
Di Paola Redemagni
Oggi l’Abbazia di Westminster è il luogo di sepoltura di 30 fra re e regine, le più famose delle quali sono Elisabetta I e Maria Stuarda. Attorno a loro nella chiesa e nel chiostro, 3.300 personaggi illustri che hanno segnato la storia della Gran Bretagna. 600 monumenti e lastre murali costituiscono la più importante collezione di opere funebri in tutto il paese.
Ho sempre trovato civile il fatto che gli Inglesi incoronino i loro re e le loro regine nella stessa chiesa in cui li seppelliscono. È come se dicessero loro: oggi, nell’ora del tuo massimo trionfo ricorda che malgrado la corona e tutto il tuo potere alla fine tornerai qui. È come un monito a ricordare ciò che davvero è importante, a vivere la vita e la responsabilità del comando con rettitudine.
E la regina Elisabetta II ha incarnato il dovere per tutta la sua vita.
Non sarà seppellita qui ma l’Abbazia di Westminster le dà il suo ultimo saluto: la stessa Abbazia che l’ha vista diventare regina nel 1953, che ha ospitato il matrimonio dell’allora principe Carlo e di Lady Diana, quello del principe William con Kate Middleton e i funerali della stessa Diana.
L’Abbazia gode di uno status particolare: infatti è un “Royal Peculiar”, soggetta non a un vescovo o a un arcivescovo ma solo al Sovrano e a partire dal 1066 ha ospitato tutte le incoronazioni reali, a partire da quella di Guglielmo il Conquistatore.
Fondata intorno al 960 d.C. dai monaci benedettini sull’isola di Thorney Island, poco distante dal suo palazzo reale, fu ampliata e rinnovata dal re Edoardo il Confessore nel 1040.

Edoardo costruì una grande chiesa dedicata a S.Pietro Apostolo, consacrata nel 1065, e alla sua morte fu sepolto davanti all’altare maggiore.
Nel 1245 Enrico III decise di ricostruire la chiesa in stile architettonico gotico: consacrata il 13 ottobre 1269, l’Abbazia di Westminster fu progettata per essere non solo un luogo di culto e un grande monastero ma anche il luogo per l’incoronazione e la sepoltura dei monarchi. Enrico III fece anche spostare il corpo di Edoardo il Confessore in una nuova tomba più ricca, posta dietro l’altare maggiore della nuova chiesa.
Nei secoli seguenti l’Abbazia fu ampliata e arricchita: nel 1400, con la sepoltura nel Transetto Sud di Geoffrey Chaucer – l’autore delle Novelle di Canterbury – si inaugura il Poets’ Corner (l’Angolo dei Poeti), riservato a poeti, scrittori e artisti.

Nel 1503 Enrico VII inizia la costruzione della Lady Chapel (Cappella di Nostra Signora), con il suo spettacolare soffitto a volta a ventaglio, traforato finemente.
Nel 1540 Enrico VIII erige Westminster a chiesa cattedrale e la dota di un Vescovo, un Decano e 12 Canonici.
Nel 1560 la regina Elisabetta I la trasforma in Chiesa Collegiata, esente dalla giurisdizione di arcivescovi e vescovi e sottoposta solo alla giurisdizione del sovrano. Al posto della comunità monastica istituisce un corpo collegiale formato dal Decano, dal canonici e dai canonici minori; inoltre la dota di una fondazione musicale e di 40 studiosi che costituiscono il nucleo di quella che oggi è la Westminster School, una delle principali scuole indipendenti del paese.
Nel 1745 vengono completate le due torri occidentali.

Nel 2018, in occasione del Giubileo di Diamante per i 65 anni del regno di Elisabetta II, vengono aperte le Queen’s Diamond Jubilee Galleries, un nuovo spazio museale posto sopra il soffitto della chiesa, a 16 metri di altezza, in cui sono esposti dipinti, modelli, codici, pergamene, arredi e sculture.
Oltre al Milite Ignoto circondato dai suoi papaveri (Mille papaveri rossi. Poppy Day), a Westminster riposano politici, scrittori, filantropi, scienziati, poeti, letterati, pittori, architetti, mecenati, uomini di culto, nobili, militari, musicisti, compositori, attori.

Solo per ricordarne alcuni: gli scienziati Stephen Hawking, Isaac Newton e Charles Darwin; l’ammiraglio Horatio Nelson; l’astronomo Edmond Halley; l’inventore della locomotiva Robert Stephenson; l’architetto Robert Adam; i corsari Francis Drake e Walter Raleigh; gli scrittori e poeti Rudyard Kipling, Charles Dickens, Thomas Stern Eliot, Charlotte, Emily e Anne Bronte, John Milton, Walter Scott, Jane Austin, George Byron, Dylan Thomas, William Blake; il critico d’arte John Ruskin; il condottiero Oliver Cromwell; il compositore George Frederic Handel.