La fabbrica Promethée (Genova, Cimitero di Staglieno)

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(Gustave Moreau, Prometeo, 1868 – Public Domain via Wikipedia Commons)

Di Paola Redemagni

Nei miti classici, Prometeo ruba il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini. Per questo Zeus lo condanna ad essere incatenato a una roccia del Caucaso, mandandogli in più un’antipaticissima aquila che ha il compito di mangiargli in eterno il fegato. Non si scherza col fuoco.

Nel 1909 la fabbrica Promethée sorge poco lontana da Genova, in Val Bisagno, anche se la sede si trova in città, in piazza De Ferrari 38. Produce cartucce esplosive particolarmente sicure dal momento che, devono essere attivate solo alcune ore prima dell’utilizzo.

Il complesso si estende su 70.000 metri quadrati: otto padiglioni per lo stoccaggio delle materie prime, la miscelazione, il deposito, l’amministrazione, l’abitazione del custode.

Il 10 maggio, poco dopo le otto del mattino, un enorme boato scuote Genova. L’esplosione distrugge cinque padiglioni e danneggia seriamente gli altri edifici dello stabilimento, provocando danni e feriti nel raggio di un chilometro.

Sul luogo dell’incidente accorrono il prefetto, il sindaco, pompieri, agenti, guardie sanitarie, operai, ingegneri, due battaglioni del 75° reggimento fanteria e un plotone di carabinieri.

Impossibile stabilire le cause dello scoppio. Lo sconcerto è tanto maggiore dal momento che i macchinari non erano in funzione e che le operazioni in corso prevedevano unicamente la preparazione delle miscele, da lavorare successivamente.

L’esplosione uccide undici persone, compreso il condirettore, il capofabbrica, un brigadiere di finanza e otto operai. Il Comune di Genova si fa interprete del cordoglio cittadino donando l’area su cui erigere il monumento.

A perenne ricordo

Dei suoi collaboratori che

Addì 10 maggio 1909

Ebbero infranta la vita operosa

Da fortuita esplosione

Nella piana  del Follo a Bavar

La società Promethée

Dedica

Su area donata

Dal Comune di Genova

Ingegner Federico Risso

Condirettore

Attilio Colca capofabbrica

  • Operai –

Lungo Giovanni

Ottonello Stefano

Parodi Giovanni

  • Operaie –

Capello Apollonia

Delucchi Caterina

Ferretto Maria

Parodi Teresa

Siri Maddalena

Brigadiere finanza

Albertino Giulio

(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

In 1909, the legal headquarters of the Promethée society was placed in Genova at 38, De Ferrari square and the factory was placed in Val Bisagno, not far from the city. The factory took up 70.000 square meters and it included eight buildings: storehouses, offices, the keeper’s house.

The Promethée society produced explosive cartridges and everybody thought that this type of cartridges were as safer as possible. But it was not the true.

On 10th may, some minutes past eight a.m., a terrible explosion destroyed five pavillons and damaged the three residual buildings. The Genova Mayor, the Prefect, many firemen, policemen, doctors, engineers, workmen arrived on the place. It was quite impossible to identify the explosion causes: machineries weren’t working at that moment.

The blast killed eleven persons, including the assistant manager, the foreman, a custom officer, eight workers.

It was a terrible loss so the Genova City Council decided to offer a plot of land where to place the tomb reserved to the victims of Promethée society, in the beautiful monumental cemetery named Staglieno. On the gravestone you can read:

“On the land offered by City Council, Promethée society dedicates in eternal memory of the collaborators who lost their industrious life in the explosion at Follo plain in Bavar, on 10th may 1909. Engineer Federico Risso assistant manager, Attilio Colca foreman, the male workers: Lungo Giovanni, Ottonello Stefano, Parodi Giovanni; the female workers: Capello Apollonia, Delucchi Caterina, Ferretto Maria, Parodi Teresa, Siri Maddalena; the custom officer Albertino Giulio”.