
Di Paola Redemagni
Prima a essere fondata fra tutte le città etrusche l’antica Tarchuna, o Tarchna, ha origini mitiche, legate all’apparizione di Tagete: divinità dall’aspetto di fanciullo e saggezza di vecchio, che avrebbe insegnato agli Etruschi l’arte divinatoria attraverso la lettura delle viscere degli animali sacrificali. Il contadino a cui Tagete era apparso, tracciò un solco nel campo dell’apparizione con il suo aratro tirato da una coppia di buoi, delimitando così l’area su cui erigere la prima città etrusca, che dal suo nome Tarchon prese il nome di Tarquinia.
Le fonti letterarie greche e romane descrivono una città grande, fiorente, potente, protagonista delle vicende politiche nella penisola italica e nel Mediterraneo.
L’ampia necropoli si sviluppa fra l’abitato e la costa, su un pianoro denominato Monterozzi, così chiamato per la presenza di tumuli in forma di piccoli monticelli di terra.
La necropoli misura circa 6 chilometri in lunghezza e 3 in larghezza ed è divisa in diverse località: Calvario, Primi Archi, Secondi Archi, area Scataglini, Doganaccia.
Ad oggi sono state individuate oltre 6000 tombe: di queste circa il 3 % presenta una ricca decorazione pittorica: per la quantità e la qualità delle immagini e per la loro estensione nel tempo – dal settimo al terzo secolo a.C. – la necropoli di Tarquinia resta la più importante del Mediterraneo e dal 2004 è stata inserita dall’Unesco nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

La scoperta delle prime tombe dipinte risale al Rinascimento: oggi si conoscono circa 200 sepolcri affrescati. Molti di essi furono reinterrati dopo la loro scoperta, pensando così di preservarne al meglio la decorazione dipinta mentre di altri si è persa l’esatta ubicazione.
Attualmente sono visitabili 22 ipogei posti in località Calvario: la tomba dei Giocolieri, la tomba del Guerriero, la tomba di Cristofani, la tomba del Padiglione della Caccia, la tomba del Fiore di Loto, la tomba delle Leonesse, la tomba del Pallottino, la tomba della Pulcella, la tomba della Caccia e Pesca, la tomba dei Caronti, la tomba dei due tetti, la tomba del Gorgoneion, la tomba Cardarelli, la tomba Moretti, la tomba della Fustigazione, la tomba Fiorellini, la tomba dei Demoni Azzurri, la tomba Bettini, la tomba Caccia al Cervo, la tomba Bartoccini, la tomba dei Leopardi e la tomba delle Baccanti.
Si tratta di camere scavate in profondità cui si accede attraverso uno stretto corridoio in discesa chiamato dromos. Lo abbiamo già incontrato a Populonia, dove immette all’interno dei grandi tholos (Ferro e vino a Populonia).

La dimensione e la tipologia delle camere sotterranee possono variare: in età arcaica e classica si trova un unico ambiente quadrangolare con soffitto a doppio spiovente (che riproduce il tetto della casa), destinato alla sola sepoltura della coppia maritale. In epoca successiva i sepolcri arrivano a comprendere più vani, in grado di ospitare anche diverse generazioni dello stesso clan gentilizio. Per i suoi costi elevati, infatti, questo tipo di sepoltura era espressione della classe aristocratica che sola poteva permettersi il lusso di dipingere le proprie tombe. All’interno dei sepolcri i defunti venivano adagiati su letti funebri, di cui sono ancora ben visibili le tracce impresse nella pavimentazione e nei basamenti, oppure in sarcofagi scolpiti e dipinti; in alternativa le loro ceneri venivano collocate in urne cinerarie (Un cuore, una capanna). In ogni caso, erano accompagnati da ricchi corredi: oreficerie, ceramiche, armature e armi, che avrebbero accompagnato il defunto nel suo viaggio ultraterreno.
(Dear friends speaking English, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
The necropolis of Tarquinia (Italy) includes over 6000 tombs: about 200 of those present a rich pictorial decoration. For the quantity and quality of the images and for their extension over the time – from the VII to the III century BC – it’s the most important depict necropolis in the Mediterranean area and since 2004 it has been included in the World Heritage Site by Unesco. The necropolis measures about 6 km in length and 3 km in width and it is divided into several locations named: Calvario, Primi Archi, Secondi Archi, area Scataglini, Doganaccia.
Currently you can visit 22 hypogea located in Calvario site: the jugglers’s tomb, the warrior’s tomb, Cristofani’s tomb, the tomb of hunting lodge, the tomb of the Lotus flower, the tomb of the lionesses, Pallottino’s tomb, the girl’s tomb, the tomb of hunting and fishing, Charons’ tomb, the tomb with two roofs, the Gorgoneion’s tomb, Cardarelli’s tomb, Moretti’s tomb, Bettini’s tomb, Bartoccini’s tomb, the little flowers tomb, the tomb of the flogging, the Deer Hunt tomb, the tomb of the Leopards and the tomb of the Bacchantes.
They consist in deeply dug chambers where you can arrived through a narrow downward corridor called dromos. They includes a single room, intended for the burial of husband and wife, or more rooms, where several generations of the same noble clan can be accommodated. In fact, due to its high costs, this type of burial was an expression of the aristocratic class only.
Inside the tombs the deceased were placed on funeral beds, or into carved and painted sarcophagi. Alternatively, their ashes were placed in cinerary urns and were accompanied from rich grave goods: jewellery, ceramics, armor and weapons.