Cimitero di Caravaggio

Di Paola Redemagni.

Caravaggio è una piccola cittadina in provincia di Bergamo, lungo la strada che da Milano porta a Brescia.

Ospita l’imponente Santuario di S. Maria del Fonte, costruito nelle sue forme attuali a partire dal 1575 per volere di S.Carlo Borromeo, su progetto dell’architetto Pellegrino Tibaldi. Celebra l’apparizione miracolosa della Madonna a una contadina del luogo, avvenuta il 26 maggio 1432, e custodisce la fonte sgorgata dopo la sua visita, in grado di guarire ammalati e infermi.

È anche il paese di origine della famiglia del pittore Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, che però è nato a Milano.

(Di Artemisi – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4723408)

Con un editto datato 1767, l’imperatore austriaco Giuseppe II anticipa di quasi 40 anni l’indicazione di spostare le sepolture fuori dalle chiese e dai centri abitati, poi ribadita da Napoleone con l’Editto di S.Cloud del 1804.

I territori del Lombardo-Veneto, a cui appartiene anche Caravaggio, la recepiscono.

A Caravaggio il cimitero sorgeva lungo il lato meridionale e l’abside della chiesa parrocchiale dei Santi Fermo e Rustico.

Si decide di spostarlo nei pressi del cimitero campestre di S.Eusebio, che insieme con quelli di S.Bartolomeo e di S.Valeriano già in passato aveva accolto le vittime delle varie epidemie, peste compresa.

Il nuovo cimitero viene benedetto il 24 novembre 1788 ma 50 anni più tardi si sente l’esigenza di ampliarlo, essendo divenuto inadatto alle esigenze della popolazione, e di dargli una nuova veste estetica, forse proprio perché Caravaggio, pur avendo a quell’epoca meno di 9000 abitanti, rappresenta un importante luogo di passaggio e una meta di pellegrinaggio.

(Cimitero di Caravaggio. Foto di Paolo Truzzi(

Il 17 febbraio 1830 viene siglato un accordo per la costruzione di una nuova chiesa dedicata a S.Eusebio, l’erezione dei portici e la realizzazione del viale di accesso e del piazzale antistante.

Le spese vengono ripartite fra la Deputazione Comunale (cui spettano l’acquisto dei terreni, l’innalzamento delle mura perimetrali, la costruzione dell’ingresso monumentale con annessi viale e piazzale d’accesso) e la  Fabbriceria parrocchiale, per la costruzione della chiesa e delle cappelle private.

Il 16 aprile 1833 il Consiglio Comunale approva il progetto di spesa e indice l’asta di appalto, vinta dall’impresario edile Fortunato Bedolini di Caravaggio.

Il contratto viene firmato il 19 agosto 1833 e il 5 maggio 1834 apre la parte nuova del cimitero.

Il 17 marzo 1839 viene costituita una Commissione per stabilire le opere necessarie al completamento, trovare le risorse e condurre a termine i lavori. Ne fanno parte per la Deputazione Comunale il rag. Pietro Ceroni; Carlo Provenzi e Cristoforo Cotti per la Fabbriceria e Don Giacomo Appiani in rappresentanza dell’arciprete Giovanni Dapri.

La Commissione sceglie artisti, tecnici e artigiani, supervisiona i progetti, la fornitura dei materiali e l’esecuzione delle opere di ornamento. Inoltre, gestisce i lasciti testamentari, le donazioni, i mutui, l’acquisto E lo scambio dei terreni e la vendita delle arcate di pregio poste sotto i porticati.

(Cimitero di Caravaggio. Cassetta per elemosina: “L’elemosina libera da ogni peccato e dalla morte”. Foto dell’autrice)

I lavori vengono affidati all’architetto Carlo Renzanigo.

In chiesa, il pittore Enrico Scuri affresca i pennacchi della cupola con figure di profeti mentre Giovanni Moriggia esegue il Compianto sul Cristo morto sopra l’altare e Giovanni Bertini, membro dell’Accademia di Belle Arti di Brera, esegue le vetrate a lunetta.

Si tratta di un’opera corale: gli abitanti di Caravaggio partecipano attivamente alla realizzazione fornendo prestazioni lavorative gratuite e la Parrocchia e la Fabbriceria contribuiscono devolvendo i proventi della Cassa dei Morti, cioè delle funzioni religiose celebrate per i defunti.

Per promuovere la vendita degli spazi di maggior prestigio, la Commissione invia alle famiglie più abbienti una lettera con cui si appella al “generoso animo dei signori Proprietari locali” per l’acquisto di una propria arcata del valore di 2000 lire austriache, monumento funebre escluso.

Anche il clero della Parrocchia e del Santuario e la Confraternita del SS.Sacramento acquisiscono i diritti di sepoltura.

Tra il 1840 e il 1845 si completano il piazzale di ingresso e il viale di accesso bordato di cipressi e tra il 1872  e il 1874 i portici dell’ala sinistra; tra il 1894 e il 1896 vengono posti i cancelli in ferro battuto a chiusura dei portici.

(Cimitero di Caravaggio. Foto dell’autrice)

Il cimitero di Caravaggio oggi presenta un elegante fronte monumentale neoclassico, in stile dorico, in cui il lungo porticato è movimentato appena dal pronao della chiesa, tripartito e sormontato da un timpano triangolare, dai bassi tamburi e dalle calotte delle cappelle angolari. All’interno si trovano opere di artisti affermati come Giovanni Moriggia, Enrico Pancera, Giovanni Spertini, e tombe storicamente interessanti come quella dell’architetto BBPR Gian Luigi Banfi (BBPR – Gian Luigi Banfi), il memoriale alle vittime dell’esplosione allo stabilimento Pirogenico (Esplosione al Pirotecnico di Caravaggio) e la lapide in ricordo del direttore del ristorante più lussuoso del Titanic, Ugo Banfi (A bordo del Titanic – Ugo Banfi, maitre).