Tomba Cusini – Arrigo Minerbi.

Di Paola Redemagni

“Io salderò i miei uccelli, ala con ala, fino a farne una sola massa tutta fremiti e voli… le sette rondini dinnanzi, e ai lati in linea ascendente le allodole capellute, i passeri, i beccaccini, le pavoncelle, i tordi e via via i più grandi dalle lunghe gambe e dal lungo becco che quasi lambiscono la base della statua… E le cicogne e gli aironi che incedono solenni… E dietro, nel centro, il gufo, il predone notturno pentito”. (1)

È un gruppo attento quello che ascolta S.Francesco, ogni singolo uccello modellato con maestrìa e fuso nel bronzo, i becchi rivolti al Santo che si apre in un sorriso che cela appena la sofferenza fisica.

S.Francesco che predica agli uccelli è l’opera più famosa di Arrigo Minerbi al Monumentale di Milano. (Arrigo Minerbi, scultore)

Occupa uno spazio delimitato architettonicamente dalla Galleria di Levante, che qui arretra a formare una sorta di piazzetta raccolta. La figura di S.Francesco svetta al centro del gruppo scultoreo, isolata e sopraelevata su un piccolo podio. L’arcata centrale della Galleria retrostante inquadra perfettamente la scultura: il basamento rialzato e la quinta prospettica conferiscono alla tomba un’impronta teatrale.

(Milano, Cimitero Monumentale. Arrigo Minerbi, Tomba Cusini. Foto dell’autrice)

Ai piedi della scultura il piccolo stormo di uccelli occupa il lato destro della composizione, costringendo il santo a voltarsi leggermente verso di loro e evitando così qualunque rigidità alla figura.

Il gruppo in bronzo costituisce la parte visibile della grande cripta sotterranea voluta dal senatore Remigio Cusini per sé e la sua famiglia, nel 1924.

La tomba viene poi realizzata fra il 1926 e il 1932.

Il progetto e la direzione dei lavori sono affidati all’architetto Adolfo Zacchi, che per Cusini stava già progettando l’imponente palazzo di famiglia in via Durini 9, mentre a realizzare l’opera scultorea viene chiamato lo scultore Arrigo Minerbi.

La cripta, che misura metri 5,50 x 4.50, comprende otto sepolture ed un altare per celebrare le funzioni e presenta una decorazione sontuosa, fatta di marmi pregiati e volte a mosaico, ricche cornici a palmette e capitelli in stile corinzio. 

(Milano, Cimitero Monumentale. Arrigo Minerbi, Tomba Cusini. Particolare dello stormo. Foto dell’autrice)

Minerbi lavora al gruppo scultoreo nel suo studio all’Aretusa, la sua residenza estiva a Rapallo, prendendo come modello un vecchio contadino sordomuto del luogo.

Trasfonde nella scultura una sofferenza che è anche sua privata: ai problemi di salute si somma una profonda crisi spirituale tanto da dire che in quel corpo smagrito si può cercare la sua pena.

Il 16 dicembre 1930 cripta e monumento scultoreo risultano compiuti e si cominciano a realizzare le due fontanelle richieste dalla Commissione Artistica, costruite sempre su disegno dell’architetto Zacchi; due esili betulle che spuntano dalle vasche addossate alla retrostante Galleria di Levante. La scelta della betulla risponde a una precisa volontà del senatore Cusini che vuole così ricordare gli alberi presenti all’epoca nel piccolo giardino pensile del Santo, ad Assisi.

(Milano, Cimitero Monumentale. A.Zacchi – A.Mazzucotelli: tomba Cusini, particolare di una delle fontanelle. Foto dell’autrice)

I due alberelli, che in origine sono previsti in rame, vengono invece realizzati in ferro inossidabile e per la loro esecuzione Cusini si affida a uno dei massimi artisti del genere, che dal 1908 al 1910 aveva già lavorato alla decorazione della sede della sua ditta tessile, in via dell’Orso a Milano: Alessandro Mazzucotelli titolare dell’Officina d’Arte del ferro battuto, all’epoca situata presso la Bicocca degli Arcimboldi, a Milano, che aveva rinnovato l’arte del ferro battuto grazie a nuove soluzioni formali, elementi zoomorfi, floreali e astratti, liberty e decò.

(1) Minerbi, Arrigo – Arrigo Minerbi: pensieri, confessioni, ricordi. 1955, Ceschina, Milano.