Il Monumentale di Milano 4 -Tempio Crematorio e Giardini Cinerari

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Carlo Maciachini – Cimitero Monumentale di Milano, Tempio Crematorio. Foto dell’autore.

Di Paola Redemagni

Quella che si conclude nel 1876 è una strada tutta in salita, con alleanze inedite fra medici, politici, positivisti, laici, illuministi, massoni e anticlericali e la partecipazione di esponenti diplomatici stranieri.

Da quando la pratica dell’incinerazione era stata sostituita da quella dell’inumazione, la cremazione veniva vissuta come una scelta di aperta ostilità nei confronti della Chiesa, in particolare contro il dogma della resurrezione dei corpi. E poiché il concetto di resurrezione è centrale nella religione cattolica, veniva interpretata come una critica aperta al concetto stesso di religione e di fatto spesso lo era (Cenere alla cenere…).

Ma nel 1876 nel Cimitero Monumentale di Milano viene inaugurato il primo Tempio Crematorio aperto al pubblico, donato al Comune di Milano dal nobile Alberto Keller (1800-1874).

Imprenditore nel campo tessile, durante la sua vita Keller incoraggia e sovvenziona gli studi per l’ideazione delle apparecchiature necessarie alla pratica crematoria e si prodiga per il riconoscimento della legittimità della cremazione.

Alla sua morte, avvenuta il 22 gennaio 1874, dispone di essere cremato e lascia una somma sufficiente alla costruzione di un reparto dedicato, all’interno del Monumentale. A causa delle difficoltà avanzate dalla legislazione funeraria dell’epoca, non è possibile soddisfare immediatamente la volontà testamentaria: si avviano allora i lavori per l’erezione dell’edicola di famiglia e la documentazione per ottenere l’approvazione della pratica crematoria da parte delle autorità sanitarie.

Ottenuta l’approvazione, il Tempio Crematorio viene costruito in un solo anno su disegno dell’architetto Carlo Maciachini – l’ideatore dell’intero complesso del Monumentale (Il Cimitero Monumentale di Milano) – e a due anni esatti dalla morte, il 22 gennaio 1876, Alberto Keller può essere cremato e le sue ceneri tumulate nella cappella di famiglia, eretta dal solito Maciachini nel reparto Acattolici. L’evento viene riportato con grande risalto dai giornali dell’epoca, che gli dedicano articoli e illustrazioni.

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Carlo Maciachini – Cimitero Monumentale di Milano, Tempio Crematorio. Foto dell’autore.

Il Tempio Crematorio adotta forme greco-doriche, dal momento che vuole riconnettersi anche nello stile alla consuetudine e alla tradizione antiche, quando l’unica pratica di tumulazione era rappresentata dal rogo cinerario, rivendicando così il diritto alla scelta individuale sul destino delle proprie spoglie mortali e alla legittimità della sepoltura laica. L’edificio originale sorge su un basamento cui si accede tramite una breve scalinata: all’inizio comprende il piccolo tempio centrale a pianta quadrata, affiancato da due emicicli formati da sei colonne ciascuno. L’intera struttura si presentava aperta sullo spazio circostante e solo in un secondo momento gli intercolumni vennero murati.

Nella sala centrale le prime cremazioni avvengono sopra un’ara di pietra, all’interno della quale agiscono invisibili fiammelle a gas, alimentate da un serbatoio posto nei retrostanti locali di servizio. Solo nel 1896, a seguito dei risultati ottenuti dal medico Paolo Gorini (Paolo Gorini scienziato e cremazionista (Pavia 1813- Lodi 1881))(Paolo Gorini e la Casa dello spavento) l’architetto Augusto Guidini amplia l’edificio, aggiungendo una nuova sala sul retro che ospita quattro forni, e spazi di servizio.

I forni originari, rivestiti di formelle decorate in materiale refrattario, sono ancora visibili.

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Augusto Guidini – Tempio Crematorio, particolare del rivestimento dei forni. Foto dell’autore.

Gli intercolumni, le gallerie laterali e gli spazi esterni – che prendono il nome poetico di Giardini Cinerari – ospitano urne cinerarie e loculi, con iscrizioni spesso significative come quella di Luigi Borgani:

Sottratte al ludibrio

Dei vermi

Da fiamme purificatrici

Da’ l’amore de’ suoi cari

Raccolte in quest’urna

Hanno pace eterna i resti mortali

Di Borgani Luigi

Chimico – ch’ebbe onore ed ingegno

Nato a Mantova il 25 – 12 – 1827

Morto a Legnano il 21 – 7 – 1891

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