
Nel 1816 Parma ha una Duchessa, una corte, un’Accademia di belle arti, un Museo di antichità ma non ha un cimitero. La questione si pone in tutto il suo splendore allo scoppio dell’epidemia di tifo che devasta la città alla fine di quell’anno. Fino a quel momento, infatti, le sepolture avvenivano come sempre all’interno delle chiese cittadine e nei sepolcreti comuni annessi, e questo contribuiva a mantenere il morbo in città.
Del problema, non più rinviabile, si occupa Maria Luigia, seconda moglie di Napoleone e, dall’11 aprile 1814, Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla. Figlia primogenita dell’Arciduca Francesco d’Asburgo, viene insediata nel Ducato dopo la caduta di Napoleone, con lo scopo di accresce l’influenza austriaca nella penisola e di creare uno stato-cuscinetto contro la libera circolazione delle idee rivoluzionarie.
Maria Luigia porta a Parma la propria corte: sotto di lei il Ducato gode trent’anni di relativa tranquillità. Promulga un codice civile piuttosto avanzato per l’epoca e interviene sulla città dandole il suo volto neoclassico. Ama e protegge le arti: sostiene l’orchestra ducale, la Biblioteca, la Pinacoteca.

Con un rescritto sovrano, il 13 febbraio 1817 istituisce un cimitero moderno: inizialmente destinato ad ospitare i defunti per contagio, diviene poi il cimitero del Comune di Parma, riservato a cattolici e acattolici.
Il nuovo cimitero della Villetta entra in funzione a partire dal mese di aprile. Prende il nome dal sito scelto per la sua costruzione: un’area agricola posta fuori Porta S.Francesco, in località San Pellegrino, su cui sorgeva una villa destinata allo svago degli ospiti che in città frequentavano il Collegio dei Nobili. La proprietà si trovava a circa mezzo miglio dalla città ed era collegata a Parma da una strada praticabile in ogni stagione. Una posizione ideale, che avrebbe assicurato una agevole frequentazione del luogo.
La progettazione viene affidata a Giuseppe Cocconcelli, già progettista di edifici e opere idrauliche nel parmense. I modelli a cui la Duchessa e il progettista guardano, sono quelli della Certosa di Bologna e del Camposanto di Pisa (Il Campo Santo di Pisa: un modello a cui guardare). Cocconcelli progetta una struttura semplice e unitaria: quadrata esternamente, presenta all’interno una corte ottagonale porticata, completata da un ingresso monumentale e dalla cappella.
I portici contano 156 campate con arco a tutto sesto, distinte fra loro da pilastri: sono destinate alle confraternite religiose e laiche, alle casate nobiliari, ai personaggi meritevoli. Ad ogni campata corrisponde una cripta sottostante, destinata alle inumazioni. Per non gravare sul bilancio comunale, fin da subito si coinvolgono nel progetto i privati, che prenotano gli spazi, facendosi carico della relativa spesa per la costruzione.
Sul fronte, un’epigrafe in latino recita: Per volontà della nostra sovrana augusta Maria Luigia , figlia dell’imperatore, fu concesso per pubblica utilità ai cittadini e ai forestieri in attesa della resurrezione un luogo di sepoltura chiuso si ogni lato, nell’anno 1817. (La traduzione è tratta dal volume di Alice Setti “Tu che ti soffermi e leggi…”. Il cimitero della Villetta e le sue memoriae nella Parma di Maria Luigia. 2010, Monte Università Parma Editore, Parma.)

L’ospite più famoso è certamente Niccolò Paganini (La tomba di Niccolò Paganini (1782-1840) al Cimitero monumentale della Villetta a Parma) ma sono molti i musicisti e i compositori come Augusto Migliavacca (Mazurka immortale. Il monumento Migliavacca alla Villetta di Parma) o Cleofonte Campanini (un’opera visionaria alla Villetta di Parma) e i direttori d’orchestra. In tempi più recenti ricordiamo il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, l’imprenditore Pietro Barilla e l’attrice Paola Borboni.
La Villetta è protagonista anche di un curioso gemellaggio con il cimitero Maggiore di Musocco, a Milano: dal 1968 ospita infatti la grande scultura in bronzo Partigiano fucilato di Marino Mazzacurati, una cui copia è stata posta nel 1996 a completamento del Campo della Gloria del cimitero milanese (Musocco – Campo della Gloria).
La Villetta di Parma aderisce all’Association of Significant Cemeteries in Europe.