Cimitero Ebraico di Alessandria (GECE 2020)

Di Paola Redemagni

(La pubblicazione delle foto è resa possibile per concessione della Comunità ebraica di Torino, che si ringrazia per l’aiuto e la consulenza).

Il 6 settembre 2020, in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, sono stati molte le visite organizzate alla scoperta dei luoghi legati alla vita, alle tradizioni e alla religione israelitiche. Fra questi, erano numerosi i cimiteri (vedi anche http://Cimitero ebraico di Ostiano): alcuni visitabili abitualmente, altri solitamente chiusi. Ho visitato quello di Alessandria.

La comunità ebraica di Alessandria era una delle più importanti in Piemonte. La sua presenza in città è attestata fin dal 1490, quando è attivo un primo banco di prestito. Nel 1685 gli ebrei sono 222: in un’Europa che oscilla fra ospitalità e intolleranza, sono le peregrinazioni delle famiglie a determinare la crescita o la diminuzione delle diverse comunità.

In origine il cimitero ebraico si trova vicino a Porta Marengo, non lontano dall’attuale Piazza d’Armi ma quando, a seguito delle leggi napoleoniche, viene costruito il Cimitero Urbano, questo viene dotato di un reparto riservato ai cittadini israeliti: una lapide murata ricorda gli ospiti del precedente insediamento.

(Alessandria, Cimitero Ebraico. Lapide a ricordo dell’antico cimitero di Porta Marengo. Foto dell’autore)

Il cimitero ebraico di Alessandria costituisce oggi una sezione separata del cimitero urbano ottocentesco. Si sviluppa per 200 metri in lunghezza e 50 in larghezza lungo il fronte settentrionale e presenta pianta rettangolare e una sequenza ordinata di tre campi: realizzati a partire dal versante orientale, sono denominati rispettivamente “Antico reparto”, “Vecchio reparto” e “Nuovo reparto”. I documenti alludono alla presenza, in passato, di una tettoia utilizzata per la sosta del feretro prima della sepoltura, che oggi non è più presente.

Il reparto più antico viene ampliato con un secondo campo a partire dal 1873. In questa occasione vengono aperti anche due ingressi sul lato nord e sul lato est, oggi murati: in corrispondenza di quest’ultimo, sul lato interno del cimitero urbano è ancora possibile leggere la scritta “Cimitero Israelitico”. 


(Alessandria, Cimitero Ebraico. Ingresso monumentale. Foto dell’autrice)

L’accesso avviene oggi attraversando il camposanto comunale e un portale di mattoni rossi sovrastato dal simbolo della Menorah (leggi anche: http://E luce fu…): l’ingresso monumentale esterno sormontato dalle Tavole della Legge, con l’ampio muro curvilineo, le ali protese verso il visitatore e sovrastate alle due estremità da due grandi anfore, viene infatti utilizzato solo in occasione delle cerimonie di sepoltura. Nel 1936 si realizza il terzo ampliamento su progetto dell’ingegnere Umberto Sacerdote, ignorando che di lì a poco si sarebbero abbattute sulla comunità le leggi razziali del 1938 e la Shoà.

I tre campi presentano lapidi e cippi, a terra o murati lungo i muri perimetrali. Molti recano le 5 lettere ebraiche T.N.TZ.B.H. della preghiera Tehì Nafshò (Nafshàh per le donne) Tzerurà Bitzròr Hachayìm: “Sia la sua anima legata nel fascio della vita”.


(Alessandria, Cimitero Ebraico. Vecchio reparto. Foto dell’autrice)

Sono presenti lastre semplici, con scritte sia in lingua ebraica che italiana: quando si trovano entrambe, talvolta, nelle lapidi più antiche, la facciata principale reca l’iscrizione ebraica mentre quella in italiano si trova sul retro, preceduta dalla parola “Versione”, che ne rende manifesto il carattere di traduzione.

Molte sono decorate con i simboli della tradizione ebraica (la stella di Davide, la Menorah, la mano benedicente) e classica  (la clessidra o la sfera alate (leggi anche: http://Clessidre alate), l’uroburo (leggi anche: http://Serpenti e falene), la ghirlanda, le torce rovesciate), altre presentano invece una forma e un apparato decorativo più complesso. Tutte raccontano di una comunità ben integrata con il resto della popolazione.

Ma anche se la cultura ebraica prescrive tombe semplici e interrate, per ricordare a tutti l’uguaglianza di fronte alla morte, il cimitero ebraico di Alessandria è ricco di sorprese. Ve le racconterò la prossima volta… (leggi anche: Un cimitero pieno di sorprese).

(Tutte le informazioni storiche sono tratte dal volume: Carmen Ugo e Aldo Perosino – Il cimitero ebraico di Alessandria. 2014, Edizioni dell’Orso, Alessandria)

(Dear friends speaking english, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write english post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistake in the articoles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)

The Jewish community of Alessandria was one of the most important in Piemonte, an Italian region, where a Jewish community has been living since 1490, at least. Originally, the Jewish cemetery was near Porta Marengo (Marengo Gateway) but, after Napoleonic laws forbidding the burial into the cities, a new urban cemetery was established, called Cimitero Urbano.

A departement was reserved for Jewish citizens: a commemorative plaque walled in the new cemetery commemorates the guests of the previous settlement.

The Jewish cemetery develops for 200 meters in lenght and 50 in width; it present a rectangular plan and a sequence of three fields, respectively called “Ancient department”, “Old departement”, “New departement”. The entrance used regularly is located in the Cimitero Urbano. There is a mail entrance too: a gate opening in the middle of a large curvilinear wall, just in front of the countryside. It’s surmonted by a majestic portal decorated with the Tables of the Law but it’s used during the burial cerimonies only. There are tombstone and stones on the ground or walled up along the perimeter walls,
written in both Hebrew and Italian. You can read five letters on some of them: ת’נ’צ’ב’ה’ (T.N.TZ.B.H. from the prayer Tehì Nafshò (or Nafshàh) Tzerurà Bitzròr Hachayìm).

Many symbols of the Jewish tradition (the King David’s Star, the Menorah, the blessing hands) and of the classic one (the hourglass, the winged sphere, the urobur, the garland, the upside down torches) decorate many tombs.

The Jewish Cemetery of Alessandria is full of surprises but I’ll tell you this story next. (Un cimitero pieno di sorprese).