
(Milano, Cimitero Monumentale. Tomba di Gabriella “Gaby” Angelini. Foto dell’autore)
Di Paola Redemagni
Lo so. Alla mia età le signorine di buona famiglia studiano pianoforte e danza classica, fanno la calza e cercano un fidanzato. Anche io quando è necessario so fare i golfini e i berrettini civettuoli e tutte le altre cose che una fanciulla per bene deve conoscere in ambito domestico. Ma voglio qualcosa di più. Voglio il cielo.
Ce ne ho messo di tempo a convincere papà ma adesso eccomi qui, iscritta al corso della Scuola Breda, col capo istruttore Monti. Che ridere alla prima lezione, a correre sul campo disordinatamente con la checca: il vecchio aereo pesantissimo che impedisce qualsiasi capotatura! Per prendere famigliarità coi comandi, abituarmi l’orecchio al motore, fare la mano alla giusta direzione… E per due mesi imparai i decolli, i mezzi giri, gli atterraggi, il volo cieco. E poi un giorno – finalmente – sola, in cielo! Non so dove arriverò, so che oggi sono felice: nulla mi distrae, io sono tutta e solo del volo.
Veramente al Giro di Lombardia non è andata proprio bene: sono arrivata settima e ho dovuto ingoiare la delusione. Ma mi rifarò. E allora via, per i cieli d’Europa col mio Breda 15 Italy: venticinque giorni per sorvolare la Germania, la Svezia, il Regno Unito, la Francia. Viaggio sola e per questo suscito ammirazione e stupore e mi accolgono come si fa con i personaggi importanti. Sono tutti molto carini. Mi chiamano Little Gaby e Lodoletta…

(Il diario di Gaby. 1932, Mondadori editore, Milano)
Lodoletta è pronta a spiccare di nuovo il volo, questa volta verso oriente: andrò in India. Diecimila chilometri passando per il nord Africa. Salmoiraghi, Pirelli, Allocchio e Bacchini hanno voluto offrirmi strumenti precisissimi per agevolare il mio volo, pneumatici speciali e una radio trasmittente a onde cortissime. Le carte aeronautiche me le ha spedite, con tanta cortesia, il Ministro Balbo.
Passo il mare che mi fa sempre un po’ di paura: una panne di motore e si finisce giù in bocca ai merluzzi. Monti, valli desolate, terreno rossastro. La solitudine mi pesa. Si alza improvviso dalla terra un gran vento, che vorrebbe trascinare via il mio apparecchio. So perfettamente che aviazione vuol dire pericolo, ma so anche che all’ora fissata dal Destino non si sfugge e se sta scritto che dovrò partirmene per sempre, nessuna forza potrà trattenermi. La sabbia mi scricchiola sotto i denti, gli occhi mi bruciano, ho labbra e gola arse…
6 dicembre 1932, Agenzia Stefani: “Il mattino del giorno 3, alle ore 8, l’aviatrice Gaby Angelini è partita da Bengasi diretta a Tobruk. In zona di Cirene, a causa delle nubi, l’apparecchio militare di scorta ha perduto di vista l’aviatrice e, dopo averla ricercata inutilmente ha proseguito il viaggio atterrando a Tobruk… Alle ore 14 si sono iniziate le ricerche. Ritengo che l’aviatrice, disorientata e col motore funzionante imperfettamente, avrebbe perduto quota fino a giungere sulla zona dell’Uadi-Ghelda. Manovrando forse per atterrare, il velivolo ha urtato in pieno contro il margine orientale dell’Uadi… Il motore è stato rinvenuto a circa 150 metri dall’apparecchio, che si è frantumato. La morte dell’aviatrice è stata certamente istantanea”.
Avevo venti anni. Ed ora non batte più che l’ala del mio sogno.
(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
My name is Gabriella Angelini, my relatives and friends name me “Gaby”. I am 20 and I like playing piano and dancing with young men and playing sport like tennis and riding… But I love to fly by plane, about all. So I convinced my dad to enroll me in the Breda Flight School, in Milano. For two months, I have been training by coach Monti. He taught to me to take off, to land, to change direction, to fly into the fog. Now I can fly in the sky, alone. I’m so happy!
I own a good plane: it is a Breda 15 Italy. It is a very good plane and I’m a good aviator but I was only seven at Lombardia Tour. It was a flop!
Let’s try again.
For 25 days I have been flying over Europe Coutries: over Germany and France and Sweden and Great Britain… Everybody thinks I’m really brave because I fly with no co-pilot. The colleagues name me Little Gaby and Little Lark.
Now, I would like to fly further: I would like to visit North Africa and India. Mr. Pirelli, Mr. Salmoiraghi, Mr. Allocchio and Mr. Bacchini gave me special tyres, precise equipment, a modern radio powerful and leightweight.
Let’s go, first over the sea, than over North Africa. The plane flies over the mountains, over some desolate valleis, over the desert. Wind and sand hurt my face… I know that the aviation is dangerous but I know I can’t escape the Fate too…
Gaby died on 3th December 1932, while she was flying from Bengasi to Tobruk. Her plane crashed not far from Cirene, in a place named Uadi-Ghelda. Today she lies at Cimitero Monumentale of Milano.
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