
(Tempio Crematorio. Milano, Cimitero Monumentale. Foto dell’autore)
Di Paola Redemagni
Il professor Gorini è un tipo che si impegna. Altroché se si impegna! Si impegna per trent’anni per mettere a punto il modo di conservare indefinitamente i corpi: la loro decadenza gli appare così ingiusta! (leggi anche: Paolo Gorini e la Casa dello spavento).
Alla fine, però, rinuncia. Malgrado i risultati, testimoniati dall’incredibile collezione di preparati anatomici umani e animali che si può visitare presso il Museo Gorini di Lodi: troppo lungo il processo di pietrificazione, troppo costoso. E giunge ad una soluzione alternativa per salvare i corpi dalla corruzione: distruggerli col fuoco. Rimedio forse un po’ drastico ma indubbiamente efficace per evitare “la putredine dei vermi”. E di grande attualità nel dibattito scientifico dell’epoca, impegnato a rivendicare legittimità a una via laica alle esequie (leggi: Cenere alla cenere…). Per il medico lodigiano la cremazione, tra l’altro, costituisce il sistema più decoroso per restituire alla natura gli elementi primi ed indistruttibili necessari per “fabbricare” nuovi esseri viventi.
Incoraggiato da Agostino Bertani (ricordate? L’amico di Mazzini in: Cercasi mummia disperatamente – il caso Mazzini) e dal medico Gaetano Pini, convinti cremazionisti, a partire dagli anni Settanta dell’Ottocento Gorini affronta la questione della cremazione e nel 1877 mette a punto il primo, efficiente, moderno crematoio, sperimentandolo presso il cimitero di Riolo, vicino a Lodi.
Con il suo sistema, il corpo viene sdraiato su un graticcio fornito di rotelle di scorrimento e spinto all’interno del forno. Qui viene investito orizzontalmente per tutta la sua lunghezza dalle fiamme generate da una fornace a legna sistemata dietro e sotto la testa. Una seconda piccola fornace brucia ogni residuo. Nella notte fra il 5 e il 6 settembre 1877, a Riolo, Gorini compie la prima cremazione.
Il suo sistema è un successo: finalmente la tecnologia fornisce un sistema pratico, igienico, comodo e poco dispendioso che rende accessibile la cremazione. Il sistema Gorini viene così adottato nel 1877 a Milano (arch. Carlo Maciachini), nel 1883 a Cremona (ing. Francesco Podestà), Roma (ing. Salvatore Rosa) e Varese (arch. Augusto Guidini); nel 1888 a Torino (arch. Pompeo Mariani). E perfino all’estero: nel 1887 a Parigi (cimitero del Pére-Lachaise) e l’anno seguente anche a Londra (cimitero di Woking).
(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
Professor Paolo Gorini is a very interesting person. He is a scientist, a mathematician, a geologist, an atheist and a freemason. Since 1834 he has been teaching Natural Sciences and Phisic at local High School in Lodi and in 1865 Italian Government ask him to write a study about Italian volcanos and how many dangerous they are.
But he prefers to make a lot of experiments in a laboratory placed in the deconsecrate church dedicated to S.Nicolò, named Casa dello spavento (Creepy House) by the common people. Someone thinks he is a genius, someone else thinks he is crazy.
He has a dream: to preserve the dead bodies from the decomposition. For more than 30 years, he has been testing a method to turn the dead persons in mummies, injecting chemical liquids in the bodies and making the bodies hard as rocks. The most famous person he mummifies is Giuseppe Mazzini, the Italian patriot. During the 19° century, others scientists try similar methods: they are called pietrificatori.
Gorini’s method is very expensive and needs two years to be efficacious, so he stops the experiments and tries a new way to preserve dead bodies from the decomposition: burns them by fire. In September 1877 he builds the first, modern crematorium and tests it in the Riolo cemetery, near Lodi.
Gorini’s crematorium is really efficient and many other municipalities decide to have one: Milano in 1877, (arch. Carlo Maciachini); Cremona (ing. Francesco Podestà), Roma (ing. Salvatore Rosa) e Varese (arch. Augusto Guidini) in 1883; Paris in 1887 (Pére-Lachaise Cemetery); London (Woking Cemetery) and Torino (arch. Pompeo Mariani) in 1888.
Today the Creepy House doesn’t exist but, if you like, you can see some of the anatomical parts prepared by professor Gorini in Paolo Gorini Museum at Ospedale Vecchio in Lodi.