
(Giardino della Memoria ex Parco delle Rimembranze di Merate. Foto dell’autrice)
Di Paola Redemagni
Parco della Rimembranza e Viale della Rimembranza sulla plancia del Monòpoli non li troverete.Li troverete invece in moltissime città e paesi e quest’anno raggiungono la venerabile età di 96 anni.
Era infatti il 27 dicembre 1922 quando il Ministero della Pubblica Istruzione emanava la circolare n. 73, con cui istituiva luoghi dedicati al ricordo dei caduti nella Grande Guerra.
Questa volta non si tratta di sacrari, cimiteri o ossari e neppure degli onnipresenti monumenti celebrativi. Con uno slancio di originalità si stabilisce di piantare un albero per ogni militare caduto, che ne tramandi il ricordo: ogni pianta porterà infatti una targhetta in ferro smaltato con la scritta “In memoria”, i dati del soldato (grado, nome, cognome), la data di morte e il nome della battaglia in cui è caduto.
Ogni strada o parco deve comprendere almeno 20 alberi; le specie arboree cambiano a secondo del clima, della regione, dell’altitudine. Abiti nel settentrione? Pianterai pini, querce, ippocastani. Vivi nelle regioni del centro? Saranno platani, tigli, acacie… Le regioni meridionali preferiranno invece lecci, cachi, aranci. I cipressi sono onnipresenti.

(Giardino della Memoria ex Parco delle Rimembranze di Merate, monumento ai caduti di Merate, Sabbioncello, Novate B., Sartirana B. Foto dell’autrice)
I paesi che non raggiungono il numero di caduti necessario, sono incoraggiati a concorrere insieme all’avvio dell’iniziativa.
Un’iniziativa fortemente legata al territorio, di cui si mantiene viva la memoria locale e che viene affidata per la sua realizzazione ai cittadini più giovani. Saranno infatti gli studenti delle scuole a prendersi cura delle piante, in un ideale passaggio del testimone con i giovani militari ricordati, la cui età non è troppo lontana dalla loro.
L’intento commemorativo diventa così anche educativo grazie alla trasmissione di valori da condividere.
La creazione di questi spazi pubblici aperti alla cittadinanza e di cui viene incoraggiata la frequentazione avrà un grande successo: alla data del 15 ottobre 1923 sono infatti più di mille i comuni che hanno inaugurato un Parco o un Viale della Rimembranza.
Alcuni di questi sopravvivono ancora e mantengono intatta la loro identità, gli altri, scomparsi gli elementi commemorativi, restano almeno nella toponomastica del paese.
(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
On 1922, the Italian Government decided to remember the Italian soldiers died during the I Word War with an original project, named Parco della Rimembranza (Memory Park) and Viale della Rimembranza (Memory Avenue). Every city, town and village had to provide a public space where the young students of the primary and secondary schools had to plant some trees.
In north regions they planted some pines or oaks or horse chestnuts. In the central regions they planted plane trees or lime trees or acacias. In the south regions they planted orange trees or Japanese persimmon trees. Everywhere they planted some cypresses.
Every tree reminds one died soldier: a metal identification tag mentions “In memoriam”; name, surname and the soldier’s rank; when and where he was died.
The idea met with success and one year later, in Italy, more than one thousand municipalities had a Memory Park or Avenue. Here you can see the city of Merate one (not so far from Milan).
Today some of them still exist but many others disappeared and you can only read their names on the city map.
Un pensiero su “Viali e Parchi della Rimembranza”
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