
(Francesco Corni, Disegno ricostruttivo del mausoleo imperiale di San Vittore al Corpo. In: “Immagini di Mediolanum. Archeologia e storia di Milano dal V secolo a.C. al V secolo d.C. 2007, Comune di Milano)
Di Paola Redemagni
Gli scavi per la costruzione di metropolitane, parcheggi o nuovi edifici, bilanciano un discreto disagio con l’opportunità di aprire cantieri archeologici che gettano nuova luce sulle conoscenze del nostro passato. A Milano si sapeva della necropoli romana sottostante piazza San Vittore. L’antico cimitero era cresciuto attorno ad un mausoleo imperiale romano databile al 4° secolo d.C., demolito alla fine del Cinquecento durante i lavori di risistemazione della piazza condotti secondo il progetto dell’architetto Galeazzo Alessi, quando i frati Olivetani titolari della chiesa e del monastero di San Vittore al Corpo avevano deciso di costruire una nuova chiesa, più imponente, rovesciandone l’orientamento e costruendo così la facciata direttamente sulla piazza, dove in origine si trovava l’abside. I resti del recinto murario che proteggeva il mausoleo ed alcune tombe sono ancora visibili all’interno dei chiostri dell’adiacente Museo della Scienza e della Tecnologia e presso il vicino Istituto Buon Pastore.

(Anonimus Fabriczy, disegno della chiesa di S.Vittore al Corpo e del mausoleo imperiale prima della demolizione. 1570 ca, Staatsgalerie, Stoccarda)
Il mausoleo doveva assomigliare molto al sacello di S.Aquilino che si trova presso la chiesa di San Lorenzo in corso di porta Ticinese: un edificio ottagonale, rinforzato sugli spigoli da lesene angolari e aperto nella parte superiore da arcate. Lo spazio interno era scandito da una successione di nicchie rettangolari e semicircolari separate da colonne e presentava una ricca decorazione in marmo e mosaico. Il mausoleo accolse probabilmente le tombe della famiglia degli imperatori Valentiniani, da Graziano a Valentiniano II, quando Milano era capitale dell’Impero Romano. L’intera area mantenne poi la sua destinazione cimiteriale fino al 16° secolo.
Ma nessuno era preparato a quanto sarebbe emerso durante gli scavi preliminari per la realizzazione della linea 4 della metropolitana: impiantato il cantiere, sollevata la pavimentazione, iniziato lo scavo, a poche decine di centimetri dalla superficie sono emersi teschi, ossa, interi scheletri perfettamente conservati. Una grande fossa comune da cui gli archeologi hanno recuperato circa 400 corpi, Un sito di grande interesse: l’assenza di corredi, indumenti, lenzuola funebri o ornamenti ha complicato non poco l’interpretazione del sito e delle circostanze legate all’inumazione; i corpi non presentavano segni evidenti di violenza – escludendo così l’ipotesi di un eccidio – e neppure tracce di calce, sicuramente presenti in caso di epidemia. La mancanza poi di simboli religiosi ha escluso che si trattasse di una sepoltura riservata ai religiosi del convento. Qui è stato attestato il ritrovamento del primo caso di tubercolosi della città ma anche la presenza di numerosi teschi con lesioni contusive, forse oggetto di esecuzioni capitali. Al di sotto degli scheletri sono infine emerse le tombe della necropoli romana: lastricate in cotto, con copertura alla cappuccina, alcune ancora occupate dai proprietari.

(Lo scheletro del cavallo emerso presso gli scavi della necropoli di S.Vittore al Corpo, Milano)
Mancava ancora la sorpresa maggiore: lo scheletro – intatto e perfettamente conservato – di un cavallo, il primo caso di sepoltura equina rinvenuta a Milano. Fatto di per sé insolito, avvenuto in un’area di prestigio. La mancanza di qualunque oggetto o bardatura mantiene intatto il mistero.
Gli scavi sono stati condotti da Impregilo insieme con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano, M4 spa, MM spa. Tutti gli scheletri sono ora affidati al Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano, per essere studiati e catalogati. I ritrovamenti e la loro storia sono stati oggetto della mostra “Viaggio nel tempo”, ospitata nell’estate 2019 presso il Museo Archeologico di Milano.
(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
In Milano, one of the construction sites for the line 4 of the city underground was placed in S.Vittore square, just in front of the Science and Technology Museum.
During the 4th century, this area was occupied by an ancient Roman necropolis, grown up all around an imperial mausoleum owned to the Valentiniano family.The mausoleum was demolished during the renovation of the square, carried out according to the project of the architect Galeazzo Alessi, at the end of the 16th century. Today, the remains of the walls protecting the imperial building and the near cemetery and some tombs are still visible inside the cloisters of the Museum.
So, when the construction site started, everyone expected to find more Roman tombs. Instead, raised the pavement, a few tens of centimeters from the surface emerged perfectly preserved skulls, bones, entire skeletons. A large mass grave from which archaeologists recovered about 400 bodies.
There were no objects or sudarium or clothes or jewels on the skeleton, so it was really difficoult to date the bones.
The bodies didn’t show signs of violence – thus excluding the hypothesis of a massacre – and not even traces of lime, certainly present in the event of an epidemic. Then, the lack of religious symbols excluded that it was a burial reserved for the religious of the nearby S. Vittore convent.
Finally, the tombs of the Roman necropolis emerged beneath the skeletons.
But the biggest surprise was the discovery of the skeleton of a horse, intact and perfectly preserved: the first case of equine burial found in Milan. The lack of any object or harness keeps the mystery intact.