I Gigli del Cielo. Monumento Elisi

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(Milano, Cimitero Monumentale. Francesco Penna, Monumento Elisi)

Di Paola Redemagni

L’angelo ha già spiegato le ali ed è pronto a spiccare il volo, il bel viso rivolto al cielo. Fra le braccia stringe con delicatezza una bimba che ha raccolto dal suo lettino, i piedi scalzi, la camiciola leggera. Ma lei con quel bellissimo angelo non ci vuole andare e tenta di liberarsi dal suo abbraccio, il visetto contratto nello sforzo. Vuole rimanere con i suoi genitori, nell’albergo che papà possiede in Corso Vittorio Emanuele, con i suoi saloni splendenti e i signori eleganti che hanno sempre per lei una parola gentile. Vuole continuare a studiare e giocare con le amiche e scegliere il coloro dei fiocchi da intrecciare ai capelli. Dopotutto, ha solo nove anni…

Ma tutto questo non è più possibile: l’angelo sta per spiccare il volo, lasciando la terra e il campo di gigli ai suoi piedi, per raggiungere la luce eterna che già splende intorno a loro nel mosaico dorato punteggiato di stelle. E non importa se ti chiami Ettore Elisi, se sei cavaliere del lavoro, se sei il proprietario dell’Hotel Francia, a Milano: sei solo un padre disperato e non puoi far altro che salutare la tua bimba e consolarti con le lettere e i telegrammi e i fiori. E commissionare a un bravo scultore un monumento che parli della sua assenza e del tuo dolore.

I Gigli del Cielo è il nome del bellissimo gruppo scultoreo commissionato nel 1916 da Ettore Elisi allo scultore Francesco Penna (Napoli 1865 – Milano 1927), per la propria famiglia e per ricordare la figlia Adriana, morta il 29 settembre 1913 dopo una lunga malattia (leggi anche: Non è un paese per bimbi).

Il gruppo in marmo bianco di Carrara poggia su una base rivestita in pietra di Chiampo.  Lo stile tardo liberty dona alla composizione leggerezza ed eleganza; le linee fluenti e il moto ascensionale dell’angelo contrastano con il forte realismo con cui è ritratta la piccola Adriana e con la torsione con cui si esprime tutta la resistenza che può opporre al suo destino. Ai loro piedi, i gigli assumono il duplice significato di fiore simbolo di purezza e innocenza –  spesso associato alla giovane età del defunto – e di fiore funebre che annuncia la “pallida mors”. Sicuramente una delle opere liberty più belle e toccanti del Monumentale.

(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

The angel has turned his beautiful face to the Heaven, he has spread his wings.  and now he is ready to fly. He has picked up a little girl from her bed. But the girl doesn’t want to go with the beautiful angel and tries to made herself free from his embrace, the little face contracted in the effort. She wants to stay with her parents, in the hotel that her dad owns in Corso Vittorio Emanuele, in Milano. She wants to study and to play with her friends and choose the colored bows to put in her hair. After all, she is only nine…

But it’s impossible: the angel is leaving the earth and the field of lilies at his feet, to reach the eternal light, shining in the golden mosaic dotted with stars behind them. And it doesn’t matter if your father is Ettore Elisi, owner of the Hotel Francia: now Mr. Elisi is just a desperate father who console himself commissioning a monument showing his pain.

In 1916 Ettore Elisi commissioned by the sculptor Francesco Penna (Naples 1865 – Milan 1927) “I Gigli del Cielo”: a beautiful sculptural group for the family grave at Cimitero Momumentale in Milano, remembering his daughter Adriana, who died on September 29, 1913 after a long illness.

The sculptural group, is graven in white Carrara marble in a late liberty style. The flowing lines of the angel contrast with the little girl, who resists to her mortal destiny. At their feet, the lilies represent a symbol of purity and innocence – often associated with the young age of the deceased – and funeral flower that announces the “pale mors”. Certainly one of the most beautiful liberty sculpture at the Monumentale.