Carlo Fruttero

Di Paola Redemagni

Era un mattina d’agosto.

Accompagnata da un’amica coraggiosa e a un orario improponibile in vacanza, raggiungo il cimitero di Castiglione della Pescaia in cerca di Italo Calvino (Italo Calvino e Le Città Invisibili.)

Il cimitero è arroccato in cima alla collina e, una volta superato l’ingresso moderno, ci si spalanca davanti agli occhi una vista spettacolare sul cielo, sul mare, sulle isole dell’arcipelago toscano.

Credo che qui i morti di Castiglione facciano sogni meravigliosi.

(Cimitero di Castiglione della Pescaia. Foto dell’autrice)

Il cimitero è affollato di tombe, i passaggi sono stretti, i vialetti lastricati con i resti delle lastre tombali precedenti, le cappelle sono imbiancate dal sole. Non abbiamo idea di dove sia Calvino: dovremo cercarlo.

Ma non facciamo in tempo: appena oltrepassato l’ingresso l’attenzione viene attirata da una tomba moderna in marmo grigio, su cui qualcuno ha posato una targa in cotto, incisa:

Carlo Fruttero

1926 – 2012

Maria Pia Taverna Fruttero

1936 – 2007

Accanto, la pergamena con la cittadinanza onoraria di Castiglione.

Possibile che sia lui?

È lui, solo che è strano trovarlo qui, inatteso, e senza l’inseparabile compagno di scrittura Franco Lucentini.

Perché Carlo Fruttero e Franco Lucentini sono stati una coppia inseparabile nell’amicizia e nel lavoro per 50 anni: a partire dal 1952, quando si erano conosciuti in un bistrot di Parigi.

Erano diventati subito amici per la pelle, uniti dallo sguardo disincantato sul mondo, dalla sottile ironia, dall’amore per la letteratura, dai <<comuni disinteressi>>.

(Carlo Fruttero. CC BY-SA 2.0 by Wikimedia Commons)

Colleghi anche presso la casa editrice Einaudi, a Torino, per la quale Fruttero corresse, tra l’altro, la prima edizione del Diario di Anna Frank e per la quale traducevano autori come Beckett e Salinger e selezionavano racconti di fantascienza.

Tra i colleghi di lavoro, lo stesso Italo Calvino.

Nel 1962 Fruttero accetta l’offerta di Mondadori per la direzione della prestigiosa collana di fantascienza Urania: due anni dopo viene raggiunto dall’amico Lucentini e insieme guidano la collana per più di 20 anni.

E scrivono a quattro mani romanzi arguti e lucidi nel leggere e nell’interpretare senza sconti la realtà italiana, e cronache satiriche. Fra gli altri:  La donna della domenica (1972), A che punto è la notte (1979), Il palio delle contrade morte (1983), La prevalenza del cretino (1985), L’amante senza fissa dimora (1986),  La manutenzione del sorriso (1988), Il ritorno del cretino (1992), Enigma in luogo di mare (1991)…

Nel 2002, una mattina d’agosto Franco Lucentini, provato dalla malattia, decide di chiudere la sua esistenza terrena volando giù dalla tromba delle scale del bel palazzo torinese in cui viveva, come aveva fatto 15 anni prima Primo Levi.

Fruttero continua a scrivere, questa volta da solo: per Mondadori nel 2006 pubblica Donne informate sui fatti, con cui entra fra i finalisti del Premio Campiello, e nel 2010 Mutandine di chiffon. Memorie retribuite.

Trascorre gli ultimi anni nella casa di Castiglione, a due passi dal mare, e si congeda da tutti il 15 gennaio 2012, senza staccarsi da questi luoghi, così belli.