Al servizio di Sua Maestà

Coriano, cimitero di guerra. Foto dell’autore.

Di Paola Redemagni

Al servizio di Sua Maestà Britannica non troviamo soltanto Bond, James Bond. Troviamo il Royal Tank Regiment, l’unità di carri armati più antica del mondo, costituita nel 1916 durante la Grande Guerra. L’emblema presenta un carro armato stilizzato racchiuso in una corona di alloro; il suo motto è: “Fear naught” (Nessuna paura).  

Royal Tank Regiment. Foto dell’autore.

Al servizio di Sua Maestà Britannica troviamo anche la Royal Artillery che, fondata nel 1716, nel 1945 riunisce più di un milione di soldati in oltre 1000 reggimenti. L’emblema rappresenta un cannone e il cartiglio con il motto latino “Ubique quo fas et gloria ducunt” (Ovunque conducono il giusto e la gloria).

Royal Artillery. Foto dell’autore.

Il Lincolnshire Regiment sfoggia una sfinge e una croce latina, per ricordare di aver combattuto contro Napoleone in Egitto (1792-1802); i North Irish Horse Royal Armoured Corps inalberano l’arpa celtica e i Gurkha Rifles, fucilieri dell’esercito britannico reclutati in Nepal, due kukri incrociati, l’arma tradizionale simbolo dei Gurkha. Il loro motto recita: “Meglio morire che essere un codardo”.

Lincolnshire Regiment. Foto dell’autore.
North Irish Horse Royal Armoured Corps. Foto dell’autore.
Gurkha Rifles. Foto dell’autore.

La lancia affiancata da due fulmini rappresenta i RECCE corps – Reconnaissance Corps – i corpi di ricognizione, formati nell’aprile 1941 e sciolti nell’agosto 1946, fondamentali nel raccogliere le informazioni tattiche vitali prima di un’azione. Il loro motto recita: “Only The Enemy In Front” (Di fronte solo il nemico). E troviamo le tante, troppe, foglie d’acero che ricordano i soldati canadesi…

Reconnaissance Corps. Foto dell’autore.

I cimiteri di guerra si presentano come un grande archivio dei principali corpi alleati che hanno contribuito alla liberazione dell’Italia. Al posto dei fascicoli, troviamo lapidi uniformi per forma e dimensione. Ogni lapide misura 30 pollici (76 cm) in altezza, 15 pollici (38 cm) in larghezza e 3 pollici (7,6 cm) in spessore: portano inciso l’emblema nazionale o il distintivo del reggimento, il numero di matricola, il rango, il nome, l’unità, la data di morte e l’età del caduto, un simbolo religioso e una dedica dettata dai parenti. Nessuna fotografia.

A stabilire le regole che uniformano in tutto il mondo i cimiteri di guerra appartenenti al Commonwealth, è la Commonweath war greaves commission, che si prende cura dei soldati caduti durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. Finanziato da sei governi membri, si occupa di cimiteri in 23.000 località in tutto il mondo.

La foglia d’acero che contraddistingue i soldati dell’esercito canadese. Foto dell’autore.

La commissione è frutto dell’impegno di Fabian Ware, comandante di un’unità mobile della Croce Rossa britannica sul fronte occidentale, nel 1914. Sotto la sua guida, la sua unità iniziò a registrare e prendersi cura di tutte le tombe che trovavano. Nel 1915, il loro lavoro fu riconosciuto ufficialmente dal War Office e incorporato nell’esercito britannico. Il 21 maggio 1917 fu istituita la Commissione Imperiale delle tombe di guerra.

Tre dei più eminenti architetti dell’epoca – Sir Edwin Lutyens, Sir Herbert Baker e Sir Reginald Blomfield – furono scelti per progettare e costruire i cimiteri e i memoriali, ispirati all’idea di uguaglianza, mentre consulente letterario per le iscrizioni commemorative fu nominato Rudyard Kipling, l’autore de “Il libro della giungla”.