Disastro alla Bovisa. Ada Ranzini

081 - Copia

(Milano, Cimitero Monumentale. Tomba di Ada Ranzini. Foto dell’autore)

Di Paola Redemagni

Nel 1916 Ada ha diciotto anni. È una ragazza fortunata: ha un fidanzato e un lavoro.

È impiegata presso la sede milanese di una ditta americana: la Boston Blaching Company, che fabbrica colle speciali per le calzature. Lo stabilimento occupa una vasta area accanto ai binari delle Ferrovie Nord alla Bovisa, un quartiere che agli inizi del Novecento vede crescere la propria vocazione industriale, con lo sviluppo di grandi imprese come la Breda e la Pirelli, e in cui si concentra l’industria chimica, con gli stabilimenti Carlo Erba (vedi Carlo Erba, storia di un imprenditore) e Montecatini.  

Una bassa palazzina ospita la portineria, gli uffici e i locali di servizio. Un cortile la separa dai vari laboratori e magazzini, dove si trovano macchinari che lavorano elettricamente e anche a fuoco. Le scorte di benzina necessaria al funzionamento della fabbrica vengono immagazzinate in due vasti serbatoi interrati, che si estendono sotto la palazzina e quasi tutto il cortile. Praticamente, tutti siedono sopra una bomba pronta a esplodere…

Quella del 10 novembre 1916 è una mattina tranquilla: in portineria la signora Margherita Mammoli prepara il pranzo con la figlia Maddalena, che ha solo 12 anni; gli operai sono tutti al lavoro sotto la supervisione del capo operaio Angelo Radice; negli uffici lavorano il direttore tecnico Mr. A.E. Hopkins, il cassiere Edoardo Torregiani, e tre impiegate: Ada, Adele Cambieri e Giulia Slatter. Anche Giulia è una ragazza fortunata: è stata assunta solo due giorni prima.

Alle 10 iniziano le operazioni di svaso del vagone cisterna giunto la sera precedente da Savona: 15.000 litri di benzina scorrono verso le cisterne interrate della Boston Blaching, sotto lo sguardo attento del figlio più piccolo della signora Margherita, che ha 10 anni e osserva i tubi che attraversano il cortile.

Certo, il tubo di caucciù che unisce cisterna e vagone non dovrebbe correre all’esterno, dovrebbe essere interrato per evitare perdite e il rischio di uno scoppio, ma si è provveduto a mettere delle bacinelle sotto la cisterna, così da raccogliere la benzina che  filtra…

Tutto prosegue regolarmente fino alle 11.30 quando le cantine sottostanti la palazzina esplodono. Quanti si trovano ai piani superiori vengono scagliati contro il soffitto poi tutto crolla e una voragine inghiotte persone e macerie. La benzina s’incendia, la voragine arde.

La presenza di spirito del capo operaio evita che le conseguenze siano peggiori: Angelo Radice si precipita nel sotterraneo a chiudere le valvole del secondo serbatoio, isolandolo. Una quarta signorina si salva perché al momento dello scoppio, si trova al “gabinetto di decenza” per un bisogno non differibile.

Come nel caso della Fabbrica Promethée a Genova (vedi La fabbrica Promethée (Genova, Cimitero di Staglieno)), a nulla possono gli sforzi dei soccorritori: il direttore e il personale della vicina Union des gaz, il capo stazione e i ferrovieri delle Nord, i soldati della caserma Villata e i pompieri. Spento l’incendio, puntellate le strutture rimaste, i pompieri si calano alla pietosa ricerca dei dispersi. Hopkins viene riconosciuto grazie a un anello, Torregiani dalle chiavi della cassaforte appese alla cintura. Il terzo corpo è quello di Ada.

Nella foto che la ritrae sulla sua tomba al Monumentale ha capelli lunghissimi, una collana con pendente, due rose sui capelli, le stesse rose che decorano la ghirlanda in bronzo che ne incornicia il ritratto. Due lucerne a forma di vaso antico affiancano la lapide e le fiamme sembrano abbracciare la pietra: il simbolo antico del fuoco che rappresenta la vita e il fuoco della Bovisa.

“Ada Ranzini / diciottenne / perita il 10/11/1916 nel disastro / alla Bovisa. / Più vivo della fiamma / che arse il mio corpo / è intorno a voi diletti / il mio spirito custode / pregando rassegnazione”.

(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

In 1916 Ada Ranzini is 18 years old and she is a lucky girl: she has a boyfriend and she has a work in an American company, the Boston Blaching Company, in the Bovisa industrial area of Milano. The Boston Blaching Company produces special glue to paste shoes.

On 10th November 1916, the workers are in the laboratories and in the storage rooms; in the janitor’s quarters Mrs. Margherita Mammoli are cooking the lunch with her daughter Maddalena, who is 12. The factory Director Mr. A.E. Hopkins, the comptroller Mr. Edoardo Torregiani and the employees Ada Ranzini, Adele Cambieri, Giulia Slatter are working in the office.

A courtyard divides the office building  from the laboratories and the storage rooms. Under the courtyard there are two capacious tanks, where gasoline that makes the machinery works are storaged.

At 10 a.m., the workers become to decant 15000 liters of gasoline in the tanks. At 11.30 a.m. the tanks explode, the office building falls down, the gasoline sets on fire and burns everything and everyone.   

The rescuers can do nothing. Finally, the firemen look for the persons. They identify Mr. Hopkins by a ring and Mr. Torregiani by the safe keys. The third body is Ada’s one.

Ada lies at Cimitero Monumentale in Milano. In the photo on the gravestone she looks so young. She has two roses on her long hair. Two lamps are carved in the marble of the gravestone.

The epitaph says: “Ada Ranzini, 18 years old, dead on 10/11/1916 in the Bovisa disaster. My guardian soul protect you: it is more lively than the fire that burnt me. I hope resignation”.   

 

Un pensiero su “Disastro alla Bovisa. Ada Ranzini

I commenti sono chiusi.