Ospiti illustri a Musocco: Evìta Peròn

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(Autore sconosciuto. “Evita acclamata dai descamisados” in: “La fotografía en la historia argentina”. Public domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10217243)

Di Paola Redemagni

Seppure meno famoso del Cimitero Monumentale di Milano, sono molte le storie che il cimitero di Musocco racconta (Cimitero Maggiore di Milano. Musocco).

Una, quella della bellissima Emma Vecla – all’anagrafe Adrienne Telmat, prima interprete in Italia della Vedova Allegra di Lehàr – l’abbiamo già raccontata. (La vera storia della Vedova Allegra)

Ma un’altra famosissima dama è stata ospite in questi campi, seppure in gran segreto. Si tratta di Eva Maria Ibarguren Duarte de Perón: per tutti Evìta Peròn, moglie del Presidente dell’Argentina Juan Domingo Perón. Quella a cui è dedicato il musical, per intenderci.

Nata nel 1919 in uno sperduto paesino della Pampa argentina, figlia illegittima di un piccolo proprietario terriero, appena adolescente fugge per cercare fortuna a Buenos Aires, nel mondo dello spettacolo. Bella e comunicativa, raggiunge il successo come attrice radiofonica e nel 1944 incontra Juan Domingo Perón, all’epoca sottosegretario al Ministero del Lavoro, che sposa nel 1945. L’anno seguente Peròn vince le elezioni, diventando presidente della nazione.

Peròn ha 24 anni più di lei ma insieme formano una coppia carismatica. Eva gestisce l’immagine del marito, mantiene buoni rapporti con la Chiesa cattolica e si prodiga a favore della classe operaia, dell’occupazione femminile, dell’infanzia, dei sindacati dei lavoratori, dei ceti più bisognosi, tanto da essere definita il “capo spirituale della nazione”.

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(La Prensa: Cortejo fúnebre de Evita. Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1435714)

Quando nel 1952 muore per un tumore a soli 33 anni, Evìta getta nello sconforto l’intera nazione: viene proclamato un mese di lutto nazionale e il suo corpo imbalsamato viene esposto per giorni in una bara di vetro. Si stima che ai suoi funerali abbiano partecipato 3 milioni di persone.

Quando nel 1955 Peròn viene destituito, temendo per le spoglie della moglie, ne organizza in gran segreto il trasferimento all’estero. Dopo una serie di spostamenti, Evìta arriva in Italia e viene seppellita al Cimitero Maggiore di Milano il 13 maggio 1957, campo 41 spazio n.86, sotto il falso nome di Maria Maggi de Magistris.

Nel 1970 Peròn ne organizza il trasferimento in Spagna, presso la villa di Madrid in cui trascorre il suo esilio e nel 1974, al momento del suo rientro in Argentina, la porta nuovamente a Buenos Aires, dove Evìta trova finalmente riposo al cimitero della Recoleta, nella tomba della famiglia Duarte.

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(Anders Pearson – Buenos Aires, Tomba di Eva Peron al cimitero “La Recoleta”. https://www.flickr.com/photos/thraxil/38979861/, CC BY-SA 2.0, by Wikimedia Commons)

Ma intorno alle peregrinazioni di Evìta è sorta un’altra storia, meno nota: si racconta che per proteggere il corpo da eventuali ritorsioni messe in atto dagli avversari politici di Peròn, ne siano state realizzate delle copie, in numero variabile da una a venticinque, sepolte in luoghi differenti, in Argentina e altrove. A Milano sarebbe quindi giunto solo un simulacro e la vera Evìta sarebbe tuttora sepolta nel cimitero napoleonico di Sforzatica, un piccolo paese vicino a Dalmine, nella bergamasca, sempre con il nome di Maria Maggi de Magistris.

(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

The Cimitero Maggiore of Musocco in Milano (Cimitero Maggiore di Milano. Musocco.) housed a famous lady, though in a great secrecy: Eva Maria Ibarguren Duarte de Perón, alias Evìta Peròn, wife of Juan Domingo Perón, President of Argentina.

Evita was born in a remote village of the Argentine Pampas, in 1919. She was an  illegitimate daughter of a small landowner. When she was a teenager, she left her village seeking his fortune in Buenos Aires. She was beautiful and communicative, so she had success as a radio actress. In 1945 she married Juan Domingo Perón, who was  undersecretary of the Ministry of Labor, at that time. The following year, Peròn becoming the President of Argentina.

She was really loved by people so, when she died in 1952 at the age of 33, national mourning was proclaimed and her body was embalmed and displayed in a glass coffin for many days.

In 1955 Juan Peròn was dismissed and escaped in a foreign country but, fearing for his wife’s remains, he organized to transfer abroad Evìta’s body secretly. On May 13th, 1957, Evìta’s body arrived in Italy and was buried in the Maggiore Cemetery in Milan, field 41 space n.86, under the false name of Maria Maggi de Magistris.

In 1970, Peròn organized her transfer to Spain, at the villa in Madrid where he was spending his exile. Finally, when he returned to Argentina in 1974, brings Evìta back to Buenos Aires with him. Here she finally finds rest at the Recoleta cemetery, in the Duarte family tomb, where she still stands today.But there is another story about Evìta’s body pilgrimage, less known: the story tells that Peròn – to protect the wife’s body from political opponents – ordered to do many dummies similar to Evìta, ranging in number from one to twenty-five copies, and ordered they were buried in different places, in Argentina and elsewhere. According this legend, only a simulacrum would have arrived in Milan.