
Di Paola Redemagni
Nel 1904 la scrittrice Virginia Tedeschi Treves – per tutti Cordelia – commissiona allo scultore Ettore Ximenes e all’architetto Augusto Guidini la bella edicola nel Reparto Israelitico del Cimitero Monumentale di Milano (Il Cimitero Monumentale di Milano), in ricordo del marito Giuseppe Treves, scomparso all’improvviso a 65 anni il 5 settembre 1904.
Completata nel 1906, l’edicola in marmo bardiglio di Carrara sceglie le linee sinuose e le decorazioni floreali dello stile Liberty, che impreziosiscono l’arco di ingresso e il ricco sarcofago, posto a coronamento dieci anni più tardi.
L’attenzione è tutta per il fregio in bronzo realizzato da Ettore Ximenes, che circonda l’intera architettura.

Sul fronte d’ingresso due gruppi ad altorilievo ritraggono rispettivamente Giuseppe Treves e sua moglie, attorniati da amici, intellettuali e scrittori di punta della casa editrice. Fra questi si riconoscono Gabriele D’Annunzio, Edmondo De Amicis e Giovanni Verga.
Sui restanti tre lati lo scultore ci trasporta all’interno del reparto di riproduzione fotomeccanica delle immagini che costituiva uno dei fiori all’occhiello della casa editrice Fratelli Treves.

Un facchino trasporta in laboratorio la pesante lastra in pietra destinata alle incisioni mentre un pittore esegue su un grande cavalletto l’illustrazione destinata ad essere fotografata e poi riprodotta: a sinistra il fotografo sta già caricando nell’apparecchio la lastra fotografica.

Ai banchi di lavoro gli incisori preparano le lastre da inchiostrare e i ritoccatori completano le immagini, in vista della stampa. Infine, fra rotoli di carta e cumuli di fogli, i tipografi sorvegliano le grandi macchine tipografiche che sfornano, sotto l’attenta supervisione dei superiori, i capolavori della letteratura italiana e straniera e le copie colorate de L’Illustrazione Italiana.

Dopo alcune esperienze professionali all’estero, era stato il fratello maggiore Emilio ad avviare tra il 1861 e il 1864 a Milano l’attività di editore e stampatore. Dopo aver rilevato nel 1868 la tipografia dell’ungherese Helphy in via Solferino 11, a Milano, aveva poi fondato la casa editrice Treves, divenuta nel 1870 Fratelli Treves Editori dopo l’ingresso in società di Giuseppe, in qualità di organizzatore finanziario.
Nello stesso anno Giuseppe Treves sposa Virginia Tedeschi, figlia di un facoltoso commerciante veronese e socio della casa editrice Drucker & Tedeschi. È grazie anche alla sua dote che nel 1872 i Treves possono ampliare la loro attività, acquistando un terreno in via Palermo e trasferendo l’impresa in una nuova sede.

La casa editrice si impone sul mercato librario nazionale proponendo i maggiori autori nazionali – Luigi Pirandello, Edmondo De Amicis, Gabriele D’Annunzio, Giovanni Verga, Ada Negri, la stessa Cordelia – e internazionali (Lev Tolstoj, Gustav Flaubert, Charles Dickens, Emily Brontë), e pubblicando opere di storia, arte, politica, teatro, scolastica, poesia, narrativa.
A partire dal 1873 i Treves avviano un nuovo progetto editoriale: un giornale settimanale illustrato di grande formato, sull’esempio di quelli editi all’estero. Nasce così la Nuova Illustrazione Universale, che dal gennaio 1876 diventa Illustrazione Italiana. La rivista – una delle prime in Italia ad avvalersi di fotografie – pubblicava articoli dedicati a personaggi contemporanei, alla vita politica e sociale, alle scienze, alle belle arti, ai viaggi, alla musica, al teatro, alla moda.
La moda fu uno dei campi privilegiati dell’attività di Virginia Tedeschi, che forniva un contributo importante alla casa editrice, allo sviluppo delle collane, ai rapporti con autori, scrittori, editori.

Dal 1878 al 1922 diresse Margherita, Giornale delle signore italiane di gran lusso. La rivista, un omaggio alla regina Margherita, si rivolgeva ad una donna borghese colta, ricca e raffinata, bella, distinta nei modi e nel linguaggio, dedita alla vita domestica, all’educazione, alla letteratura.
La stessa Cordelia era considerata un’intellettuale raffinata e di buon gusto ed il salotto letterario che teneva nella casa milanese di via Conservatorio e nella villa di Belgirate era assai ambito.
Aveva esordito nel 1879 con il romanzo Il regno della donna, apologia della vita domestica e delle virtù femminili (La regina della casa), cui erano seguite: Prime battaglie (1880), Vita intima (1881), Dopo le nozze (1882), Catene (1882), e altre opere di letteratura femminile.
Negli anni seguenti, tuttavia, Cordelia ripensa il ruolo della donna, tanto che nel 1906 entra a far parte dell’Unione Femminile; aderisce all’Associazione Pro suffragio femminile e nel 1908 la troviamo fra le fondatrici dell’Associazione femminile per l’Arte.
Nel 1912, inoltre, partecipa alla fondazione a Milano di un Lyceum femminile, che doveva favorire la vocazione alla scrittura, alla creatività e alla conoscenza scientifica delle donne.
Importante anche la sua produzione nel campo della letteratura per ragazzi: nel 1881 fonda e dirige Il giornale dei fanciulli, che contribuisce alla conoscenza di Emilio Salgàri e di Robert L. Stevenson. Molti anche i romanzi, il più famoso dei quali è Piccoli eroi (1891), che arriva a contare ben 62 edizioni e viene stampato anche in braille.
Muore a Milano nel 1916, all’età di 67 anni, ed è sepolta nella stessa edicola del marito.
Poiché i Treves erano figli del Rabbino maggiore di Trieste Sabato Graziadio Treves, nel 1939, dopo l’emanazione delle leggi razziali, la casa editrice viene rilevata da Aldo Garzanti.