Il Bosco dei Faggi – Linate 2001

Di Paola Redemagni

La mattina dell’8 ottobre 2001 un aereo di linea della compagnia Scandinavian Airlines si porta sulla pista di Linate per il decollo. Si aspetta una partenza regolare e un viaggio tranquillo.

Complice la fitta nebbia e una serie di negligenze nei sistemi di controllo, non può sapere che un piccolo aereo privato si è portato per errore sulla stessa pista.

L’impatto è devastante e l’aereo fuori controllo si schianta sul deposito bagagli. Muoiono passeggeri ed equipaggio dei due velivoli e quattro addetti al lavoro allo smistamento bagagli.

L’impressione è enorme: è il primo incidente che coinvolge l’aeroporto milanese dal momento dell’apertura – avvenuta nel 1938 – ed il più grave nella storia dell’aviazione civile italiana.

Per non dimenticare, il Comune di Milano insieme con SEA – Aeroporti e il Comitato e Fondazione 8 ottobre hanno voluto creare un memoriale che fosse però un simbolo di vita e nel vicino parco Forlanini hanno realizzato il Bosco dei faggi: 118 alberi – uno per ogni vittima – piantati secondo tre cerchi concentrici di 39 piante ciascuno. L’ultimo faggio si erge nel mezzo ma disassato rispetto al centro del cerchio.

(Milano, Parco Forlanini. Bosco dei Faggi. Christer Bording, “Dolore infinito”. Foto dell’autrice)

Il faggio è una specie longeva, diffusa al nord come al sud dell’Europa, così da unire in un abbraccio ideale il paese scandinavo e quello mediterraneo, uniti nella tragedia.

Albero circondato da un alone di sacralità, per gli antichi greci il suo nome Phegos indicava lo splendore, la luce; per gli antichi Latini fagus indicava la selva, il bosco.

Il nucleo del complesso è costituito da tre monoliti in granito provenienti da regioni diverse della Scandinavia: si appoggiano l’uno all’altro in cerca di sostegno reciproco. Non a caso la scultura dell’artista Christer Bording si intitola “Dolore infinito” e riprende la tradizione nordica dei grandi monumenti eretti a celebrare i luoghi dove si sono verificati eventi importanti.

(Milano, Parco Forlanini. Bosco dei Faggi. Foto dell’autrice)

L’ultimo cerchio, il più interno, è disegnato dalle lunghe e sottili lastre in pietra che recano incisi i nomi delle vittime e la dedica in loro ricordo: “Non è né spento né lontano ma vicino a noi, felice, trasformato, senza aver perduto la bontà e la delicatezza del suo cuore”.