inventa una figura apposita, a capo di tutti i dipendenti comunali che vivono all’interno della necropoli.
Sì, perché qui abitano circa 80 persone: impiegati, fossini, carrettieri, cappellani, ortolani con le loro famiglie, bambini compresi. All’interno della Certosa si coltivano orti e frutteti, si gestiscono forni e cantine, si allevano maiali e galline; si nasce, si vive, ci si innamora, si muore. Si uccide, perfino.
Nel 1826, la vittoria del primo concorso non porta bene a Raffaele Mozzoni, che viene assassinato nello stesso cimitero il 7 ottobre 1828, da Paolo e Innocenzo Perucchi, muratori: esclusi da ogni appalto dopo la pessima realizzazione della copertura del Pantheon.
Un nuovo concorso, bandito nello stesso anno, assegna il posto a Germano Sibaud, capostipite di una dinastia che per quasi un secolo sarà protagonista della vita del cimitero.
Germano Sibaud
custode dimostratore di questa necropoli
nato nel MDCCLXXX (1780) morto nel MDCCCXXXX (1840).
Qui riposa in pace.
Marcellino Sibaud suo genitore
Migrato da Briançon a Bologna
Presidente dell’amministrazione dipartimentale del Reno
Poi del tribunale di commercio
Profuse le dovizie in generosità malcorrisposte
Lasciò il figlio esempio di rassegnazione
Sostenuta da mente elevata e filosofia vera.
Chiara Pasi
Sua consorte madre amorosissima
Nata nel MDCCLXXXIX (1789) morta nel MDCCCLX (1860).
Qui attende con lui compenso al molto patire.
I figli
Posero lagrimando questa memoria.
La figura del Custode-dimostratore verrà infine abolita nel 1916.
Per questa e altre vicende legate alla Certosa di Bologna, si segnala il bel volume di Gian Marco Vidor: Biografia di un cimitero italiano. La Certosa di Bologna. 2012, Il Mulino, Bologna.