
Di Paola Redemagni
Splendido animale il pavone, la cui simbologia è antichissima.
In India, paese di cui è originario, per il dispiegarsi a ruota della sua coda suntuosa era considerato simbolo del Sole.
Attraverso Babilonia, la Persia e l’Asia Minore, il pavone giunge a Samo, piccola isola della Grecia molto vicina alla costa asiatica. A Samo si trovava un importante tempio dedicato a Era, moglie di Zeus: l’Ereo, dove il pavone viene ben accolto in quanto uccello sacro alla dea.
Nella mitologia greca, infatti, il pavone risulta connesso al mito di Argo: un gigante il cui corpo era tempestato di innumerevoli occhi che non chiudeva mai tutti insieme, così da essere insonne.
Un guardiano ideale e infatti Era – che nutriva dubbi giustificati sulla fedeltà del consorte – gli affidò la sorveglianza della ninfa Io, amata da Zeus e tramutata in giovenca dalla stessa Era. Per liberarla Zeus inviò Ermete a uccidere Argo: la dea trasferì allora gli occhi del gigante sulla coda del pavone, a lei sacro. Per analogia, anche a Roma i pavoni diventano animali sacri alla moglie di Giove: Giunone.
Il pavone mantiene la sua valenza positiva sia nel mondo islamico, dove simboleggia il cosmo e i corpi celesti del Sole e della Luna, sia in ambito cristiano.

Si credeva infatti che la sua carne fosse incorruttibile: veniva quindi considerata come simbolo di sopravvivenza alla morte, analogamente a quanto avvenuto a Cristo nel sepolcro.
Inoltre il pavone è un cacciatore di serpenti: risorsa importante contro animali pericolosi nella realtà e simboli infernali nella simbologia. Era inoltre viva l’antica credenza secondo cui il sangue del pavone allontana i demoni.
Il fatto poi che il pavone perda le penne della coda a fine settembre per riacquistarle in primavera, lo rende un simbolo di rinnovamento e di resurrezione.
Nell’iconografia cristiana, spesso i Cherubini hanno quattro ali fatte di penne di pavone, i cui occhi rappresentano l’onniscenza divina.
(Dear friends speaking English, this is an home-made blog. I have no money to pay a professional translator, so I write English post by myself and – as you can see – I can’t write English language very well. So you can find a lot of mistakes in the articles: I beg your pardon. My English language level is: F(unny)! Will you pardon me?)
The splendid peacock originated in India, where it was considered a symbol of the Sun because of the wheel-like unfolding of its sumptuous tail.
Through Persia and Asia Minor, the peacock reaches Samos, a small island in Greece very close to the coast of Asia. In Samos it was revered as a bird sacred in the Ereo, the important temple dedicated to Hera, wife of Zeus.
In Greek mythology the peacock was connected to the myth of Argos: a giant with countless eyes on his body that he never closed all at once, so that he was sleepless.
So he was an efficient guardian, and in fact Hera – who had justifiable doubts about her consort’s fidelity -trusted him with the guardianship of the nymph Io, beloved by Zeus and turned into a cow by Hera herself.
To make her free, Zeus sent Hermes to kill Argos: after the murderer, Era transferred the giant’s eyes to the tail of the peacock, sacred to her. By analogy, in Rome peacocks became animals sacred to Juno, wife of Jupiter.
In the Islamic culture, the peacock symbolizes the Cosmos with Sun and Moon.
In Christian culture its flesh was believed to be incorruptible: it was therefore regarded as a symbol of survival to death. The ancient belief that peacock blood drives away demons was also alive.
The fact that the peacock loses its tail feathers in late September to regain them in the spring, making it a symbol of renewal and resurrection.