
(Roma, Cimitero del Verano, Pincetto Vecchio. Foto dell’autore.)
Di Paola Redemagni
Arrivando a Roma col treno, lo si intravede per qualche attimo prima di entrare alla stazione Termini: un lungo muro di mattoni rossi da cui svettano i cipressi. Visto così ricorda tanto L’isola dei Morti, che il pittore svizzero Arnold Böcklin, realizza in più copie fra il 1880 e il 1886. Era fra i dipinti preferiti di Hitler, ma su questo non posso farci niente…
E in effetti il Cimitero di Campo Verano – o più semplicemente il Verano – si presenta come una sorta di città nella città, un microcosmo in cui il patrimonio artistico e monumentale si integra con quello paesaggistico, le zone più moderne con quelle più antiche, presentando un’ampia varietà di percorsi e di scenari e una planimetria variegata e complessa, dai nomi pittoreschi: Rupe Caracciolo, Altopiano Pincetto, Pincetto Vecchio e Nuovo, Monte Portonaccio…

(Arnold Böcklin – L’Isola dei Morti. By Wikipedia, GNU Free Documentation License.)
L’aspetto attuale è successivo al bombardamento che il 19 luglio 1943 devasta il quartiere San Lorenzo, ma la sua storia parte da lontano, più precisamente dall’antica Roma, perché il cimitero prende il nome dall’antico campo dei Verani, gens senatoria ai tempi della repubblica romana. Lo si incontra nei pressi di quella che oggi è la Basilica di San Lorenzo fuori le mura, lungo la via consolare Tiburtina e sorge al di sopra dell’antica necropoli romana di Santa Ciriaca.
Il cimitero viene istituito durante il regno napoleonico ma la sua costruzione si protrae per molti decenni, con alterne vicende. Il progetto iniziale è dell’architetto Giuseppe Valadier: i lavori, avviati fra il 1807 e il 1812, subiscono una prima battuta d’arresto nel 1814, quando a Roma prevale nuovamente l’uso di seppellire all’interno delle chiese. Riprendono poi negli anni Trenta, sotto il pontificato di Gregorio XVI quando, su iniziativa del cardinale Carlo Odescalchi, vengono redatte le nuove normative cimiteriali.
Consacrato nel 1835, i lavori ricevono nuovo impulso negli anni seguenti, soprattutto a seguito di un’epidemia di colera asiatico che provoca oltre 13.000 morti in città.
La sistemazione definitiva del Verano si deve alla volontà di Papa Pio IX, salito al soglio pontificio nel 1846. Deciso a dare alla città un volto nuovo e più moderno attraverso la realizzazione di grandiose opere pubbliche, affida l’incarico al suo architetto di fiducia Virginio Vespignani.

(Roma, Cimitero del Verano, particolare. Foto dell’autore.)
Vespignani costruisce la chiesa di S.Maria della Misericordia, edifica il quadriportico, avvia la sistemazione del Pincetto e della Rupe Caracciolo e nel 1880 completa l’ingresso monumentale a tre fornici, decorato dalle grandi statue della Meditazione, della Speranza, della Carità e del Silenzio.
Negli anni seguenti il cimitero viene ampliato. Fra il 1880 e il 1906, vengono aperti i reparti israelitico e acattolico e viene realizzato il forno crematorio. Nel 1928 si inaugura l’Ossario per i caduti romani della Grande guerra, progettato da Raffaele De Vico.
Con il suo patrimonio artistico e culturale, costituisce un museo all’aperto di inestimabile valore, in cui è possibile ripercorrere numerosi itinerari dedicati alla storia politica, culturale, cinematografica del nostro paese, anche se la mia storia preferita è quella dello sfortunato amore di Lilla Berenice Simpson per il conte Tenderini. (Lilla Berenice Beatrice Simpson – Roma, Cimitero del Verano)
Innumerevoli le personalità che vi sono sepolte, di cui ricordiamo, a solo titolo esemplificativo: la famiglia Garibaldi, Goffredo Mameli, i Presidenti della Repubblica Giuseppe Saragat e Giovanni Leone; i politici Giulio Andreotti, Giorgio Almirante, Giuseppe Di Vittorio, Nilde Iotti, Pietro Nenni, Palmiro Togliatti; la pedagogista Maria Montessori; il direttore d’orchestra Giuseppe Sinopoli, gli scrittori Sibilla Aleramo, Grazia Deledda, Natalia Ginzburg, Alberto Moravia; i poeti Giuseppe Gioacchino Belli, Trilussa, Giuseppe Ungaretti, Gianni Rodari; gli artisti Giacomo Balla, Mariano Fortuny, Alberto Savinio; l’architetto Marcello Piacentini; gli attori Vittorio Gassman, Eduardo e Peppino De Filippo, Vittorio De Sica, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni, Isa Miranda, Ettore Petrolini, Alberto Sordi, Raimondo Vianello; i registi Sergio Corbucci, Nanny Loi, Roberto Rossellini; il giornalista Paolo Frajese, il cantante Rino Gaetano.
Aderisce all’Association of Significant Cemeteries in Europe.