Monumento Morgagni – Manlio Morgagni, presidente della Stefani

Di Paola Redemagni

Colpisce gli occhi e la fantasia la tomba Morgagni al Cimitero Monumentale di Milano (Il Cimitero Monumentale di Milano): con l’acceso cromatismo dei suoi mosaici blu e azzurri, le figure allegoriche che paiono danzare,  il ritmo ascendente così incalzante. Vi riposa Tullo Morgagni, giornalista sportivo, grande appassionato di aeronautica e di ciclismo, fra gli ideatori della Milano-Sanremo (1907) e del Giro d’Italia, insieme con i familiari. (Monumento Morgagni – Tullo Morgagni, giornalista)

Fra questi il fratello Manlio Morgagni, giornalista, dal 1914 direttore amministrativo del quotidiano Il Popolo d’Italia, a cui era stato chiamato dallo stesso Benito Mussolini, e fondatore del mensile Rivista illustrata del Popolo d’Italia. Era con Mussolini anche il 23 marzo 1919 in piazza San Sepolcro, a Milano, quando furono fondati i Fasci di combattimento.

(Milano, Cimitero Monumentale. Enzo Bifoli, tomba Morgagni. Foto dell’autrice)

Ma Manlio Morgagni fu soprattutto il potente presidente dell’Agenzia Stefani, la prima moderna agenzia di stampa in Italia, nonché voce ufficiale del Regime.

L’Agenzia telegrafica Stefani era stata fondata a Torino nel 1853 dal giornalista Guglielmo Stefani, con l’appoggio del conte Camillo Cavour.

Dopo la morte di Stefani – avvenuta nel giugno 1861 – il destino dell’agenzia si era legato a quello di Francesco Crispi, che aveva utilizzato la Stefani per influenzare la stampa nazionale e contrapporre la versione italiana dei fatti alle notizie diffuse dalle agenzie estere. La progressiva dipendenza dell’agenzia dal governo sabaudo prima e dal Regno d’Italia poi, ne avevano fatto uno strumento sempre più politico.

Nel 1920 un accordo stipulato con il governo affidava all’agenzia il compito di distribuire le informazioni ufficiali alla stampa, ai prefetti e agli uffici governativi: da quel momento la nomina del direttore viene sottoposta all’approvazione del governo.


(Cronisti dell’Agenzia Stefani nella redazione di Roma. In primo piano, al centro, il presidente Manlio Morgagni
Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=2807687)

A dirigere l’Agenzia Stefani Mussolini chiama, nella primavera del 1924, l’amico Manlio Morgagni, che ne diviene il presidente nel dicembre 1925.

Sotto la sua guida la “Stefani” diventa una potente arma di propaganda e conosce un notevole sviluppo che la porta ad avere nel 1939 ben 48 uffici in Italia e nel mondo e un organico di 326 corrispondenti. Pur rimanendo formalmente indipendente, si pose totalmente al servizio del regime, di cui celebra i trionfi e, qualche volta, le tragedie (Little Gaby, aviatrice).

Morgagni seguì con convinzione e coerenza la parabola politica del Duce e il 25 luglio 1943, alla notizia della destituzione di Mussolini, pur di non assistere al crollo del proprio mondo, preferì togliersi la vita sparandosi un colpo di pistola nella sua casa romana.  

(Milano, Cimitero Monumentale. Monumento Morgagni: particolare dell’epigrafe per Manlio Morgagni. Foto dell’autrice)

Fu lo stesso Mussolini a dettare la sua epigrafe:

Qui / nel sonno senza risveglio / riposa / Manlio Morgagni / giornalista / presidente della Stefani / per lunghi anni / uomo di sicura integra fede / ne diede morendo testimonianza / nel torbido XXV luglio MCMXLIII (25 luglio 1943) / Benito Mussolini dettò