
(Cappella Toscanini, Cimitero Monumentale di Milano. Foto dell’autrice)
Di Paola Redemagni
La cappella è un volume semplice, compatto, insieme elegante e rigoroso, solcato dalle linee sinuose di un bassorilievo che è quasi un intaglio.
Le figure si stagliano sul fondo grazie ad un uso drammatico delle ombre e dei vuoti. Figure eteree, disegnate con grazia, fra liberty, tardo simbolismo e echi della Secessione viennese.
Ma il preciso programma iconografico non parla di musica, come potremmo aspettarci, non parla di arte o di fama. Parla di assenza, di amore, di dolore.
Nel 1906 Arturo Toscanini è già il grande direttore che tutti conosciamo. Dal 1898 – a soli trentun anni – è il direttore del Teatro alla Scala di Milano, dove impone una rivoluzione nei costumi: ingresso vietato ai ritardatari, niente cappello in sala per le signore e nessuna richiesta di bis. Innovazioni volte a mettere la musica al centro dell’attenzione, anche se alimentano la fama di un carattere difficile.
Viaggia moltissimo, per portare la sua musica in tutto il mondo. Ed è dall’altra parte dell’oceano che lo colpisce il lutto terribile della morte del suo terzogenito.
Toscanini commissiona allora allo scultore Leonardo Bistolfi una cappella dove la famiglia possa riunirsi, interamente dedicata al piccolo Giorgio. Il piccolo non è mai mostrato e quella che si percepisce è la sua assenza.

(Cappella Toscanini, fronte: la nave)
Sulla fronte una nave allude al tema antichissimo del viaggio nell’aldilà, comune a tutte le popolazioni antiche, e insieme al viaggio reale che riporta il bimbo alla sua casa. Sulla parete destra è ricordata la nascita ma la culla attorno a cui danzano le fanciulle è vuota. La parete di sinistra è dedicata ai giochi dell’infanzia, ora nelle mani di angeli dalle lunghe ali.

(Cappella Toscanini: La nascita e I giochi dell’infanzia)
Sul retro una figura femminile e una maschile si abbracciano prostrati dal dolore, incorniciando un breve ricordo: Tra queste umili pareti /cinte / dai più umili segni / dell’amore e del dolore / scese prima / la piccola bara / di / Giorgio Toscanini / per le lontane vie / dell’America / portata / dall’amore dei suoi / aprendo / nel varcar questa soglia / le vie più remote / del dolore supremo / delle supreme speranze / MXMXI (1911).

(Cappella Toscanini: Il dolore)
Danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, la cappella è stata restaurata lasciandone volutamente visibili i segni, che ora fanno parte della sua storia.
Qui riposano Arturo Toscanini, sua figlia Wanda detta Walli e suo marito, il famoso pianista Vladimir Horowitz. Dal 1924 al 1926 riposò qui anche Giacomo Puccini, prima di essere traslato a Torre del Lago.
(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
The aedicule Toscanini at Cimitero Monumentale in Milano is simple and refined. His façade and his sides are carving by elegant figures: airy shapes, gracefullness, between Liberty style, late Symbolism and Viennese Secesson. But the shapes don’t celebrates the great orchestra Director and don’t illustrate Music or Celebrity: they talk about absence, love, sorrow.
In 1906 Arturo Toscanini is famous as a great orchestra Director. He travels all around the world and he is in America when his third son Giorgio dies. It’s a terrible mourning. So Arturo Toscanini ask the sculptor Leonardo Bistolfi to build and to decorate an aedicule hosting the little boy. A little building where the family can reunites.
The little son never appears but every pictures narrate something about him.
On the façade, there’s a ship carved over the entrance. it’s a very ancient symbol and it symbolizes the human journey to the afterworld. But it represent the real ship taking back the little boy in Italy, too. On the right side Giorgio’s birth is represent, but the pretty girls are dancing around an empty cradle; on the left side, some angels bring child toys.
Finally, on the back side a man hugs a woman: they are devastated by the mourning. A brief writing remembers Giorgio Toscanini and his little coffin returned from America, and how many Giorgio was loved.
During the II World War, the aedicule was damaged by the bombs and it was restored but the war signs were leaved on the walls. Today here lay Arturo Toscanini, his daughter Wally Toscanini and her husband, the famous pianist Vladimir Horowitz.